Complimenti imprevisti

Benedetto XVI mette in guardia i vescovi della Colombia: «Il crescente pluralismo religioso è un fatto che esige una seria considerazione. La presenza sempre più attiva di comunità pentecostali ed evangeliche, non solo in Colombia, ma anche in molte altre regioni dell’America Latina, non può essere ignorata o sottovalutata». Si tratta di un boom che riguarda tutto il Sudamerica, e che probabilmente ha raggiunto le cifre di oggi proprio per l’approccio che le parrocchie esistenti hanno avuto nei confronti delle nuove comunità: un approccio basato su un malcelato disprezzo, un costante fastidio, talvolta perfino un rabbioso ostruzionismo.

Tanto astio e nessuna intenzione di capire i perché dei loro risultati, che invece Ratzinger ha colto ed esposto con una efficace sintesi: «molte volte la gente sincera che esce dalla nostra Chiesa non lo fa per quello in cui i gruppi “non cattolici” credono, ma fondamentalmente per quello che essi vivono; non per ragioni di dottrina bensì di vita; non per motivi strettamente dogmatici, ma pastorali; non per problemi teologici ma metodologici della nostra Chiesa»; Benedetto XVI ha suggerito nel contempo una interessante cura: «si tratta quindi di essere cristiani migliori, più pii, accoglienti nelle parrocchie e nelle comunità».

Una chiesa vicina ai bisogni spirituali più profondi, plasmata sulla Bibbia più che sui riti, capace di comunicare l’amore di Cristo e la speranza del vangelo: questo, in Colombia come in Corea, in Nigeria come in Italia, vanno cercando schiere di esseri umani disperati, depressi, delusi. Persone che, quando dicono “chiesa”, pensano a qualcosa di freddo, lontano, chiuso e non a una famiglia dove si vive, si condivide, si soffre e si superano le difficoltà insieme. Provando stupore quando scoprono che, nella Bibbia, la chiesa non è un edificio, ma un progetto di cui chiunque può essere parte attiva.

Naturalmente – ed è opportuno precisarlo, per evitare cocenti delusioni a chi pensa che sia solo una questione di etichette, e che basti quindi cambiare indirizzo per trovare la felicità – non esistono famiglie perfette: esistono famiglie che accolgono, che sanno dosare disciplina (indispensabile) e affetto (fondamentale), che conoscono e praticano la grammatica dell’amore.

Se l’esempio di chi, negli ultimi anni, ha messo in pratica queste dinamiche bibliche servirà a ispirare altre famiglie, aiutandole a uscire da circoli viziosi e rigori superflui, vuoti formalismi e tare dogmatiche, ben venga. Il tempo non è scaduto: la messe è grande, la pazienza di Dio anche di più.

Annunci

Pubblicato il 29 giugno, 2012 su editoriali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: