Padre al padre, vino al vino

I bambini del 2006 hanno le idee chiare: da una ricerca effettuata in occasione della festa del papà è emerso che desiderano un padre “gallo” e non “chioccia”, che non travalichi le proprie competenze, mantenendo una diversità e complementarietà con la madre, evitando una confusione di ruoli.

Certo che la vita è strana. È un momento storico in cui tutto viene rimesso in discussione. Pi che di famiglia, ormai si parla di famiglie: all’ordine del giorno troviamo il riconoscimento delle coppie omosessuali, su cui si scontrano quasi quotidianamente destra e sinistra, cristiani e laici. Vari Paesi già ammettono legalmente questo nuovo tipo di famiglia, e la prossima frontiera, stando a un articolo uscito oggi sui giornali, è la legalizzazione dell’incesto, in seguito al caso – raro, va detto – di due fratelli che non si erano mai conosciuti, e che si sono incontrati come due perfetti estranei dopo vent’anni.
E poi, anche nella famiglia “ordinaria”, sono fluide, per dirla in maniera elegante: mamme che lavorano, papà che lavorano, figli da soli. Nei giorni scorsi guardavo un interessante film che mi ha fatto riflettere. Una neo mamma contesta l’idea di prendere una baby sitter, affermando: “non mi piace l’idea di far crescere mio figlio con un’altra persona, che a sua volta per lavorare deve lasciare suo figlio ad altri”. D’altronde per molti la carriera è un richiamo insopprimibile, e il problema si pone.
In questo baillamme, dove i luminari si scontrano nell’interpretazione delle nuove dinamiche familiari e sociali, sono i bambini a darci un’indicazione illuminante. E cosa ci dicono? Ci dicono che vogliono un papà che faccia il papà, e una mamma che faccia la mamma. Se ne fregano di quel che dicono e scrivono i sociologi, gli psicologi, i politici, i sostenitori delle pari opportunità: vogliono una famiglia “normale”, nel senso più antico, tradizionale, banale, scontato del termine. Sono insensibili ai richiami del progresso, alle evoluzioni politiche, alle contorsioni e ai distinguo dei benpensanti. Vogliono una famiglia. Mamma e papà: non si pongono il problema se potrebbe andar meglio con altre formule. E, in questo contesto terribilmente conservatore (meno male che qualcuno diceva “i bambini sono di sinistra”!) vogliono qualcosa di ancora più banale: una mamma che sia mamma, complice, accomodante, capace di mettere una buona parola con il papà quando qualcosa non va. Una mamma che stia con loro, non una mamma manager. E un papà che sia capace di fare il papà, che dia sicurezza ed esempi, un eroe (almeno fino a quando non crescono). Questa è la famiglia che i bambini del 2006 vorrebbero. Sono nati tutti, evidentemente, nell’ultimo decennio del Novecento. Ma tutto quel che è successo non li ha impressionati: i bambini del 2006 non vogliono una famiglia moderna, piena di effetti speciali, aperta a tutte le prospettive. Vogliono solo una famiglia.

Pubblicato il 27 marzo, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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