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Fino alla fine del mondo

A margine dell’elezione di papa Francesco i quotidiani non potevano non affrontarel’ascesa del movimento evangelico nell’America del Sud. E l’hanno fatto con risultati alterni.

Ha adottato un approccio corretto Maurizio Molinari che sulla Stampa, nel ragionare sui numeri cattolici in Sudamerica, riferendosi agli evangelici parla di “altre chiese cristiane” e non di “sette” (anche se poi cita, testualmente, “protestanti e battisti”, dimostrando una certa confusione).

Meno lineare, invece, l’intervento di Vittorio Messori sul Corriere: dopo aver annunciato di aver previsto l’elezione di un papa dal sud del mondo come segnale di attenzione della chiesa cattolica verso un’area particolarmente sensibile sul fronte spirituale, non trova di meglio che ripescare un luogo comune che speravamo superato: Leggi il resto di questa voce

Un Paese migliore (comincia da noi)

La lunga campagna elettorale 2012-13 si sta concludendo. E l’imminenza del voto – un voto considerato fondamentale da vari osservatori – merita una riflessione.

Nella nostra newsletter settimanale dedicata al mondo dei media abbiamo dato spazio in questi mesi alle posizioni, alle prospettive, alle scelte dei candidati in tema di etica, come pure ai (pochi) contenuti con cui ci si è confrontati sul palcoscenico della politica. Leggi il resto di questa voce

Preghiere oscurate

“So help me God”: si è chiuso ancora una volta così, con l’invocazione a Dio, il giuramento di Barack Obama, che dalla terrazza di Capitol Hill a Washington ha inaugurato il suo secondo mandato presidenziale nel corso di una cerimonia solenne, tutto sommato breve e decisamente intensa tra discorsi, brani, poesie, preghiere.

D’altronde gli americani le cerimonie le sanno organizzare. basterebbe questa considerazione, scontata finché si vuole, per concludere che l’Inauguration Day per il secondo mandato di Obama si vendeva da sé. Sarebbe bastato un accompagnamento discreto, come sapeva fare il compianto Frajese, e la traduzione simultanea per rendere lo spettacolo degno di venire seguito anche dal pubblico italiano. Leggi il resto di questa voce

Cambia il mondo

No, il mondo non è finito il 21 dicembre. E nemmeno il 22. Non avrebbe senso ribadirlo, se non fosse per il sorprendente spazio che l’onda informativa e l’umore popolare hanno accreditato, forse per consolarsi della fine di un’epoca, a una bufala che aveva ben pochi motivi per venir presa in considerazione. Naturalmente molti cristiani hanno colto l’occasione per far riflettere sulla fine del mondo, quella vera, prossima ventura (di cui, è utile ricordarlo, nessuno sa la data: si rassegnino i profeti di sventura e gli archeologi della domenica); molto meno si è ragionato su quanto davvero i cristiani, oggi, attendano con interesse, con ansia, con trepidazione quella seconda venuta di Cristo che dovremmo invocare e che invece, avvolti nel comfort di una crisi che non basta a farci dire “basta”, continuiamo a chiedere solo a mezza bocca. Leggi il resto di questa voce

Complimenti imprevisti

Benedetto XVI mette in guardia i vescovi della Colombia: «Il crescente pluralismo religioso è un fatto che esige una seria considerazione. La presenza sempre più attiva di comunità pentecostali ed evangeliche, non solo in Colombia, ma anche in molte altre regioni dell’America Latina, non può essere ignorata o sottovalutata». Si tratta di un boom che riguarda tutto il Sudamerica, e che probabilmente ha raggiunto le cifre di oggi proprio per l’approccio che le parrocchie esistenti hanno avuto nei confronti delle nuove comunità: un approccio basato su un malcelato disprezzo, un costante fastidio, talvolta perfino un rabbioso ostruzionismo. Leggi il resto di questa voce

Le ossa del mistero

«Le ossa trovate nel sottosuolo di una chiesa bulgara nel 2010 potrebbero essere quelle di San Giovanni Battista», annunciava in questi giorni un sito italiano rilanciando una scoperta dell’Università di Oxford, seguita a una serie di lunghe e (si presume) costose ricerche sui resti – «una falange di mano, un dente e la parte anteriore di un cranio» - ritrovati in «un piccolo sarcofago di marmo sotterrato vicino all’altare» nella chiesa costruita sull’isoletta di Sveti Ivan. Leggi il resto di questa voce

