Archivio mensile:dicembre 2005

I ragazzi di oggi e l’ossessione del dono

Ragazzi di oggi – Come cambiano i giovani. Da un’indagine svolta su 1500 giovani tra i 17 e i 20 anni e pubblicata in questi giorni, ci sono interessanti novità in fatto di mondo giovanile.
Ragazzi che diventano dolci, ragazze che si fanno determinate. Potrebbe essere un retaggio del Sessantotto; potrebbe essere una reazione: gli uni sono diventati remissivi lasciando il campo alla determinazione delle altre, o viceversa; potrebbe essere altro ancora, e qui ci vorrebbe un sociologo.
Le inquietudini restano però le stesse: la solitudine, l’amore, il futuro.
Anzi: sono più preoccupati per la fine di un amore che per una guerra. Questione di maggiore sensibilità? Forse. O forse una difficoltà a guardare le cose nella giusta prospettiva: l’egoismo della nostra società ci porta a ingigantire i problemi personali, e non solo perché mancano cose più gravi con cui confrontarsi.

L’ossessione del dono – Ne parla Lina Sotis sul Corriere: «Natale non è più la gioia di un dono, è l’ossessione di un dono. Cosa gli regalo? Cosa mi ha regalato? Quello che doveva essere un pensiero o il modo di esaudire un desiderio è diventato un tic compulsivo. Io ti do. Tu mi dai. Non importa cosa. Basta che dai. Tutto questo non c’entra niente con Gesù Bambino, né tantomeno con la gioia del donare e del ricevere». E lancia una proposta: auguriamo buon natale adesso, ma spostiamo il regalo ad altra data, “in tempi più cauti, più sereni, più riflessivi”.
Proposta condivisibile. Ma il problema dei regali è, più che altro, che ormai tutti hanno tutto. Da un punto di vista etico potremmo quasi vergognarci, pensando a chi non ha il necessario e alla nostra preoccupazione per trovare a tutti i costi un regalo che non serve, e che proprio per questo probabilmente finirà in armadio, dimenticato, o verrà riciclato come regalo di seconda mano. Una proposta più pragmatica potrebbe essere un’altra: non tanto rimandare il regalo (chi lo farebbe?), ma vedere il regalo in modo diverso. Non un oggetto ma un pensiero.
Non qualcosa di concreto, ma un sentimento espresso con parole o immagini proprie. Un biglietto con una frase, un versetto, una citazione, una riflessione.
Certo, è più impegnativo pensare, piuttosto che girare per le bancarelle a lasciarsi tentare da qualcosa che altri hanno fatto. Ma se non siamo disposti a metterci in gioco nemmeno per gli affetti più cari, forse ci manca il motivo stesso di fare festa. E i soldi spesi per un regalo non dimostreranno amore: serviranno solo a tacitare la coscienza.

Musica classica in classe – Non è vero che la musica classica è noiosa: manca l’educazione all’ascolto. Così un pianista tedesco ha realizzato per la sua ex scuola un cd con 200 stralci di brani, che ha proposto di usare al posto della campanella di inizio e fine lezioni. Proposta accettata: ora risuonano brani classici per otto volte al giorno, con rotazione settimanale. Dopo due mesi tutti aspettano con curiosità il lunedì, quando viene proposta la nuova aria, e più di qualcuno viene sorpreso a canticchiare o fischiettare i motivi. Idea banale e geniale.

Notizie di OM – È uscito il nuovo numero del bollettino di Operazione mobilitazione. In questo numero notizie sull’impegno di OM in relazione al terremoto in Pakistan, aggiornamenti dall’Ucraina, dove si è tenuto un campo di Teen Street, notizie da Mercy Teams International. In merito al progetto Bobbio, le condizioni meteo avverse e le gli intoppi burocratici hanno costretto a rimandare a primavera la cerimonia di inaugurazione; parte dei locali sarà comunque utilizzabile in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006.

