Ignoranza per la vita

Gli studenti di oggi non conoscono la geografia: in Italia, come in Inghilterra, un ragazzo su dieci non conosce nemmeno i nomi dei continenti.

E il problema non si ferma alla geografia, ovviamente: dalla geografia si passa alla storia, dalla storia alla letteratura, e via via alle altre materie che richiedono qualche conoscenza “del mondo”.

Eh, la cultura, questa sconosciuta. Si lamentavano i nostri insegnanti per il fatto che ai loro tempi l’esame di maturità era più duro, serio, si portavano tutte le materie e i commissari erano veri mastini. Abbiamo vissuto, molti di noi, esami comunque seri, anche se indubbiamente meno pesanti di quelli dei nostri predecessori. Oggi l’esame di maturità (o di licenza liceale) è di nuovo più complesso, ma a quanto pare le conoscenze con cui ci si arriva non sono complete nemmeno quanto quelle di chi lo raggiungeva dieci anni fa.

Non è superfluo, come discorso. Sulla cultura si basa la qualità della vita di un popolo, perché è grazie alle conoscenze (e, prima di tutto, alla Conoscenza) che si può migliorare la propria condizione. Se non so che potrei stare meglio, non saprò nemmeno come potrei, non avrò gli strumenti e le informazioni per farlo, e resterò quindi come sono.

E poi, dalla cultura nasce il pensiero. Il ragionamento. Nascono le domande che l’umanità si è sempre posta: chi sono, da dove vengo, dove vado. Sulla cultura si basano gli scopi della vita: se ho un orizzonte ampio avrò mire più alte, se il mio orizzonte arriva all’isolato, il mio scopo si limiterà a passare lunghi pomeriggi al bar a parlare di calcio, o davanti alla tv a sentirmi più intelligente delle pupe (e, a volte, dei secchioni, visto come si comportano in tv).

Senza una base culturale almeno decente non ci si pone domande, non si gode delle vittorie, non si superano le sconfitte. E l’insoddisfazione insita in ogni uomo, in mancanza di una risposta, resta senza inevasa. Una vita vuota cui qualcuno decide di dare fine prima del tempo, qualcun altro si adegua rimbambendosi davanti al piccolo schermo.

Ragazzi, la cultura non è uno studiare fine a se stesso o per un bel voto. Non è solo questione di sapere dove si trovino Pescara, Trento, Toronto, Macao, o conoscere chi siano stati Cavour, Fidia, Platone. Conoscere è scoprire qualcosa attorno per apprezzare (e cercare) con più gusto la ricchezza interiore.

Non limitatevi a una vita da cocker.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

Pubblicato il 24 ottobre, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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