Archivio mensile:settembre 2011

Tra bigottismo e coerenza

«Non dovrebbero poter pretendere tutti quanti, uomini e donne di sinistra esattamente come di destra, comportamenti socialmente etici da parte dei governanti?», si chiede Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere.

Con una controindicazione, però, per chi li chiede: «bacchettone certo no – perché non può essere così schernito chiunque invochi comportamenti confacenti a un certo ruolo – ma senza dubbio tendenzialmente ipocrita sarebbe chi con enfasi stigmatizzasse gli altrui vizi, invocando condotte esemplari dagli avversari senza essere perfettamente o, per lo meno, prevalentemente puro in casa propria».

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Bagnasco ha detto anche questo

Nei giorni scorsi si è discusso ampiamente sul discorso del cardinal Bagnasco. O meglio, su una parte del suo intervento. Buona parte degli editoriali, come pure le superficiali conclusioni lanciate attraverso i social network, si sono concentrati sull’individuazione del soggetto cui erano rivolte le invettive per i “comportamenti contrari al pubblico decoro”.
Tutti a darsi di gomito con aria complice di fronte alla denuncia del “deterioramento del costume e del lunguaggio pubblico”, mentre sorrisini saputi spuntavano di fronte alla constatazione del prelato sulle “relazioni improprie” che “ammorbano l’aria”.

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Non solo per i politici

«Niente di nuovo sotto il sole. L’unica novità è che oggi, di vescovi che dicono “meglio un donnaiolo che difende i valori della famiglia che un cristiano che non li difende” non ce ne sono più. Vita pubblica e vita privata devono coincidere». (Rocco Buttiglione intervistato dal Messaggero sull’intervento di Bagnasco)

Speriamo che il monito non venga accolto, nella peggiore tradizione nazionale, come un alibi: la raccomandazione a un’etica coerente con la propria fede non vale solo per chi fa politica, ma per tutti i cristiani, in ogni contesto, in qualsiasi occasione.

Almeno per convenienza

“Comportarsi eticamente conviene”: è la risposta di Franca D’Agostini al manifesto (im)morale di Terry De Nicolò, la escort che in un talk show su RaiDue squadernava senza remore la sua spiazzante filosofia di vita secondo la quale “Tarantini è un vincente” (perché ha preferito un giorno da leone a cento da pecora) e “per raggiungere il successo bisogna essere disposti a vendere la propria madre” (chi lo fa è furbo, chi continua a vivere onestamente è “loffio”).

Di fronte a tali convinzioni D’Agostini non si scompone, ma ribatte con un’arma che (forse) perfino la sua interlocutrice indiretta può capire: non quindi in termini di etica e morale, concetti evidentemente estranei alla chiacchierata accompagnatrice, ma di ragione e utilità. È infatti dimostrato dalla storia, spiega la docente nel sul intervento sulla Stampa, che «l’altruismo è economicamente vantaggioso, mentre l’egoismo crea alla lunga individui e società poveri, o mediocri»: è solo questione di tempo, insomma, i “loffi” onesti sopravviveranno ai “furbi” disonesti.

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