Stazioni e termini

Giovanni Paolo II fa ancora parlare di sé. È cessata l’ondata di emozione che ha accompagnato, anche mediaticamente, la sua malattia e la sua dipartita; è scemata l’onda di devozione che ha portato per più di un anno file di pellegrini sulla sua tomba. Ma Karol Wojtyla fa ancora parlare. Perché, in tempi di scontro di civiltà, ogni figura diventa un simbolo, ogni personaggio – nel bene e nel male – assume il ruolo di baluardo. E Wojtyla non fa eccezione: troppo appetibile per venir trascurato.

Ora tocca alla stazione Termini, dedicata – e non intitolata – dal sindaco Veltroni alla figura di Wojtyla: contestata da un lato da chi non ha apprezzato la “via di mezzo” della formula equivoca, dall’altro da chi ritiene questo passo uno smacco alla multireligiosità.

Da un lato c’è la politica: la toponomastica è sempre stato un buon biglietto da visita per rendersi amici gli uni o gli altri. Dall’altro c’è, come si diceva, lo scontro di civiltà, che porta ogni fatto ad assumere toni esagerati rispetto alla sua reale portata.

È il solito gioco delle generalizzazioni, cui nessuno è immune, nemmeno tra i cristiani.
Riconoscere la statura politica (politica) di Wojtyla non significa per forza avallarne l’operato: eppure se una persona parla bene di Giovanni Paolo II si trova sotto un fuoco amico di chi non fa sconti alla sua figura di capo del mondo cattolico.

Allo stesso modo, non approvare la guida spirituale dello stesso personaggio è evidentemente legittimo, come si può non approvare chiunque altro, dal politico all’amministratore di condominio. Ma in questo caso il fuoco cui si è sottoposti è della maggioranza (di solito silenziosa) degli italiani, che ormai non ammette obiezioni: chi non condivide la civiltà cattolica non è cristiano, anzi: è musulmano. Anzi: è estremista. Anzi: è un terrorista.

Senza mezze misure, da un lato e dall’altro. Proprio in un paese come l’Italia, che del compromesso ha fatto una filosofia, una linea politica, un modo di vivere.

Eppure crediamo che possa esistere una posizione mediana, equilibrata, capace di cogliere in maniera più obiettiva possibile la realtà, anche quella – delicata – che tocca la fede. E abbiamo intenzione di continuare a tentare di percorrerla. Speriamo di poterlo fare insieme a voi.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

Pubblicato il 23 gennaio, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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