Quali farisei

Vittorio Zucconi su Repubblica li chiama “figli della luce blu”, ma dietro questa poetica definizione c’è la lotta per la vita di un gruppo di bambini, alcuni in tenera età, che fanno parte della comunità mennonita della Pennsylvania. Sono figli di una comunità fiera del rifiuto della modernità e del suo isolamento; anche per questo i nuclei familiari si fanno geneticamente sempre più vicini, fino a provocare gravi scompensi alle nuove generazioni. La malattia dei bambini si chiama sindrome di Crigler Najjar, «condizione genetica rara che impedisce al loro fegato di metabolizzare la bilirubina», ossia gli scarti della morte dei globuli rossi; in mancanza di questo processo, avviene nell’organismo un’intossicazione grave che porta alla morte.

Unico rimedio: la luce blu, una specie di lampada notturna appesa sul letto, che fa le veci del processo mancante. Un procedimento scoperto proprio nella terra che ospita queste comunità, una soluzione tecnica disponibile solo dagli anni Novanta: prima la vita del malato era segnata, e infatti – spiega Zucconi – il tasso di mortalità entro i tre anni era molto frequente nelle comunità mennonite e amish.

Non fu facile far accettare a questi gruppi l’uso di un sistema così moderno: d’altronde quando la regola di vita diventa dottrina, tutto si fa questione di principio. Alla fine, stretti tra la regola e la vita, hanno scelto la vita: decisione onorevole, forse poco coerente ma assolutamente biblica. Una decisione che, va rilevato, non tutti i contesti religiosi vivono allo stesso modo. Nel loro piccolo, nel contesto di una (rispettabile) scelta di isolamento e vita comunitaria, sono stati capaci di privilegiare la vita: una decisione che deve essere costata non poche riflessioni, dubbi, drammi.

In fondo sono stati più maturi e flessibili (perché dalla maturità discende anche la giusta flessibilità) di tanti credenti che non hanno mai fatto una scelta di vita ascetica, e che nel loro avanzato modernismo alzano argini puerili con qualche regola ininfluente sulla quale, però, non transigono nemmeno di fronte alla vita. O di fronte alla morte spirituale di chi sta loro vicino.
Tra i due, viene da chiedersi, chi è più fariseo?

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Pubblicato il 22 maggio, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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