Priorità poco esemplari

Il catechismo ha la priorità sul tempo che si passa con i genitori: la Corte di Cassazione spiazza il laicismo tendenziale del nostro Paese con una sentenza che fa discutere. Un padre non affidatario deve rimandare il suo appuntamento con la figlia minorenne, perché coincide con l’ora di istruzione religiosa: e la Suprema Corte conferma che la prospettiva è quella giusta, sul piano legale.

Numerose le reazioni: l’associazione genitori separati critica quella che pare «una buona scusa», ribadendo che «tutto ciò che riguarda la religione… dovrebbe essere secondario rispetto alle leggi nazionali che riguardano tutti». L’Associazione figli negati si sente “a Kabul”, di fronte a una corte che «decide che gli impegni religiosi siano prioritari rispetto a quelli civili tra padre e figlio». Anche un politico, Maurizio Paniz di Forza Italia, entra nella discussione segnalando che «questa sentenza confligge in maniera totale con la nuova normativa sull’affido condiviso». Perfino l’Associazione genitori scuole cattoliche esprime «Amarezza nel constatare che sulla preoccupazione educativa nei confronti del figlio prevalgano le tensioni e i ricatti degli adulti, anche in questioni religiose». Diversa, ma interessante la prospettiva di monsignor Tommaso Stenico, direttore dell’Ufficio catechistico: «Se invece del catechismo si fosse trattato di una lezione di pianoforte nessuno avrebbe alzato polveri».

Posizioni condivisibili, o almeno coerenti. Manca solamente un’osservazione, essenziale: il “catechismo” cattolico, o la “scuola domenicale” evangelica, nasce come uno strumento che aiuta i genitori, dando solo un contributo nella formazione spirituale e religiosa. Delegare in toto alla chiesa di appartenenza questa importante prerogativa è uso comune, ma sbagliato e irresponsabile: per un bambino è il genitore il primo insegnante, il primo esempio, il primo sacerdote, ed è la famiglia la prima scuola, il primo laboratorio e la prima chiesa.

E poi, alla stessa Cassazione probabilmente è sfuggito un’incoerenza non secondaria, nell’assegnare la priorità al catechismo sul genitore: è infatti lo stesso catechismo, in uno dei comandamenti non eclissati, a insegnare “Onora tuo padre e tua madre”. Senza avere la possibilità, suo malgrado, di dare il buon esempio.

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Pubblicato il 1 settembre, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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