Un adulto per esempio

Nei giorni scorsi Nomisma ha presentato uno studio sulle abitudini di gioco dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni.

Dalla statistica sono emerse informazioni interessanti, note e meno note: per esempio si è scoperto che i ragazzi in media spendono 32 euro al mese per Gratta e vinci, Superenalotto e simili; un quarto degli interpellati mente ai genitori sulle abitudini legate al gioco; il 5% è a rischio-dipendenza.

Scopriamo che si gioca di più al sud e nei professionali, rispetto al nord e ai licei, ma non vorremmo soffermarci su questo: meglio evitare facili derive verso luoghi comuni che, per quanto possano essere confermati dalle statistiche, troveranno sempre qualcuno pronto a disinnescarle con interpretazioni sociologiche, giustificazioni storiche e una immancabile dose di vittimismo.

Il dato che, forse, fa più riflettere riguarda il contesto in cui gli studenti, giocatori in erba, vivono: «La propensione al gioco è fortemente correlata al contesto sociale e familiare… Nelle famiglie in cui si gioca si trova l’80% dei giovani giocatori, con una spesa mensile doppia rispetto ai nuclei familiari in cui non si gioca».

Se si tratta di un’informazione risaputa, a quanto pare non lo è abbastanza: sono infatti ancora troppi gli adulti che, avendo a che fare con i ragazzi, non si rendono conto dell’influenza che esercitano.

Sappiamo che il ragionamento vale, tra l’altro, per il fumo, per il rispetto verso il partner, per il comportamento domestico: l’esempio di un adulto non lascia mai indifferente, nemmeno per i dettagli.

Le ultime ricerche ci confermano che vale anche per il gioco: le cattive abitudini si trasmettono con facilità, anche se a volte può sembrare di no.

L’approccio verso la vita, verso gli altri, verso Dio fa parte di un complesso insieme di relazioni dove la scala di valori e i principi morali di una persona si evidenziano, nel bene e nel male.

I ragazzi vedono, assorbono e spesso ripropongono: un dato su cui dovrebbero riflettere tutti coloro che, con una schedina, pensano al proprio futuro più di quanto pensino al futuro dei propri figli.

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Pubblicato il 7 ottobre, 2009, in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. ho letto un articolo sul giornale un paio di sett. fa curioso… diceva che una volta la gente giocava per diventare milionari… ora gioca anche per una rendita di poche migliaia di dollari al mese… praticamente per uno stipendio… 😦 (L.)

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