La spaccatura ecologica

Gli evangelici USA non sono più compatti come una volta: un articolo di peacereporter, che spesso tratta con garbo le vicende dei born-again d’Oltreoceano, segnala una situazione nuova per uno tra i movimenti più compatti del nuovo Continente. Fino a oggi gli evangelici erano la destra religiosa, e viceversa: l’identità di valori tra repubblicani ed evangelicals era inscalfibile. Questo comportava un peso specifico notevole del movimento evangelico in campo politico: nessun candidato repubblicano poteva prescindere dalla base evangelica senza perdere un bacino di voti essenziale per la vittoria.

Oggi il movimento si diversifica, in particolare su due temi. Il primo è la condotta di guerra in Iraq e Afghanistan: l’Alleanza evangelica USA ha infatti criticato alcune esagerazioni dell’amministrazione Bush nella gestione delle questioni mediorientali, in particolare la tortura. La destra evangelica che critica un presidente repubblicano, e per giunta nato di nuovo è sicuramente una novità nella prospettiva evangelica degli ultimi decenni, per quanto la portata dell’obiezione sia difficile da comprendere oggi nella vecchia Europa, dove anche i politici cattolici non si creano troppi problemi a discutere il parere del papa.

L’altro aspetto rilevante è la posizione in merito alla politica ecologica: l’Alleanza evangelica infatti chiede alle autorità una maggiore attenzione in merito. Una inedita sensibilità su un tema fino a oggi trascurato nel campo evangelico USA, una presa di posizione che ha fatto sollevare obiezioni a un gruppetto di pastori ultraconservatori, preoccupati perché l’attenzione per temi così “futili” rischia di distogliere l’attenzione dalle grandi questioni sociali come l’aborto e l’omosessualità.

Che l’ecologia non sia una priorità spirituale è fuor di dubbio, e probabilmente nemmeno l’Alleanza USA lo mette in discussione; resta il fatto che è una tematica ormai urgente sul piano sociale. L’aver sollevato il problema dimostra che gli evangelici USA cominciano a guardarsi attorno anche fuori dai luoghi comuni, e a rendersi conto di aver trascurato la società troppo a lungo, restando arroccati sulle solite tematiche e dimenticando l’azione sociale che ogni chiesa – ogni cristiano – deve abbinare all’azione spirituale. I problemi della società non sono solo spirituali; sarebbe sbagliato per una chiesa trasformarsi in un club qualsiasi, come pure in un partito o in un movimento di beneficenza. Ma è altrettanto sbagliato dimenticare che, in una società dove apparire senza essere è fin troppo facile, il mondo cerca fatti capaci di confermare le parole.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

Pubblicato il 22 marzo, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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