Il Corriere e gli “altri”

In Nigeria i cristiani continuano a morire, “ma non è guerra di religione”: questa, in estrema sintesi, la posizione espressa in questi mesi, e ribadita nei giorni scorsi, dal Corriere della Sera. Certo, bande di estremisti islamici trucidano i cristiani in maniera a volte perfino plateale, arrivando a sparare davanti alle chiese al termine delle funzioni domenicali, eppure per il principale quotidiano del nostro Paese si tratta “solo” di scontri tribali: tra pastori e agricoltori, tra nord e sud – evidentemente una banale, ancorché cruenta, riedizione di un confronto che si vive anche in alcuni paesi della civilissima Europa -, tra modernità e tradizione, e forse tra campagna e città; niente sembrerebbe, in via Solferino, in grado di accreditare la tesi di una persecuzione religiosa, perpetrata per spaventare o eliminare fisicamente chi non pensa che “l’educazione occidentale è peccato”: in due parole, Boko Haram. Che i fanatici siano tutti islamici sembra non importare a nessuno: si preferisce derubricare l’islam a un semplice pretesto per menare le mani, alla pari di un’ideologia politica o di una fede calcistica. Leggi il resto di questa voce

Citazioni improprie

A Catania qualche balordo ha tentato di dar fuoco a un tendone montato da una chiesa evangelica locale per una serie di incontri all’aperto.

Un fatto increscioso, che anche i media locali hanno riportato. Peccato che, ancora una volta, chi di competenza abbia trasformato i cristiani evangelici in “cristiani evangelisti”. Tecnicamente la definizione non sarebbe nemmeno del tutto scorretta: i credenti che organizzano questa campagna per la diffusione del messaggio evangelico sono di fatto, e con una buona dose di retorica, evangelisti. Leggi il resto di questa voce

Una marcia per dire a Milano “Io ti amo”

Sabato 12 maggio si è svolta a Milano la seconda Marcia per Gesù: da San Babila all’Arco della Pace il corteo di credenti evangelici ha attraversato la città per ricordare ai milanesi l’amore di Dio.

Duemilaseicento metri dividono piazza San Babila dall’Arco della Pace. Un itinerario ideale, attraverso il centro di Milano, che riassume in pochi tratti la stessa essenza della metropoli lombarda: dal salotto buono di San Babila alla dimensione religiosa del Duomo, dal distretto bancario di piazza Cordusio alla simbologia storica del Castello Sforzesco, fino al relax del Parco Sempione e all’Arco della Pace, imponente davanti alla sua piccola arena, che scruta beneaugurante i milanesi e il loro tempo libero. Leggi il resto di questa voce

La speranza in un libro

Dal 10 al 14 maggio si svolge presso il Lingotto di Torino il 25.mo Salone del libro, dedicato quest’anno alla “Primavera digitale”.

Sarà il tablet a rianimare il libro? E’ l’interrogativo che ci si poteva legittimamente porre, nel giorno dell’inaugurazione, passeggiando nei padiglioni del nuovo Salone del libro al Lingotto di Torino (10-14/5/2012). Alla manifestazione, che quest’anno festeggia la sua 25.ma edizione, la presenza dell’ultimo gadget elettronico era più pervasiva di quanto sia stato, in passato, qualunque altro dispositivo portatile: giovani e meno giovani, seduti o in piedi, tutti assorti a cercare informazioni, dialogare a distanza, raccontare in tempo reale il Salone attraverso i social network. Tutta acqua al mulino della manifestazione, che ha sempre puntato molto sui giovani e sull’importanza della condivisione della conoscenza in tutte le sue forme e alla lettura in ogni sua modalità, senza preclusioni verso la modernità: ne sono prova evidente lo stesso tema del Salone 2012, “Primavera digitale”, e gli ampi stand dedicati proprio agli strumenti e ai servizi elettronici – dai lettori portatili ai tablet, dai portali di acquisto online all’interazione creativa – che quest’anno campeggiano in mezzo ai padiglioni e costringono a chiedersi se sarà davvero un futuro di schermi e bit quello che attende i libri, di qui a qualche anno o, al più, alla prossima generazione. Leggi il resto di questa voce

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