Appuntamenti di oggi – Jessy Dixon a Teramo, Women of God a Milano, Bach su BBC Radio 3,

Compleanni di giornata: Emanuele, da Felonica Po

I ragazzi di oggi e l'ossessione del dono

Ragazzi di oggi – Come cambiano i giovani. Da un’indagine svolta su 1500 giovani tra i 17 e i 20 anni e pubblicata in questi giorni, ci sono interessanti novità in fatto di mondo giovanile.
Ragazzi che diventano dolci, ragazze che si fanno determinate. Potrebbe essere un retaggio del Sessantotto; potrebbe essere una reazione: gli uni sono diventati remissivi lasciando il campo alla determinazione delle altre, o viceversa; potrebbe essere altro ancora, e qui ci vorrebbe un sociologo.
Le inquietudini restano però le stesse: la solitudine, l’amore, il futuro.
Anzi: sono più preoccupati per la fine di un amore che per una guerra. Questione di maggiore sensibilità? Forse. O forse una difficoltà a guardare le cose nella giusta prospettiva: l’egoismo della nostra società ci porta a ingigantire i problemi personali, e non solo perché mancano cose più gravi con cui confrontarsi.

L’ossessione del dono – Ne parla Lina Sotis sul Corriere: «Natale non è più la gioia di un dono, è l’ossessione di un dono. Cosa gli regalo? Cosa mi ha regalato? Quello che doveva essere un pensiero o il modo di esaudire un desiderio è diventato un tic compulsivo. Io ti do. Tu mi dai. Non importa cosa. Basta che dai. Tutto questo non c’entra niente con Gesù Bambino, né tantomeno con la gioia del donare e del ricevere». E lancia una proposta: auguriamo buon natale adesso, ma spostiamo il regalo ad altra data, “in tempi più cauti, più sereni, più riflessivi”.
Proposta condivisibile. Ma il problema dei regali è, più che altro, che ormai tutti hanno tutto. Da un punto di vista etico potremmo quasi vergognarci, pensando a chi non ha il necessario e alla nostra preoccupazione per trovare a tutti i costi un regalo che non serve, e che proprio per questo probabilmente finirà in armadio, dimenticato, o verrà riciclato come regalo di seconda mano. Una proposta più pragmatica potrebbe essere un’altra: non tanto rimandare il regalo (chi lo farebbe?), ma vedere il regalo in modo diverso. Non un oggetto ma un pensiero.
Non qualcosa di concreto, ma un sentimento espresso con parole o immagini proprie. Un biglietto con una frase, un versetto, una citazione, una riflessione.
Certo, è più impegnativo pensare, piuttosto che girare per le bancarelle a lasciarsi tentare da qualcosa che altri hanno fatto. Ma se non siamo disposti a metterci in gioco nemmeno per gli affetti più cari, forse ci manca il motivo stesso di fare festa. E i soldi spesi per un regalo non dimostreranno amore: serviranno solo a tacitare la coscienza.

Musica classica in classe – Non è vero che la musica classica è noiosa: manca l’educazione all’ascolto. Così un pianista tedesco ha realizzato per la sua ex scuola un cd con 200 stralci di brani, che ha proposto di usare al posto della campanella di inizio e fine lezioni. Proposta accettata: ora risuonano brani classici per otto volte al giorno, con rotazione settimanale. Dopo due mesi tutti aspettano con curiosità il lunedì, quando viene proposta la nuova aria, e più di qualcuno viene sorpreso a canticchiare o fischiettare i motivi. Idea banale e geniale.

Notizie di OM – È uscito il nuovo numero del bollettino di Operazione mobilitazione. In questo numero notizie sull’impegno di OM in relazione al terremoto in Pakistan, aggiornamenti dall’Ucraina, dove si è tenuto un campo di Teen Street, notizie da Mercy Teams International. In merito al progetto Bobbio, le condizioni meteo avverse e le gli intoppi burocratici hanno costretto a rimandare a primavera la cerimonia di inaugurazione; parte dei locali sarà comunque utilizzabile in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006.

Appuntamenti di oggi – Jessy Dixon a Teramo, Women of God a Milano, Bach su BBC Radio 3,

Compleanni di giornata: Emanuele, da Felonica Po

Arriva l’inverno, tra Darwin e domande sul Natale

Benvenuti in inverno! Con oggi entriamo nella stagione fredda (ammesso che fino a ieri aveste caldo). Con alcuni “contro” e un “pro”: da domani le giornate cominciano ad allungarsi. Insomma, so che sembrerà assurdo detto mentre siamo attorno agli zero gradi centigradi… ma andiamo verso l’estate!

