Archivio mensile:ottobre 2011

La vita secondo Steve Jobs

«Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi? E ogni volta che la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato. Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della mia vita.

Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative, tutto l’orgoglio, tutti gli imbarazzi e i timori di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante».

Ci piace ricordare Steve Jobs, mancato poche ore fa, con questo stralcio tratto dal celebre discorso ai neolaureati dell’università di Stanford. Proprio lui – il guru del digitale, l’icona del nuovo per eccellenza, la tecnologia – di fronte alla diagnosi di un tumore si era confrontato con la realtà più analogica, la morte. E ne aveva tratto una morale. Laica – almeno nella misura e nel modo in cui si era sentito di esprimerla pubblicamente sei anni fa – ma non priva di spunti anche per chi crede.

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«Questi crolli sono sempre annunciati, perché spesso causati da interventi mal congegnati o in malafede»: il disastro di Barletta ci riporta a un incubo nazionale fatto di imperizia o disonestà.

In altre parole: è l’ennesimo dramma che nasce dalla mancanza di rispetto per il prossimo.