Quando si tratta di scegliere

La fede aiuta a vivere meglio: per chi crede è una certezza da sempre, ma ora a confermarlo arriva uno studio inglese – riportato dal Giornale -, secondo il quale effettivamente la fede aiuta a superare con maggiore facilità le difficoltà e le tragedie della vita.

Negli ultimi decenni abbiamo ricevuto innumerevoli stimoli dai film, dai media, dalla pubblicità, tutti rivolti nella stessa direzione: “vivi la tua vita”. Una vita vissuta di petto, piena, senza limiti, senza dubbi, concentrata su sé, alla ricerca di una felicità intensa e a tutti i costi, provando tutto quello che è possibile provare, anche quando si tratta di ostinarsi nelle scelte sbagliate. Gioia, sballo, estasi sono diventate le parole chiave per una vita concentrata sull’oggi, senza certezze né preoccupazioni – almeno in apparenza – per il domani. Una gioia da giocarsi subito per evitare di perdere l’occasione, perché domani chissà: una gioia intensa e disperata, perché già intravede la fine e la necessità di trovare qualcosa di altro, qualcosa di nuovo, qualcosa di più. Per alzare il tiro, per non farla finire.

Vivi la tua vita, ci dicono da due generazioni, e non chiederti niente. La coerenza è la virtù degli imbecilli, ci hanno fatto capire, cercare un senso è una perdita di tempo.

Gli smottamenti morali e sociali seguiti a questa filosofia hanno aperto gli occhi a molti di noi. E ha fatto capire qualcosa che non ci avevano detto: la felicità, senza speranza, non è vera felicità. Sapere che la vita ha un senso è importante, e trovarlo non è per niente secondario.

Niente di strano, quindi, che avere fede aiuti a vivere meglio. Talvolta si vede la fede come una limitazione della propria libertà, almeno fino a quando non si capisce che la libertà assoluta non ha senso, e se ha un senso – in termini distruttivi – non porta comunque alla felicità. E se non è libertà di essere felici, non è vera libertà.

Siamo programmati per sopravvivere, migliorare in continuazione la nostra condizione attuale, sperare in un futuro migliore. È più forte di noi. Vive meglio chi ha certezze in relazione alla propria sussistenza, chi riesce a migliorare la propria condizione di vita, chi ha speranza nel futuro.

Potrebbe trattarsi solo di un palliativo, di un’illusione? Potrebbe: dipende da ciò in cui si crede e si spera. Naturalmente ognuno e libero di credere in ciò che vuole (e grazie a Dio per questa libertà).
Una fede generica potrebbe perfino bastare alla bisogna: il credere, purché sia esercitato intensamente, può aiutare a superare la difficoltà del momento. Però, se anche una fede qualsiasi può bastare nell’immediato, non è comunque sufficiente ad andare oltre, a garantirsi quell’aldilà che è la meta finale di ogni fede.

Come scegliere?, potrà chiedersi qualcuno. E in effetti ci sono migliaia di credo, religioni, dottrine, filosofie, e qualcuno addirittura si prende gioco della fede inventandone di nuove a tavolino, proprio per irridere la speranza di chi crede.

Come esseri umani abbiamo libertà: possiamo riporre fiducia, rispetto, speranza in qualsiasi oggetto, persona, entità. Ma come esseri razionali abbiamo anche qualcosa di più: possiamo contare sull’intelligenza e la coscienza per scegliere come esercitare la nostra fede, decidere in chi riporre la nostra fiducia, trovare conferma alla nostra certezza.

Pubblicato il 20 marzo, 2008 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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