La Pennsylvania con Darwin – È stato emesso il verdetto: nelle scuole della Pennsylvania non si potrà insegnare il creazionismo. La sentenza arriva da una causa intentata da un gruppo di genitori del distretto di Dover, dove il consiglio scolastico aveva deciso di chiedere agli insegnanti di Scienze di far presente che l’evoluzionismo “non è un fatto” e “ha delle lacune”, suggerendo altri testi per approfondire l’argomento.
Secondo il giudice John E. Jones III, in 139 pagine, il Consiglio avrebbe sprecato risorse umane e finanziarie per «avvalorare una tesi laica che in realtà altro non era che un pretesto per promuovere la religione nelle classi delle scuole pubbliche» (fonte: La Stampa di oggi). Il magistrato si rifà alla Costituzione statunitense e al principio della separazione tra Stato e religione: non toglie che «la teoria di Charles Darwin sia “imperfetta”, ma il fatto che non sia in grado di fornire ogni spiegazione non può essere il pretesto per violare la separazione tra Stato e religione».
Probabilmente Consiglio e giudice si sono mossi su due piani di lettura diversi: il primo voleva dare agli studenti un “consiglio” di approfondimento, basandosi sul fatto che il darwinismo non è definitivo. Il secondo invece ha visto la cosa come un tentativo di portare una idea confessionale nella scuola. Entrambi hanno fatto il loro lavoro: il primo ha voluto insegnare, il secondo ha voluto tutelare una separazione sacrosanta. Eccessi non mancano da entrambe le parti.
I fondamentalisti hanno subito strumentalizzato la sentenza accusando il giudice di “un ignobile attacco nei confronti di quegli scienziati che credono in Dio”.
Ma anche la scienza ha le sue colpe, quando diventa una religione. Una religione laica che crede per principio anche a idee non verificate, senza sentire il bisogno di una dimostrazione immediata. Liberissima di farlo, ci mancherebbe. Ma in questo non differisce dalla religione. La scienza chiama questi assunti “teorie”, la religione li chiama “dogmi”, ma il principio pare lo stesso.

Newsletter evangelici.net – È uscito il bollettino quindicinale di evangelici.net, con tutti gli aggiornamenti dal sito. Oltre agli speciali (Bach e Narnia), tra le novità si segnala la nuova versione della “home”: più spazio dedicato alle notizie. Tutti i dettagli qui.

Perché proprio a natale – “Vediamoci prima di natale”, dicono tutti… ma perché prima di natale, dato che nessuno ha tempo, né vero interesse a vedersi? E perché chiedere “Cosa fai per le feste?” se poi non interessa a nessuno, e chi è solo è destinato a restare solo? Se lo chiede Caterina Soffici in un articolo pubblicato sul Giornale.
Mi ha fatto sorridere la soluzione proposta al termine del pezzo: ero giunto alle stesse conclusioni, dato che una volta – stufo delle troppe banalità – ho provato ed è andata esattamente così… anzi: era un incontro di persona, e ho avuto il piacere di notare la variazione nelle espressioni facciali del mio interlocutore: spiazzato, sorpreso, attonito, imbarazzato, sfuggente, mentre diceva frasi irrilevanti del tipo “ah, allora resti qui a Milano… ah non fai niente… non hai impegni… ah be’, ok…” senza sapere come uscirne onorevolmente mentre io, tra il candido e il perfido, ribadivo serenamente il concetto senza dargli appigli per una fuga…
Io l’ho fatto quasi per divertissement, ma c’è davvero chi è solo e non sa cosa fare a natale. L’immaginario collettivo ci vuole tutti felici e in compagnia, per cui la solitudine si sente anche di più. Per cui il pezzo di Caterina Soffici è anche un modo per riflettere: se davvero non ci importa di chi è da solo, se davvero la nostra domanda è solo di facciata, non possiamo dire di festeggiare davvero il natale. E nemmeno di essere davvero cristiani.

Chiamata di mezzanotte – È uscito il nuovo numero del mensile internazionale di profezia biblica. In evidenza un pezzo sul Natale come promessa, adempimento e completamento; gli altri articoli di rilievo trattano la mancanza di fondamento biblico patito in misura sempre maggiore dall’ambiente cristiano (“Senza fondamento contro i fondamentalismi”), la tendenza alla laicità della festa natalizia (“Il natale senza Gesù”), e gli sviluppi della politica internazionale (“Europa, Vaticano e nuovo ordine mondiale”).
Per informazioni: cdm@mnr.ch

Appuntamenti – Jessy Dixon oggi a Roma, Women of God da oggi allo Smeraldo di Milano, mentre continuano le mostre di Missione possibile a Pavone Canavese (TO) e a Milano; in corso anche lo speciale di BBC Radio 3 dedicato a Johann Sebastian Bach.

