Il principio delle piccole cose

Carlo Petrini, su Repubblica, denuncia lo scempio del territorio che ha portato ai disastri ambientali e, ultime in ordine di tempo, alle tragedie di questi giorni in Liguria e Toscana. Gli amministratori pubblici, lamenta Petrini (ma non solo lui) «pensano alle grandi opere e non si preoccupano più delle piccole».

Abbastanza vero. La cura dei dettagli viene vista come una fisima altoatesina, dove la pulizia delle strade e i gerani sui balconi provocano in noi un moto di invidia che mascheriamo con l’ironia di chi vorrebbe apparire superiore rispetto al possesso di cose che può solo sognare.

Per un amministratore pubblico, rilevavano nei giorni scorsi alcuni commentatori, è più remunerativo impegnarsi in opere visibili, possibilmente appariscenti, capaci di garantire la rielezione, che nell’ordinaria manutenzione dei tombini. Che, d’altronde, non fa notizia, e semmai scatena ilarità (meglio essere ricordato come il sindaco delle fognature o, piuttosto, del nuovo raccordo autostradale, del ponte, dell’alta velocità?).

Eppure la cura delle “piccole opere”, per dirla con Petrini, è fondamentale e – paradossalmente – dal loro funzionamento dipendono anche le strutture più spettacolari e avveniristiche.

Ignorarlo significa mettere a rischio le une e le altre. Non è una legge matematica ma un principio di buona amministrazione – pubblica e privata – dettato duemila anni fa: «chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi».

Una legge ampiamente dimostrata, purtroppo, accompagnata da un corollario non meno significativo: «… e chi è ingiusto nelle cose minime, è ingiusto anche nelle grandi». E anche su questo, purtroppo, gli esempi in questi ultimi anni non sono mancati.

Pubblicato il 7 novembre, 2011 su editoriali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Gabriele Crociani

    Sempre semplice, spartano e diretto. Bravo!

  2. per quello che riguarda i giardini… qua il comune se non ti tagli l’erba tu… viene e te la taglia lui… e poi paghi 🙂
    per quello che riguarda i condomini si pagano le tasse sulla ‘proprieta’… che include la manutenzione (totale) delle strade… no e’ tanto giusto perche chi e’ in affitto non le paga… pero’ e’ meglio che non avere manutenzione…
    certo che la morfologia dell’italia non aiuta… pero’… neanche i disastri aiutano.. 😦

  3. Quanto è vero!!!
    Ricordo di aver letto in un libro si Severgnini che un ministro dei trasporti inglese del passato, alla domanda “per cosa vorrebbe essere ricordato?”, rispose: “come quello che ha fatto mettere i catarifrangenti sulle strade”.
    Una cosa apparentemente piccola ma che ha salvato chissà quante vite. Uno spirito da imitare!

    • I nostri politici, Presidente del Consiglio in testa, preferiscono imitare lo spirito di Cetto La Qualunque, anche perchè con robine tipo catarifrangenti e manutenzione del territorio mica si possono incassare max tangenti.
      Bisogna pensare in grande, pensare a cose tipo ponte sullo stretto.

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