L'ultima puntata del 2005

Anno nuovo (o quasi) – Due considerazioni che a me sono state utili.
Primo: è solo una convenzione. In fondo il primo gennaio non ha titoli per essere considerato “capodanno” da nessun punto di vista: sarebbe più logico il solstizio d’inverno, ossia quando le giornate cominciano (sia pure impercettibilmente) ad allungarsi, o magari l’inizio della primavera. Insomma, si usa ma non ha un vero perché: proprio come la mezzanotte segna solo convenzionalmente l’inizio del nuovo giorno, che sarebbe più logico porre al tramonto (come gli ebrei) o all’alba (come i romani). Festeggiare è lecito, come sempre. Ma ricordiamoci che stiamo festeggiando un non-evento. Esultare troppo quando si chiude il 31 dicembre ha la stessa valenza che avrebbe svegliarsi a mezzanotte per aggiornare il calendario.
Secondo: festeggiamo l’ignoto. Dell’anno che si chiude sappiamo, nel bene e nel male, quel che ci ha portato. Dell’anno che arriva non sappiamo nulla. Speriamo, certo, di vivere i dodici mesi in arrivo meglio di come abbiamo vissuto quelli che ci lasciamo alle spalle. Ma se sarà davvero così, solo Dio lo sa.
A proposito, Dio. Chi non crede, festeggia la fine di un anno con sollievo. Non credo che chi ha affidato la sua vita a Dio possa farlo con lo stesso stato d’animo: il cristiano è chiamato a essere grato. Credo che, se volessimo ricordare “tutti i Suoi benefici” che ci sono stati concessi nel 2005, come dice il Salmista, potremmo impiegare ore. Spesso però, proprio come chi non crede, poniamo l’attenzione su ciò che è andato male, senza pensare che anche l’anno peggiore sul piano materiale potrà essere stato una benedizione dal punto di vista spirituale, a saperlo guardare nella giusta ottica.

Previsioni e fallimenti – Lo confesso: ogni anno aspetto con interesse il resoconto del CICAP relativo alle previsioni degli astrologi. Eh sì, perché se è vero che molti dei “veggenti” contano sulla scarsa memoria di tutti noi, c’è chi (il CICAP, appunto) si prende la briga di raccogliere all’inizio dell’anno le previsioni astrologiche, e confrontarle a fine anno con i fatti realmente accaduti. Per il 2005 gli astrologi si erano tenuti cauti, restando sul generico (ma così siamo capaci tutti…); certo, qualche perla si trova, come la previsione di un anno favorevole per Tony Blair e George Bush, un anno “amichevole” per Berlusconi (che invece si è trovato ad affrontare addirittura una spaccatura nella maggioranza), una situazione favorevole per l’economia italiana (prevista da Branko) o la sopravvivenza di Giovanni Paolo II (prevista da Bashir). Qualcuno (Barbanera) ha previsto apocalittici rigurgiti di xenofobia, che grazie a Dio ci siamo evitati. Immancabile il solito interprete delle quartine di Nostradamus (in questo caso, Luciano Sampietro), che aveva previsto l’ascesa al soglio pontificio del Patriarca emerito di Venezia, Marco Cè.
Ma quel che stupisce ancora di più, come segnala argutamente il CICAP, è l’assenza nelle previsioni di eventi di rilievo: gli attentati di Londra, i terremoti in Pakistan e in Iran, i cicloni negli USA, il decesso di Ranieri di Monaco.
Beninteso: chi vuole credere nella scientificità e nell’efficacia degli oroscopi, continuerà a farlo. In fondo la Bibbia stessa prevede che gli uomini, piuttosto che ascoltare Dio, “volgeranno l’orecchio alle favole”. E se non sono favole queste…

La terra rallenta – Nella notte di capodanno, gli orologi atomici rallenteranno di un secondo per venire incontro alla terra. Eh sì, ormai la tecnologia è più precisa della natura, e il calcolo del moto rotatorio terrestre ci permette di scoprire che la terra rallenta rispetto al ciclo previsto. Niente di preoccupante, si tratta pur sempre di un secondo ogni generazione (o meno), ma il dato è interessante.
Purché non diventi una scusa: “Perfino la terra è in ritardo… perché devo arrivare puntuale io?”.

Buone notizie – Tra le tante notizie negative del 2005, ce n’è anche qualcuno positiva, che magari ci è sfuggita. Il buco nell’ozono pare si stia restringendo, l’economia africana dà segni di recupero, i furti d’auto in Italia sono diminuiti. Ma soprattutto, la legge antifumo funziona: dopo tanti anni di rinvii, Sirchia ha fatto un piccolo miracolo, e a tutt’oggi, dopo quasi un anno dall’entrata in vigore della legge (10 gennaio 2005), nei locali pubblici non si fuma più.

2005, ultimo atto – E così un altro anno se ne sta andando.
Il bilancio, come abbiamo visto, è agrodolce, come sempre. Fatti positivi, fatti negativi. Ci sarebbe quantomeno da restare confusi, o angosciati, visto come vanno le cose. Spesso sono i fatti negativi quelli che si ricordano di più. E, guardando attorno a noi, potremmo scoraggiarci per l’andazzo.
Per questo è più attuale che mai una frase che Gesù disse ai suoi discepoli: «Nulla vi turbi». Ed è quello che, attraverso la Bibbia, dice anche a noi che oggi diamo la nostra fiducia a lui. Gli anni passano, i fatti scorrono, a volte ci coinvolgono. Ma restano attorno a noi. Ciò che conta è avere pace dentro di noi. Quella pace che solo Dio può darci, se gliela chiediamo. Come sarà il 2006, ci chiediamo spesso. Per quanto mi riguarda, non mi interessa. Non so se sarà positivo, negativo, e nemmeno se lo vivrò fino alla fine. Quel che importa è che, qualunque cosa succeda, nulla mi può turbare davvero, perché so dove sto andando. Spero possiate condividere questa certezza con me. Per essere grati l’anno che si chiude, e accogliere serenamente quello che inizierà.

Pubblicato il 30 dicembre, 2005 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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