Arriva l'inverno, tra Darwin e domande sul Natale

Benvenuti in inverno! Con oggi entriamo nella stagione fredda (ammesso che fino a ieri aveste caldo). Con alcuni “contro” e un “pro”: da domani le giornate cominciano ad allungarsi. Insomma, so che sembrerà assurdo detto mentre siamo attorno agli zero gradi centigradi… ma andiamo verso l’estate!

La Pennsylvania con Darwin – È stato emesso il verdetto: nelle scuole della Pennsylvania non si potrà insegnare il creazionismo. La sentenza arriva da una causa intentata da un gruppo di genitori del distretto di Dover, dove il consiglio scolastico aveva deciso di chiedere agli insegnanti di Scienze di far presente che l’evoluzionismo “non è un fatto” e “ha delle lacune”, suggerendo altri testi per approfondire l’argomento.
Secondo il giudice John E. Jones III, in 139 pagine, il Consiglio avrebbe sprecato risorse umane e finanziarie per «avvalorare una tesi laica che in realtà altro non era che un pretesto per promuovere la religione nelle classi delle scuole pubbliche» (fonte: La Stampa di oggi). Il magistrato si rifà alla Costituzione statunitense e al principio della separazione tra Stato e religione: non toglie che «la teoria di Charles Darwin sia “imperfetta”, ma il fatto che non sia in grado di fornire ogni spiegazione non può essere il pretesto per violare la separazione tra Stato e religione».
Probabilmente Consiglio e giudice si sono mossi su due piani di lettura diversi: il primo voleva dare agli studenti un “consiglio” di approfondimento, basandosi sul fatto che il darwinismo non è definitivo. Il secondo invece ha visto la cosa come un tentativo di portare una idea confessionale nella scuola. Entrambi hanno fatto il loro lavoro: il primo ha voluto insegnare, il secondo ha voluto tutelare una separazione sacrosanta. Eccessi non mancano da entrambe le parti.
I fondamentalisti hanno subito strumentalizzato la sentenza accusando il giudice di “un ignobile attacco nei confronti di quegli scienziati che credono in Dio”.
Ma anche la scienza ha le sue colpe, quando diventa una religione. Una religione laica che crede per principio anche a idee non verificate, senza sentire il bisogno di una dimostrazione immediata. Liberissima di farlo, ci mancherebbe. Ma in questo non differisce dalla religione. La scienza chiama questi assunti “teorie”, la religione li chiama “dogmi”, ma il principio pare lo stesso.

Newsletter evangelici.net – È uscito il bollettino quindicinale di evangelici.net, con tutti gli aggiornamenti dal sito. Oltre agli speciali (Bach e Narnia), tra le novità si segnala la nuova versione della “home”: più spazio dedicato alle notizie. Tutti i dettagli qui.

Perché proprio a natale – “Vediamoci prima di natale”, dicono tutti… ma perché prima di natale, dato che nessuno ha tempo, né vero interesse a vedersi? E perché chiedere “Cosa fai per le feste?” se poi non interessa a nessuno, e chi è solo è destinato a restare solo? Se lo chiede Caterina Soffici in un articolo pubblicato sul Giornale.
Mi ha fatto sorridere la soluzione proposta al termine del pezzo: ero giunto alle stesse conclusioni, dato che una volta – stufo delle troppe banalità – ho provato ed è andata esattamente così… anzi: era un incontro di persona, e ho avuto il piacere di notare la variazione nelle espressioni facciali del mio interlocutore: spiazzato, sorpreso, attonito, imbarazzato, sfuggente, mentre diceva frasi irrilevanti del tipo “ah, allora resti qui a Milano… ah non fai niente… non hai impegni… ah be’, ok…” senza sapere come uscirne onorevolmente mentre io, tra il candido e il perfido, ribadivo serenamente il concetto senza dargli appigli per una fuga…
Io l’ho fatto quasi per divertissement, ma c’è davvero chi è solo e non sa cosa fare a natale. L’immaginario collettivo ci vuole tutti felici e in compagnia, per cui la solitudine si sente anche di più. Per cui il pezzo di Caterina Soffici è anche un modo per riflettere: se davvero non ci importa di chi è da solo, se davvero la nostra domanda è solo di facciata, non possiamo dire di festeggiare davvero il natale. E nemmeno di essere davvero cristiani.

