Comunicazioni fallimentari

Su un sito Internet dedicato a Gela un ex sacerdote si lamenta per un volantino evangelistico infilato nella sua cassetta delle lettere da una non meglio precisata (meglio così, e capirete subito il perché) “chiesa cristiana evangelica”. Forse, stando al testo che cita, non ha tutti i torti.

Già il titolo dell’opuscolo è decisamente bellicoso: “Il purgatorio è una frode colossale”. Vi si legge tra l’altro:
«La chiesa cattolica rende schiavi i suoi fedeli in terra e fa mercato di loro dopo la morte. I preti pretendono mediamente la messa di migliorare le condizioni dei morti succhiando così il denaro ai poveri gonzi. Non vi è frode più sfacciata di questa. Senza soldi non si dicono messe e senza messe dal purgatorio non si esce. La chiesa cattolica è un diabolico esattore. Il purgatorio è una diretta sfacciata falsità, una invenzione dei preti e non altro, ispirata da satana».

Non possiamo non dare ragione all’ex religioso quando dice che “nello scritto degli evangelici ci sono frasi fortemente offensive”, e che “il tenore dello scritto è mille miglia lontano dal rispettoso dialogo”. Per quattro ragioni.

Primo: lascia perplessi la mancanza di rispetto e, aggiungeremmo, di opportunità. Diffondere un volantino di questo tenore in una città fortemente radicata nel tradizionalismo cattolico non aiuterà le persone ad aprirsi, a interrogarsi, a capire: alle granitiche certezze – specie se vengono espresse in maniera supponente – si contrapporrà un rifiuto radicale. D’altronde offendere le persone e il loro credo non è il modo migliore per creare quel canale di comunicazione e di confidenza necessario per gettare il seme, qualunque sia il messaggio che si vuole diffondere: tantopiù se si tratta di un messaggio delicato e profondo come quello del vangelo.

Secondo: sul piano evangelistico, potrebbe sorgere anche spontaneo chiedersi se chi ha scritto il volantino avesse presente il “noi predichiamo Cristo crocifisso”. Alcune realtà cristiane potranno essere poco condivisibili e certe dottrine molto discutibili, ma è quantomeno singolare che nel primo approccio (e un volantino serve proprio a stabilire un primo contatto) sia opportuno concentrarsi su un tema come questo, proponendolo per giunta con un tono polemico.

Terzo: in tutti i campi, la propaganda “contro” non porta lontano e – soprattutto – non offre risposte. Le persone che hanno qualche problema, coloro che sono alla ricerca, che vivono momenti di crisi o che si pongono dei dubbi spirituali non verranno aiutate; sull’altro fronte, come già rilevato, i tradizionalisti non verranno scalfiti nelle loro convinzioni.

Quarto: sul piano spirituale ci si potrebbe anche chiedere dove, nel volantino, siano la speranza, l’amore e quella comprensione che pervadeva Gesù parlando con il giovane ricco. Si obietterà che la Bibbia parla di amore, ma anche di giustizia e di giudizio. Peccato che, nel testo del volantino, non si trovi nemmeno questo.

Ci lamentiamo spesso dell’immagine distorta che la società si è fatta sul mondo evangelico. Bisogna ammettere che a volte facciamo del nostro meglio per darle ragione.

Pubblicato il 26 luglio, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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