Conoscere per capire

La comunità mennonita del Quebec minaccia di abbandonare la provincia se il ministro per l’istruzione non permetterà alle loro scuole di tralasciare l’insegnamento dell’evoluzionismo. Lo segnala Il cittadino, giornale canadese, che rileva come «In Quebec diverse scuole religiose applicano il programma del ministero aggiungendovi corsi di educazione religiosa e di lingua. Ma per la comunità mennonita non basta: il programma standard prevede lo studio di “storie e personaggi che incarnano ruoli e sono testimoni di modelli di vita giudicati negativi dai mennoniti”».

La domanda che ci si potrebbe porre subito è dove abbiano intenzione di trasferirsi: i programmi scolastici, ovunque, impongono alle scuole pubbliche e private alcuni punti fermi nello studio delle varie materie, o il raggiungimento di determinati obiettivi da parte degli studenti. Anche parlando solo di storia, è impensabile che una scuola islamica trascuri l’insegnamento delle crociate, una scuola cattolica glissi sulla riforma, una scuola evangelica liquidi in poche parole la storia del cristianesimo perché “il vero cristianesimo siamo noi”. O meglio: ognuno può, in privato, pensare e istruire secondo le proprie opinioni, ma l’istruzione dei giovani, nei paesi dove è obbligatoria, deve essere impartita secondo certi criteri di obiettività.

Ai mennoniti canadesi non basta aggiungere un inquadramento evangelico alle lezioni dei propri istituti privati: vogliono entrare nel merito e selezionare le pagine da studiare e quelle da tralasciare.
Una posizione che peraltro provoca anche qualche problema di ordine pratico. Non c’è solo Darwin tra i “personaggi che incarnano ruoli e sono testimoni di modelli di vita giudicati negativi”: centinaia di uomini dalla dubbia moralità e dagli ideali opinabili hanno segnato la storia, la letteratura, la musica, le scienze, e non solo. E allora dovremmo cancellare Darwin dai libri di scienze, Wilde e D’Annunzio dai testi di letteratura, Mozart ed Elton John dai manuali di musica, e l’elenco non si fermerebbe certo qui. Cassarli non è impossibile, ma significherebbe studiare tutte le materie, nessuna esclusa, con gravi lacune, a tutto svantaggio degli studenti e della loro preparazione per una professione, una vita sociale, una testimonianza cristiana seria, intensa e pronta.

Non pretendiamo di convincere nessuno che si possa essere seriamente cristiani anche avendo studiato Darwin, ascoltato Mozart e letto Wilde. C’è chi preferisce chiudersi nell’eremo di casa sua e da quella fortezza spiritualmente inespugnabile tuonare contro la modernità e la società che va allo sfacelo, guardandosi però bene dal fare qualcosa per dare una soluzione ai problemi. Certo, un contributo alla soluzione può venire dalla cultura cristiana, ma solo quando alla consapevolezza del disastro si abbina la conoscenza approfondita del problema (che non corrisponde, sia chiaro, alla capacità di citare due o più versetti biblici). Solo conoscendo i drammi, le aspirazioni, le ambizioni, le idee di ieri e di oggi potremo proporre al nostro prossimo e alla società una soluzione seria, efficace e – non meno importante – applicabile al contesto specifico.

I massimalismi e i qualunquismi giovano solo ad alleviare la coscienza di chi non vuole addentrarsi nel problema, preferendo un bartaliano “l’è tutto da rifare” al rimboccarsi le maniche per scavare nello sfacelo. Non si può costruire su un terreno senza averlo preparato. E per prepararlo è necessario talvolta scendere dal pulpito e camminare tra la gente. Come faceva Gesù, come facevano gli apostoli.

Pubblicato il 22 agosto, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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