Chiamata di mezzanotte – È uscito il nuovo numero del mensile internazionale di profezia biblica. In evidenza un pezzo sul Natale come promessa, adempimento e completamento; gli altri articoli di rilievo trattano la mancanza di fondamento biblico patito in misura sempre maggiore dall’ambiente cristiano (“Senza fondamento contro i fondamentalismi”), la tendenza alla laicità della festa natalizia (“Il natale senza Gesù”), e gli sviluppi della politica internazionale (“Europa, Vaticano e nuovo ordine mondiale”).
Per informazioni: cdm@mnr.ch

Appuntamenti – Jessy Dixon oggi a Roma, Women of God da oggi allo Smeraldo di Milano, mentre continuano le mostre di Missione possibile a Pavone Canavese (TO) e a Milano; in corso anche lo speciale di BBC Radio 3 dedicato a Johann Sebastian Bach.

Nuove Facoltà, film e radio

Facoltà di scienze religiose – La federazione delle chiese pentecostali ha deciso di fondare una Facoltà teologica per promuovere la cultura evangelica e il suo rapporto (meglio, la sua interazione) con la società. Spesso lamentiamo dalle nostre colonne l’ignoranza consapevole degli evangelici, che è ben diversa dall’ignoranza socratica: dire “non so fare, ma tanto Dio apprezza comunque” non è come dire “non so fare e quindi voglio migliorare”. Il primo atteggiamento purtroppo è più comune; la creazione di una facoltà, in un’epoca in cui fioriscono le scuole bibliche “bricolage” (con insegnanti altrettanto “fai da te”), l’apertura di una facoltà che rappresenti buona parte dell’ambiente pentecostale (e quindi, di fatto, evangelico) è sicuramente un passo avanti verso una maggiore diffusione della cultura.
Per saperne di più

Jesus verso le mille lingue – Bella soddisfazione per l’organizzazione che cura la diffusione del film “Jesus”: sono 899 le lingue in cui è stato tradotto, e altre 238 sono in lavorazione. Insomma, veleggia verso le mille lingue in cui potrà venir usato per diffondere con efficacia il messaggio dell’evangelo. Fino a oggi oltre cinque miliardi di persone hanno visto il film e tra essi oltre duecento milioni di persone hanno deciso di dare la propria vita a Cristo. E poi c’è chi sostiene ancora che i mezzi moderni non vanno usati per l’evangelizzazione.
L’articolo è qui

Radio evangeliche, avanti tutta – In Romania, sul Mar Nero, una nuova radio cristiana copre un raggio di 50 chilometri, e già si parla di trasmissioni satellitari; in Francia Radio Colombe ha aderito al circuito di TWR, ed è partita con un progetto per creare un circuito di radio cristiane (vi ricorda nulla?). Qualcuno dava la radio per spacciata, negli anni scorsi, ma a quanto pare è più viva che mai…
I dettagli qui

Banco alimentare in via Bacchiglione – Sì è concluso con successo la seconda tranche della distribuzione di generi alimentari ai bisognosi, organizzata dalla chiesa Punto Lode di Milano. Un’iniziativa che parte dall’adesione al banco alimentare e che a breve si propone nuovi, ulteriori sviluppi… l’articolo è qui.

Regali – Daniela di Foggia chiede se regalare il libro “Le cronache di Narnia” sia una buona idea. Potremmo rispondere di sì, anche se come ogni regalo richiede un messaggio che gli dia un contesto. Introdurre il regalo spiegando il perché può essere uno stimolo ulteriore a leggerlo e a capirne il senso.

Fede e business, natale senza culto, Narnia…

America tra fede e business – Avevamo parlato, un po’ di tempo fa, di come gli USA stiano riscoprendo i credenti: non dal punto di vista spirituale, ma commerciale. Eh sì, perché dopo The Passion ci si è accorti che esistono un bel po’ di cristiani che apprezzano tutto ciò che ricordi e promuova i loro valori.
Come dicevo a suo tempo, se il business troverà i margini di guadagno, si butterà a pesce sulla cosa. E così è successo. Riprende il tema Repubblica (l’articolo è riportato qui), qualche giorno fa, segnalando che quei 50 milioni di evangelici USA sono ormai una massa critica, che fino al 2008 è prevista una crescita esponenziale nei consumi “cristiani”, e quindi ogni settore commerciale si adatta a blandirli. L’intreccio tra fede e religione è ovunque, specie nel periodo natalizio: pellicole cinematografiche, libri (case editrici cristiane vengono acquistate dai grandi gruppi editoriali per venire in contro alla richiesta di genere: come se da noi Mondadori comprasse le Edizioni GBU), audio. E anche le radio cristiane sono passate da un 2.2% di ascolti nel 1999 a un 5.5% odierno.
A quanto pare, quindi, il business si sta lasciando prendere dalla passione per gli evangelici. Speriamo che gli evangelici non si lascino prendere dalla passione per il business.

