Un anno in un'ora

E, giorno dopo giorno, mese dopo mese, siamo arrivati anche all’ultima puntata del 2006. Un anno che abbiamo seguito quotidianamente insieme, con l’obiettivo di informare, approfondire, commentare con voi i fatti principali che man mano la cronaca, la politica, il costume, la società, la religione ci mettevano davanti.

E di fatti significativi, come ogni anno, ce ne sono stati tanti. Difficile dimenticare gli incidenti scatenati dalle ormai tristemente note vignette su Maometto pubblicate in Danimarca, e qualche mese dopo le polemiche del mondo musulmano al discorso pronunciato da Benedetto XVI all’Università di Ratisbona: segno che accanto all’Islam della convivenza esiste un Islam particolarmente sensibile, per non dire irascibile.

E poi i timori per la diffusione dell’aviaria, prima urgenti e poi dissoltisi da un giorno all’altro, segno di come ci si possa fidare poco dei media.

Sul fronte della cronaca c’è stato il rapimento e l’uccisione del piccolo Tommaso Onofri, che ha fatto indignare tutto il paese; in Austria si è vista la fuga di Natascha Kampusch dopo otto anni di prigionia, con risvolti ancora da chiarire. Abbiamo visto purtroppo anche l’incidente della metropolitana a Roma che ha visto la morte di una donna e 235 feriti.

E ancora, la cattura del boss Bernardo Provenzano latitante da 43 anni, ma anche l’arresto clamoroso di Vittorio Emanuele di Savoia.

Sullo scenario internazionale c’è stata la condanna a morte di Saddam Hussein, la morte di Augusto Pinochet in Cile e di Slobodan Milosevic, già leader serbo, tra i responsabili delle recenti e dolorose guerre balcaniche; negli Stati uniti i Democratici americani si sono aggiudicati le elezioni di medio termine, conquistando Camera e (a filo) il Senato, ma si sono registrate anche le dimissioni di Donald Rumsfeld.

In Italia la politica è stata inquieta come sempre: dopo una campagna elettorale lunga mesi, la vittoria alle elezioni è andata all’Unione, ed è cambiata la geografia del Parlamento con Fausto Bertinotti presidente della Camera e Franco Marini presidente del Senato; è seguita l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica (proprio domenica sera sentiremo il suo primo discorso di fine anno); c’è stato un referendum che ha segnato la sconfitta della devolution.

Anche lo sport ha avuto il suo spazio sui giornali, con lo scandalo di “calciopoli” e le penalizzazioni che hanno fatto parlare per mesi. Certo, forse l’immagine che ricorderemo di più su questo fronte è stata quella della vittoria ai mondiali in Germania: ancora oggi si vedono tricolore appesi fuori dalle finestre, in ricordo di quella serata d’estate che ha segnato la fine del digiuno della Nazionale. Un momento effimero, ma pur sempre di gioia.

E poi, gli addii: la scomparsa di Oriana Fallaci, di Bruno Lauzi, di Mario Merola, per citarne solo alcuni.

Anche in campo cristiano abbiamo visto momenti di rilievo. Uno su tutti: l’azione delle chiese torinesi in occasione delle Olimpiadi invernali. Unita, compatta, efficace per portare il messaggio del vangelo. Insperabilmente riuscita.
E poi convegni, dischi (una ventina, e di qualità sempre migliore), coordinamenti: in poche parole, il desiderio di fare sempre di più, e sempre meglio, insieme. E non è poco.

Ma non possiamo guardare solo in casa nostra. Anche nel corso del 2006 ci sono state migliaia di cristiani perseguitati, vessati, maltrattati. Dalle autorità, dagli estremisti, da forze militari irregolari. O anche solo dalle loro famiglie. Chiese bruciate, cristiani arrestati, intimiditi, missionari uccisi. Un quadro decisamente non positivo, che non possiamo, né vogliamo, dimenticare.

Fatti positivi e negativi in questo 2006, come sempre. Come nella vita di ognuno di noi. Per qualcuno l’anno si chiude bene, con soddisfazioni personali, professionali, spirituali. Per altri è stato un anno di crisi, almeno in parte, o magari è stato un anno positivo che però, nell’ultimo periodo, ha preso una piega negativa.

Dicevamo che la memoria difettosa è un aspetto negativo. Vero. Ma ha anche i suoi risvolti positivi. Con il tempo ogni questione si stempera, ogni prospettiva si appiattisce, e resta solamente ciò che davvero conta. Il tempo perso in posta quella mattina di marzo si dimentica, anche se in quel momento sembrava infinito. Gli incontri importanti invece caratterizzeranno a lungo la nostra vita, anche se magari domani non ricorderemo esattamente quando e come abbiamo incontrato quelle persone.
Anche il dolore di oggi, i momenti critici, probabilmente a fine 2007 assumeranno un colore diverso. Magari saranno solo un ricordo. O magari non saranno passati, ma avremo una prospettiva diversa, più matura, che ci permetterà di affrontarli in maniera migliore.

Ecco, per il 2007 a ogni credente auguro proprio questo: di approfondire la propria relazione personale in maniera con Dio in una chiave sempre più diretta e spontanea. E di entrare nella sua prospettiva, per comprendere davvero quel che ci succede, e convincerci profondamente (e non solo pro forma) che quel che accade – nel bene e nel male – ha un senso, a breve o a lungo termine, anche se al momento non siamo in grado di comprenderlo.

A chi non ha, o non ha mai approfondito, il proprio rapporto con Dio, sarebbe banale augurare di farlo: è il messaggio che diamo ogni giorno. Ma è la cosa migliore che si possa augurare è proprio questa. E che possiate trovare, nel 2007, le risposte giuste al momento giusto.

Per quanto riguarda noi, va bene così. Se ricordate, non sapevamo se saremmo arrivati alla fine del 2006. Un altro traguardo, formale quanto si vuole, è raggiunto. Ci saremo ancora domani? Ci saremo per tutto il 2007 o solo in parte? Dio lo sa. Potrebbe sembrare una minaccia, ma per il credente è invece una speranza. E la speranza migliore.

——

Buon anno a tutti coloro che ci hanno scritto in questo periodo, e che sarebbe lungo riportare qui. Buon anno a chi è in crisi, e magari passerà l’ultimo dell’anno da solo. Non mollare, c’è speranza. La vita vale sempre e comunque la pena di essere vissuta.

E infine grazie…

a chi ci ha criticato: speriamo di aver fatto tesoro delle vostre osservazioni.
a chi ci ha apprezzato: sei stato importante, specie nei momenti più difficili.
alla mia famiglia, che sopporta la distanza.
ai miei colleghi: Walter, Marco, Jonny, Anna, Luigi, Rocco, Francis…
ai nostri collaboratori, tanti e preziosi.
ai fratelli che incontriamo ogni settimana e a quelli che vediamo di rado, ma con cui abbiamo un rapporto speciale.
a chi mi sopporta ogni giorno, e senza cui la mia vita non sarebbe la stessa.
a tutti voi, che mi avete permesso di accompagnarvi giorno dopo giorno in questo 2006.

Pubblicato il 29 dicembre, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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