Lo swing di Watson

Ha 33 anni e un soprannome curioso, Bubba; con il suo stile improvvisato fa inorridire i puristi del golf, eppure lo swing mancino e un po’ sbilenco di Gerry Lester Watson si è rivelato decisivo, tanto da far vincere proprio a lui, un autodidatta del green, il Masters Golf Tournament, il grande slam del golf.

Conquistata la mitica giacca verde, sogno di ogni golfista, il suo primo pensiero è andato a Dio: «Per prima cosa vorrei ringraziare Gesù Cristo, il mio Signore e Salvatore», ha dichiarato nelle interviste a caldo. E lo stesso ha fatto nel suo profilo su twitter, dove si proclama apertamente cristiano e dove ha commentato la vittoria con un plateale “A Dio sia la gloria”, seguito da tre punti esclamativi.

Non ha cambiato registro nelle interviste dei giorni successivi: ospite a Fox News ha ricordato che «È il motivo per cui mi sento così benedetto. È perché sono cristiano, e insieme a mia moglie formiamo una famiglia cristiana. È un momento speciale per noi, perché sappiamo che queste cose non vengono da noi. È Dio che ci aiuta: sappiamo che la giacca verde è un grande onore, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che non la porteremo con noi in Cielo».

E ha continuato spiegando che la fede è parte integrante della sua vita, che legge la Bibbia e si impegna per essere un uomo migliore.

«Il golf – ha chiosato – è al quarto posto nella mia lista di priorità»; alla fin fine sarà solo uno strumento per rendersi ancora più utile alle associazioni benefiche, ma soprattutto – spiega questo ragazzone, che ha cominciato a frequentare una chiesa alle superiori e ha preso un impegno personale con Dio ai tempi del college – «il golf è solo un modo in cui Gesù si serve di me per raggiungere quante più persone possibile».

Semplicità, zelo e successo. Non sarà un caso se il celebre Huffington Post ha citato Bubba Watson, insieme a Jeremy Lin e Tim Tebow, nella triade degli atleti cristiani del momento.

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Pubblicato il 13 aprile, 2012 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 commento.

  1. Non saprei se rallegrarmi del fatto che un noto sportivo sia cristiano e proclami la sua fede in Gesù, o se rattristarmi del fatto che faccia notizia il fatto che un noto sportivo sia cristiano e proclami la sua fede in Gesù.

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