Presidi flessibili

A Torino nove aspiranti presidi vengono espulsi perché sorpresi a copiare al concorso che li avrebbe abilitati al ruolo di dirigenti scolastici.

Da un lato non conforta pensare che qualcuno è disposto a imbrogliare pur di conquistare il ruolo di garante della legalità: un cortocircuito etico probabilmente non così infrequente, e per il quale cui la società paga già un conto salato in termini di credibilità e di crescita.

Dall’altro, almeno, scopriamo che qualcuno controlla i (futuri) controllori. E con il giusto rigore.

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Pubblicato il 21 dicembre, 2011 su editoriali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Non mi preoccupo dei nove grulli che si sono fatti “pescare”; penso invece che qualcun altro, più scaltro, diventerà preside copiando senza farsi “beccare”!!!! Che vuoi…così va il mondo…..

  2. Non so come vanno le cose nel resto del mondo, ma tantissime piccole notizie come questa significano solo una cosa, che l’Italia è una repubblica fondata sull’illegalità.

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