Natale USA senza culto – Pare che le grandi chiese USA siano messe proprio male: molte delle realtà che raccolgono migliaia di credenti ogni settimana hanno deciso di non tenere un culto natalizio. La notizia stupisce soprattutto perché natale cade di domenica. “Se la missione è raggiungere persone che non vanno in chiesa, quante probabilità ci sono che chi non va in chiesa vi entri proprio a natale?”, si chiede la rappresentante di una di queste chiese. Vero, anche se dipende dalla singola realtà locale. Anche in Italia ci lasciano perplessi gli “incontri evangelistici” organizzati in chiesa, e che hanno poco di diverso da un culto normale. Però è altrettanto vero che, consumismo permettendo, questo è il periodo in cui più persone riflettono su temi più profondi del nuovo modello di cellulare. Magari a questi il culto avrebbe giovato.
qui un articolo sull’argomento

Narnia “cattura” anche Alanis Morissette – In vista un nuovo disco dedicato all’opera di C. S. Lewis: tra i brani, proposti da artisti secolari, anche Wunderkind, in cui la cantautrice canadese Alanis tenta di guardare la storia dakl punto di vista della piccola Lucy. «Alanis Morissette – ci ha chiesto qualcuno -, quella con problemi di droga tuttora irrisolti, quella ribelle?». Sì, quella dei testi libertini, e dal comportamento decisamente poco esemplare. Evidentemente certi messaggi cristiani, portati nel modo giusto, sono in grado di far riflettere anche i peggiori. Quei peggiori che Gesù è venuto a salvare.
l’articolo è qui.

Nuovi siti – Due nuovi siti evangelici si sono aggiunti in questi giorni: per Compassion (i dettagli qui) si tratta di un aggiornamento, con un sito più pratico e più completo. Per Luca Adamo un sito “di riferimento” per le sue attività di predicatore, e non solo (vedi qui).

Appuntamenti – A Torino si riunisce il neocostituito Corpo pastorale torinese; su BBC Radio 3 continua la maratona di dieci giorni dedicata a Bach; Jessy Dixon è a Trieste.

Compleanni di giornata – Rocco, il nostro grande tecnico! E poi Amos di Milano-Ferrante Aporti, infaticabile operatore di bibbia.it (ormai da una vita!). E ancora Dino, il fonico sopraffino!

Concerti domenicali – Un saluto a tutti gli amici che ci hanno raggiunto a Milano-San Siro per il concerto conclusivo del tour di “Ecco il sentiero”. Com’è andata? Lo potete leggere qui.

Concerti milanesi…

Ci siamo quasi… alle 18 verrà presentato anche a Milano “Ecco il sentiero”, la compilation di CDM Italia; canteranno dal vivo Stefania Piovesan, Grazia D’Auria, Davide Tatriele, Giorgio Ammirabile. Il concerto-incontro avrà luogo presso la chiesa di Milano-S. Siro (via Constant, 4). Nota a margine: pur avendomi visto all’opera a Torino domenica scorsa, anche stavolta mi hanno chiesto di presentare… se non avete di meglio da fare, venite: l’ingresso è gratuito 🙂

