Cartoni e complotti

Fa una certa tristezza vedere il modo in cui i media trattano certi argomenti.

I fatti: l’Unione russa dei cristiani di fede evangelica – una sorta di Alleanza evangelica, a occhio e croce – si indigna per South Park, un cartone animato americano: «South Park deve essere bandito subito — ha detto il leader del gruppo, Konstantin Bendas —. Insulta i sentimenti dei credenti, e incita i giovani all’odio per la religione e la patria. I bambini non dovrebbero poter vedere roba del genere: devono essere difesi». La procura di Mosca ha accolto la protesta, invitando a bandire il cartone animato dalla Russia.

Probabilmente tutti coloro che hanno avuto occasione di dare un’occhiata al cartoon in questione si saranno resi conto della sua corrosività, di una certa volgarità, di uno stile dissacrante al limite del profano (o, per chi crede, del blasfemo): caratteristiche, va peraltro detto, che gli autori non smentiscono, e anzi vantano come titoli di merito.

Non ci dovrebbe quindi essere niente di anomalo nel vedere una istituzione cristiana condannare South Park perché “offende i sentimenti dei credenti”. Forse non incita “all’odio per la religione e la patria”, ma è decisamente poco educativo. Per carità: non tutti i programmi televisivi devono esserlo, ma propinare un certo tipo di prodotto ai giovani (perché sono i giovani il target del cartone animato), allora sarà il caso di non lamentarsi di fronte a una generazione superficiale, irridente, irresponsabile.

Naturalmente si può non condividere questa analisi, e si può anche sospettare di questa improvvisa collaborazione tra procura moscovita e minoranza evangelica, fino a oggi vista con una certa diffidenza dalle autorità russe. Diverso però è cimentarsi in una dietrologia complottista come fa il Corriere, secondo cui «Il nuovo fronte della guerra russa all’Occidente passa attraverso il tubo catodico. Dopo aver occupato intere zone di territorio georgiano e aver sfidato l’Unione Europea e gli Stati Uniti con promesse finora mai mantenute di ritiro, e mentre ancora tiene la mano sul rubinetto del gas, pronta a chiuderlo per farci passare l’inverno al freddo, Mosca ha infatti deciso di prendersela con i cartoni animati del “nemico”».

Nientemeno. Ci permettiamo di suggerire al Corriere qualche approfondimento in merito: notoriamente infatti gli evangelici sono, in tutto il mondo, una quinta colonna statunitense. Come mai proprio loro prendono la parola in Russia per condannare un prodotto made in USA? E il Vaticano, come mai non ha detto nulla né contro il programma tv, né contro gli evangelici? E tutto questo non avrà mica qualche relazione con il lapsus di Barack Obama sulla sua “fede musulmana”?

L’affare decisamente si complica. Più che il taccuino di un giornalista, servirebbe la penna di un giallista.

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Pubblicato il 10 settembre, 2008, in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Prima forse lo erano, ora gli evangelici sono perseguitati anche in USA a tal punto da essere indicati come “hate group” per il solo motivo di credere nel Dio cristiano e di credere quindi nel “peccato” e nella redenzione di esso.
    Va da se infatti, che se si crede nell’esistenza di peccato si crederá anche nella conversione da esso, qualunque esso sia.
    Bene, ormai in America e nel resto del mondo, basta credere “sul serio” in Gesù Cristo e nei Suoi dettami per essere additati di grave colpa verso l’umanitá. W la Russia.

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