Affidamento congiunto, finalmente

Affidamento congiunto – Come ormai sappiamo, la legislatura si sta per chiudere: dovremmo, secondo le ultime notizie, votare il 9 aprile. In questi giorni si è registrato un rush finale – come lo chiama il Corriere – del Parlamento su alcune leggi ancora in cantiere. Tra queste, due meritano menzione. I minori tornano negli spot, emendando una normativa che non risolveva nulla e creava problemi ai pubblicitari.
La seconda, di maggiore rilievo, riguarda invece l’affidamento congiunto: dopo più di tre anni il Parlamento ha approvato la legge sull’affidamento condiviso dei figli nei casi di separazione dei genitori. Questa nuova legge – segnala una delle associazioni di genitori separati, il Gefis (genitori di figli sequestrati) – pur con le sue innegabili limitazioni, rappresenta il primo passo verso un cambiamento in tema di diritto di famiglia. Anche prima la legge permetteva ai genitori di avere l’affido congiunto, ma questa era rimasta quasi sempre inapplicata nelle aule giudiziarie, neppure se richiesta dai genitori in separazione. Con la nuova legge – spiega il Gefis – alcuni punti fondamentali costituiscono una vera svolta: tra questi il maggiore controllo sull’educazione, la salute e il divertimento dei figli da parte di entrambi i genitori, opportunità che si tramuta in un tempo maggiore di contatto con gli stessi; il diritto fondamentale dei nonni, e dei familiari più stretti, ad avere un contatto continuativo con i propri nipoti. Tutte le associazioni di genitori separati hanno lottato per anni per vedere un cambiamento, e ora – promette il Gefis – vigileranno costantemente per garantire che le nuove norme vengano rispettate dai genitori coinvolti, ma anche dai giudici dei tribunali italiani.

Senso del ridicolo – A volte ci vuole un po’ di senso del ridicolo, nella vita. E, magari, un po’ di senso di opportunità.
Monica Bellucci, fascinosa attrice italiana, ha conquistato oggi le pagine dei giornali dichiarando tra l’altro “questa Italia non mi piace… mi fa paura vedere un paese così, abbiamo fatti a livello culturale enormi passi indietro…”
Parole che potrebbero avere un peso e suonare come un monito, anche se dette da un’attrice: si sa, gli attori spesso si immedesimano psicologicamente con il personaggio che interpretano, per capirlo meglio. Quindi un Zingaretti che impersona Montalbano suona affidabile quando parla di polizia, un’attrice che interpreta Rita Levi Montalcini potrebbe suonare autorevole quando parla di temi legati alla scienza.
Invece le accorate parole della Bellucci hanno avuto un altro contesto: sono state dette alla presentazione del suo ultimo film. Dove interpreta cosa? Non un grande personaggio, non un premio nobel, non un’autorità morale o spirituale. Niente di tutto questo: interpreta una prostituta.
Come si diceva: ci vuole un po’ di senso del ridicolo, nella vita.

Pubblicato il 26 gennaio, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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