Best, Funari, Bach e appuntamenti…

Da Best a Funari, il vuoto dentro – Eccessi in evidenza, questa settimana, sui giornali italiani. Due casi, due situazioni al limite che richiamano l’attenzione sul saper vivere in maniera serena.
Il primo caso, George Best, calciatore irlandese, un fuoriclasse di due generazioni fa, un po’ (per i più giovani) un Totti di ieri. Ha fatto scalpore per la sua foto in fin di vita con l’appello: “ragazzi, non riducetevi così”. Schiavo dell’alcol, aveva continuato fino allo stremo, e anche dopo il trapianto di fegato, firmando così la sua condanna.
Due giorni fa i giornali hanno riportato la drammatica testimonianza di Gianfranco Funari, lo showman. “Il fumo mi sta uccidendo, ragazzi smettete”.
Ben nota Giorgio Tosatti su Tv Magazine: “Perché accadde e accade lo stesso a campioni di tanti settori: dallo sport allo spettacolo, dall’arte alle professioni? Perché, evidentemente, il successo non guarisce le malattie dell’anima, non cura le ferite profonde inferteci dalla vita, non rasserena. Magari stordisce, rende euforici, regala una finta sicurezza. Ma né trionfi, né ricchezza… né l’amore della gente bastano”.
Il mondo dello sport e dello spettacolo non sono una risposta. Molti vorrebbero entrarci pensando che, diventando ricchi e famosi, troverebbero uno scopo nella vita: invece la fama è come la schiuma del cappuccino, buona ma senza sostanza. Ognuno di noi in fondo a se stesso non cerca qualcosa di buono o di bello, ma qualcosa che lo riempia dentro. Cito ancora una volta Blaise Pascal: “Ogni uomo dentro ha un vuoto a forma di Dio”. Non a forma di successo, non di alcol, non di fumo. A forma di Dio.

Camerun, sorpresa per Jesus – Successo oltre le previsioni, in Africa, per la proiezione di Jesus: perfino l’imam ha apprezzato e approvato. Tutti i dettagli qui.

Bach, parte la maratona – Dieci giorni con la musica del più grande compositore evangelico di tutti i tempi: da oggi a natale BBC radio 3 propone una no-stop con tutte le sue opere. Da non perdere. Date un’occhiata allo lo speciale di evangelici.net.

Appuntamenti del fine settimana – oggi alle 19 i Non Soul’o Gospel sono a Roma, in via del Corso per il Telethon (li vedremo anche in tv, su Rai2); domenica invece terranno un concerto benefico presso la chiesa di via Galvani. Domani, incontro per giovani sotto la tenda a Roma; domenica concerto benefico dei LivinGospel a Como, Jessy Dixon a Cuneo, mentre lo staff di “Ecco il sentiero” sarà a Torino (al mattino) e a Milano (alle 18, in via Costant). Tutti i particolari tra le news e nel
calendario di evangelici.net

compleanno di giornata: Andrea di Torino, che compie 28 anni.

Paternità, giorni brevi e chiese sotto sfratto…

Paternità, nuovo diritto – Paternità: un concetto che spesso fa pensare più all’ambito legale che a quello umano. Contrariamente a maternità, che ha un suono più accogliente e familiare… invece il concetto di paternità è fondamentale per una crescita equilibrata del bambino, ormai tutti sono concordi. Se n’è accorta la sociologia contemporanea, e se ne stanno accorgendo anche i legislatori. In quasi tutti i paesi europei i papà possono stare accanto ai pargoli per un periodo di tempo, a spese dell’azienda o del servizio sociale. La Gran Bretagna vede la situazione migliore: 18 settimane da passare accanto al bimbo, utilizzabili fino ai 5 anni, con una retribuzione del 90% per le prime 6 settimane, per poi passare a un indennizzo fisso.
Anche in Italia esiste la possibilità di assentarsi dal lavoro per stare con i figli: dal 2000 si può usufruire del congedo parentale per sette mesi complessivi entro gli otto anni del bambino (ma viene retribuito solo al 30% e solo entro i tre anni). E possono farlo in alternativa alla madre: una sorta di “maternità alternata”.
In Francia, dove il congedo per paternità è di 14 giorni e deve essere richiesto entro i primi 4 mesi di vita del bebé (retribuiti all’80%), l’utilizzo è massiccio: due papà su tre (addirittura il 75% dei padri tra i 30 e i 34 anni) ne usufruiscono. Insomma: gli strumenti ci sono in tutta Europa, ma in Francia sono più bravi ad avvalersi dei propri diritti di genitori… o sono più disposti degli altri a occuparsi del bebé? Forse, come dice l’on. Lidia Turco, è un problema di immagine: mancano campagne che promuovano immagini positive della paternità.
E c’è un dato curioso: i papà collaborano di più rispetto al passato, ma stando all’Istat in 14 anni il loro contributo alla cura dei figli è aumentato di soli 16 minuti. Uno all’anno.

