Coscienze e comportamenti

Da qualche settimana è tornato sulla scena politica Romano Prodi: come docente di economia partecipa a una serie di programmi settimanali su La7 (domanda per l’emittente: perché realizzare un programma di qualità, per giunta in una cornice suggestiva, e mandarlo in onda alle 23.30?), mentre come esperto di politica ha ripreso la parola concedendo interviste e commentando la situazione del nostro Paese e del continente che ha contribuito a trasformare in Unione europea.

Nei giorni scorsi è intervenuto sul Messaggero con un articolo dedicato alle condizioni del Sud. Un articolo che non si ferma ai luoghi comuni e che azzarda anche qualche constatazione forte sulle vere cause dell’arretratezza, della mancanza di lavoro, della fuga delle forze migliori. Il problema di fondo, segnala Prodi, non dipende da una questione economica, ma una questione di legalità.

«Il Mezzogiorno – scrive il professore – non corre al passo del mondo contemporaneo perché la criminalità e i comportamenti illegali lo hanno isolato dal resto del mondo. Perché nessuno investe risorse in attività che corrono il rischio di essere quotidianamente taglieggiate dal mancato rispetto della legge. Perché nessuno si sente protetto da una classe politica a volte complice e a volte debole di fronte alle prevaricazioni. Perché, di conseguenza, le energie migliori fuggono».

Una legalità che fa rima con moralità. «Non sono gli interventi economici – precisa infatti Prodi – che pongono rimedio a questa situazione ma soltanto un mutamento etico e politico. Ed è in questa direzione che lo Stato e i cittadini debbono camminare».

«A questa semplice conclusione – rileva – si doveva arrivare molti decenni fa, senza illuderci che un po’ di denaro avrebbe cambiato le coscienze e i comportamenti, mentre è solo il cambiamento delle coscienze e dei comportamenti che può preparare un futuro al nostro Mezzogiorno».

Cambiare le persone per cambiare la società: parole nette, che non lasciano spazio a equivoci o a buonismi di circostanza. Una ricetta calvinista, quella di Prodi, solo apparentemente semplice, e forse proprio per questo trascurata fino a oggi. Più che una cura d’urto, infatti, la richiesta di una maggiore moralità nelle coscienze e nei comportamentiricorda una dieta dimagrante: tutti sono convinti di poterla rimandare senza troppi fastidi e, poi, di poterla seguire senza particolari disagi. Fino a quando non si comincia ad avere fame.

Purtroppo la fame di denaro è difficile da controllare – al sud come al nord, beninteso -: fino a quando si considera la ricchezza materiale come principale parametro di riferimento per una vita felice, sarà difficile imporsi una dieta di “coscienze e comportamenti”.

D’altronde una dieta, alimentare o morale, non può prescindere dalla consapevolezza di un bisogno (la necessità di cambiare vita) e da valori genuini (nutrizionali o etici che siano). Abbinati, naturalmente, a una ferrea volontà di proseguire anche dopo i primi, inevitabili ostacoli.

Annunci

Pubblicato il 25 ottobre, 2011 su editoriali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: