La libertà del ciarlatano

Secondo il Consiglio di Stato, non è detto che il cartomante sia sempre e comunque un ciarlatano. Per dare questa “patente” a chi sostiene di avere il potere di leggere il futuro altrui servono una “apposita istruttoria” e una “approfondita analisi” per verificare se l’attività di maghi, occultisti o veggenti comporti “un abuso della credulità popolare e dell’ignoranza”.

L’attività è vietata dalla legge del 1941, ma negli ultimi 60 anni «è mutato il contesto storico e sociale rispetto al momento in cui e’ stata introdotta quella normativa», passando «da una posizione di assoluta ostilità nei confronti del “mestiere di ciarlatano”, fino a “ritenere ammissibili” la chiromanzia o attività affini “di cui si discute in quanto fonte di reddito e quindi soggette al prelievo fiscale al pari di qualsiasi attivita’ professionale”. Quindi l’Amministrazione non doveva limitarsi alla contestazione, ma aveva il dovere di valutare in concreto, attraverso apposita istruttoria, l’oggettiva idoneità dell’attività svolta ad integrare l’ipotesi “ciarlatano”».

In fondo il Consiglio di stato ha ragione. C’è ciarlatano e ciarlatano, mago e mago, cartomante e cartomante. Non si può fare di tutta l’erba un fascio, ci mancherebbe. Tutti hanno diritto a dire la loro. Ognuno deve potersi esprimere.

La sentenza, però, ricorda le indicazioni stradali di certe persone in buonafede che si incontrano lungo la strada: anziché dare una dritta chiara ed essenziale si dilungano in particolari, dettagli, distinguo che, per chi non conosce la strada, risultano non solo superflui, ma addirittura fuorvianti.

I dettagli sono importanti, certo. Sarebbero importanti i distinguo degli studiosi sul fatto che Maometto si può ritrarre. Questi dettagli, però, non arrivano purtroppo alla folla inferocita, cui basta un sentito dire di terza mano per provocare morti e feriti.

Allo stesso modo, i dettagli possono fare male. Non tutti sono ciarlatani, certo. Ma se prima di impedire l’abuso della credulità popolare dobbiamo cercare, verificare, controllare, incrociare i dati, non stupiamoci poi di personaggi che sono riusciti a imbrogliare – e rovinare – centinaia di persone prima di venir fermati.

Questione di equilibrio. La tutela del debole ha pari dignità rispetto alla libertà del ciarlatano. Un magistrato dovrebbe saperlo meglio di noi.

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Torino 2006 – Impossibile oggi non parlare della giornata di sabato a Torino: “Evangelici insieme” tra il pomeriggio e la serata ha raccolto un ampio numero di persone, mettendo per una volta davvero “insieme” gli evangelici. La chiacchierata con Nino Trimigno di Cdm Italia è disponibile online per l’ascolto e lo scaricamento.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

Pubblicato il 20 febbraio, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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