Santa Lucia… o no? – Marco di Bologna ci ha messo un dubbio: siamo sicuri dell’attendibilità del proverbio «Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia?», che ho implicitamente citato il 13 dicembre per dire che ormai “il peggio era passato”? Forse è un proverbio superato: stando a ilcalamaio.it, «quando Dante scriveva la Divina Commedia, il giorno più corto dell’anno, il solstizio d’Inverno, cadeva proprio nel giorno di Santa Lucia. Ma piano piano, anno dopo anno, i giorni segnati dal calendario si discostavano sempre di più dalle stagioni. Dopo tanto pensare un Papa, tale Gregorio XIII, diede l’incarico ai più grandi matematici e studiosi del cielo di riformare il calendario. Correva l’anno 1582. Furono eliminati diversi giorni dal calendario: dal 4 Ottobre si saltò al 15 ottobre. Il giorno più corto ritornò al 22 dicembre (talvolta 21 dicembre), come lo è per noi e come rimarrà per tutto il millennio». Certo che è affascinante… chi l’avrebbe detto che il proverbio è arrivato fino a noi, intonso, dritto dritto dal medioevo?

Parigi, una chiesa sotto sfratto – La comunità musulmana di un municipio parigino intimidisce il proprietario di un edificio, dove la chiesa si riuniva e che dopo anni di affitto voleva comprare. Il proprietario, intimorito, nicchia e la questione finisce in tribunale. I dettagli sono qui. Prevaricazione e prepotenza non sembrano il modo migliore per accreditarsi come civili e disponibili alla convivenza.

Torna in Italia Jessy Dixon – Dopo la buona prova ad Asti_Gospel 2005, il “re del Gospel” torna nel nostro paese per un tour che lo impegnerà dal 18 al 23 dicembre. Le date sono qui.

Nuovo numero di Oltre – Dovrebbe arrivare a giorni il numero di dicembre di Oltre. Il servizio di copertina è dedicato a Parigi, luogo delle rivolte delle periferie; inoltre ci sono un articolo sul Natale e il perché una gran parte degli evangelici italiani non lo festeggia, e uno speciale che si propone di fare un bilancio, da un punto di vista evangelico, a quarant’anni dal Concilio Vaticano II. Un tema, quest’ultimo, per niente scontato.

Compleanni di giornata: Luca di Torino, che compie sei anni.

Narnia, radio, detenuti e blog amici…

Arriva Narnia – L’ADN informa che nel primo weekend l’attesissimo film “Le cronache di Narnia – Il leone, la strega e l’armadio”, ha incassato negli Stati Uniti la cifra di 66 milioni di dollari, classificandosi al primo posto. È il secondo più alto incasso mai realizzato negli Usa nel mese di dicembre. In quasi tutti gli altri paesi in cui è uscito ha battuto tutti i precedenti record di incassi. Parte con il “botto” il film tratto dal libro di C. S. Lewis, che in molti considerano una parabola fiabesca del messaggio evangelico.
Sul film – e tutto ciò che lo circonda – è uscito oggi uno speciale di evangelici.net

HCJB, programmi in Kulina – L’evangelizzazione via radio si allarga: HCJB, missione internazionale, ha avviato i programmi in kulina, lingua parlata da alcuni gruppi etnici in Amazzonia. Verranno mandati su onde corte. Tutti i dettagli qui.

Una seconda possibilità – In Nuova Zelanda tra le cinquanta aziende più attive del 2005 ce n’è una organizzata da una chiesa evangelica con l’obiettivo di reintegrare persone svantaggiate, in particolare i detenuti e gli ex detenuti: vengono accolti, viene data loro consulenza, un alloggio e ovviamente un lavoro. L’unica richiesta che viene fatta: l’impegno a cambiare vita. L’amore che viene trasmesso a queste persone fa il resto, tanto che i frutti – in fatto di conversioni e di riabilitazione – si vedono. La notizia è qui.

Bollettino Porte Aperte – Un po’ in ritardo vi informo che è uscito il numero di dicembre di Porte Aperte Magazine. Tutti i contenuti qui.

Anche Walter ci prova – Anche Walter Aresca, uno dei fondatori di evangelici.net, ha lanciato un suo blog. È walteraresca.blogspot.com : qui Walter inserirà «pensieri in libertà su fede, politica, musica, Internet e quant’altro desta la mia attenzione». Vediamo se riuscirà a mantenere l’impegno… per ora, il nostro buon lavoro!