La vita garbata di Raimondo Vianello

L’addio di un personaggio famoso porta con sé uno strascico di reazioni: dichiarazioni commosse, speciali televisivi, retrospettive e reminiscenze legate al suo impegno o alla sua carriera si susseguono per giorni, in misura direttamente proporzionale alla sua fama e alla sintonia con il pubblico.

La scomparsa di Raimondo Vianello non farà eccezione, ed è giusto così: un profluvio di parole e immagini ci racconterà di un personaggio diverso, di quelli che per stile e sobrietà si possono definire solamente come “d’altri tempi“.

In fondo era proprio questo suo modo di fare garbato, l’ironia sottile, l’educazione nel modo di porsi, la discrezione nella conduzione della propria vita privata ad averlo fatto amare al grande pubblico: caratteristiche che, purtroppo, è difficile riconoscere nell’approccio sguaiato o dozzinale dei personaggi di oggi, quelli noti e quelli ancora a caccia di fama.

Vianello, tutto sommato, era il vicino che ognuno di noi vorrebbe avere, e la persona che ognuno di noi, con un po’ di impegno in più, dovrebbe essere.

Non ci è dato di sapere quale fosse il suo rapporto con la fede, e non è necessariamente un aspetto negativo: se c’era, la fede era vissuta in maniera intima, lontano da esibizioni formali e dedicandosi, semmai, alla sostanza.

Sostanza che consisteva, innanzitutto, in una pulizia morale degna del miglior cristiano: era sposato da quasi cinquant’anni – “ininterrottamente”, come si usa dire pleonasticamente oggi, dato che nulla viene più considerato definitivo – con la stessa donna, mentre viveva nello stesso mondo dello spettacolo che, ieri come oggi, ha visto falcidiare fior di relazioni.

Ma non solo: a caratterizzarlo positivamente era anche il suo modo di esprimersi mai volgare, perfino elegante, in un contesto che, ieri come oggi, offriva più di qualche alibi per adottare grevi scorciatoie verso la risata.

E poi non era invadente, Vianello: rispettava gli altri e, implicitamente, incuteva un senso di rispetto per se stesso, pur senza doverlo rivendicare.

Non viveva dei fasti passati, né si accontentava delle rendite di posizione da totem di un’epoca che fu: a sessant’anni ha avuto il coraggio di rimettersi in discussione, puntando sulla neonata tv privata e reinventando il proprio ruolo più volte.

Infine, Raimondo e Sandra non hanno avuto figli, ma hanno adottato una intera famiglia filippina, con cui hanno instaurato un rapporto – abbastanza inedito – di solidarietà reciproca: un modo per invecchiare in serenità e dando serenità.

Oggi tutti lo rimpiangono, Raimondo Vianello. Speriamo che qualcuno, qua e là, possa anche ispirarsi al suo esempio. Sì, ce ne sarebbe davvero bisogno.

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Pubblicato il 15 aprile, 2010, in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Ma Vianello è stato più volte traditore del suo matrimonio. Come la religione perdona questo?

  2. aveva attirato la mia attenzione la frase di un articolo che diceva che la ‘famiglia di filippini’ era la loro ‘vera’ famiglia… ho pensato guarda un po’… attori famosi da 60 anni… che vivono in una bella zona… penseresti siano pieni di persone che gli vogliono bene… ma alla fine chi ha fatto il ‘lavoro’ di ‘famiglia’ (non di ‘badanti’) sono dei filippini che l’Italia (come estracoumnitari) manco tanto sopporta spesso o comunque li considera un po come di serie b … curioso… come anche mi e’ piaciuto il fatto che i Vianello hanno riconosciuto loro piuttosto che (presumibilmente) altra gente che conoscevano… e ci troviamo allo stesso discorso dell’altro post dell’offerta dall’anonimo che arriva dove quello che chi e’ preposto o impegnato a sbandierare diritti e difendere privilegi… poi ai fatti serve a poco… 😦 (L.)

  3. ps. il mio italiano e’ da interpretare… hihihi (L.)

  4. Ogni volta che muore un personaggio pubblico di grande spessore, provo sentimenti diversi a seconda della considerazione che avevo dello stesso; in passato qualche volta mi sono commosso fino alle lacrime; ma ci sono cose che mi disturbano tutte le volte, come i coccodrilli fatti di omissioni, esagerazioni e storture varie; il mancato rispetto della memoria del trapassato; e soprattutto mi disturbano gli squallidi avvoltoi che approfittano perfidamente e cinicamente dei riflettori per mettere in mostra se stessi.

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