Guida alla settimana – 28/5/2016

Com’è andata la settimana?
Piccola guida ragionata
tra fede, valori, morale

I giovani? Si comportano come se non credessero. Ma credono, per quanto a modo loro. Almeno questo emerge da un’indagine dell’Istituto Toniolo ripresa da Avvenire, dove Paola Bignardi parla di “brace che cova sotto la cenere. Chi guarda distrattamente, vede solo la cenere; chi sa andare oltre si rende conto di una vita possibile, da portare allo scoperto”. La notizia rallegrerà chi ritiene prioritaria l’autonomia di una fede libera e lascerà altresì nello sconforto chi crede nella necessità di non trascurare i fondamentali biblici, per non rendere inutile lo stesso atto di credere.
Di certo il crinale tra fede viva e spiritualità fai-da-te è sottile: se è pericoloso fossilizzarsi sulla ritualità, è altrettanto rischioso rivendicare il diritto di perdere di vista tutti i punti di riferimento.

A proposito di fede, il sociologo Marc Augé (quello dei “non luoghi”) torna sulla classica metafora del calcio come religione, e spiega che ormai non è per niente una metafora: tra attese spasmodiche, scenografie e cori è un fenomeno «caratteristico di un’epoca e di una società» in cui si ritiene che «questi frammenti di tempo bastino alla nostra felicità». Insomma, una religione in piena regola. Con tanto di estremisti che giungono a uccidere per difendere i propri colori sociali.

Pensa, prega, vota è il titolo di un documento realizzato da un gruppo di chiese britanniche (Unione battista, chiesa metodista, Chiesa riformata unita e Chiesa di Scozia) riunite nel Joint Public Issues Team. Lo scopo è sollecitare la riflessione degli elettori in vista del prossimo, cruciale referendum che il 23 giugno sancirà la permanenza o l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Il volumetto, ricorda Riforma, “non dice a nessuno come votare” ma affronta le principali questioni legate alla solidarietà continentale “offrendo considerazioni bibliche e teologiche”.

Un pastore evangelico cinese è stato rapito e ucciso per il suo impegno a favore dei cristiani nordcoreani. La notizia, che trapela dopo quasi un mese, fa impressione per le modalità e – rileva Porte Aperte – per il messaggio mafioso che si legge dietro l’azione: chi prova a occuparsi dei cristiani nordcoreani, sia pure all’estero, è spacciato.

Intanto, negli USA, Trump prova a rassicurare i cristiani: in un messaggio inviato alla National Hispanic Christian Leadership Conference ha detto che se verrà eletto alla Casa Bianca promette di “prendersi cura di loro”.
Fulminante la risposta del presidente del coordinamento, Samuel Rodriguez: «Sono un pastore e credo nei miracoli, ma ragazzi, questo sarebbe proprio un miracolo».

A parte questo, mentre le primarie proseguono senza scossoni, da settimane gli Stati Uniti si appassionano a una disputa che – non ci crederete – riguarda i bagni pubblici. La domanda di fondo è: l’uso della toilette va consentito in base al sesso o al genere? Ossia: di fronte a un’esigenza basilare come come un bisogno fisiologico, conta ciò che si è esteriormente, o ciò che ci si sente interiormente?
Nella questione sono entrati attori e cantanti famosi (Bruce Springsteen, per dire, ha annullato un concerto in uno stato “bacchettone”; Phil Robertson, star di Duck Dynasty, si è espresso in una prospettiva diametralmente opposta) e alla fine sul tema si è espresso perfino il presidente Obama, che ha ordinato alle amministrazioni pubbliche di seguire l’opzione gender. Undici Stati si sono ribellati. Si attendono sviluppi (e le dichiarazioni di Trump).

Tornando in Europa: in Svizzera, dopo un mezzo incidente diplomatico, ci sarà anche un pastore protestante all’inaugurazione del nuovo tunnel sotto il San Gottardo, in programma il primo giugno; in Francia un incendio ha danneggiato, mercoledì scorso, la chiesa evangelica di Manosque, nell’Alta Provenza; l’origine è chiaramente dolosa, ma non è ancora stato accertato se si tratti di un gesto anticristiano o di un furto con strascichi vandalici.

In Medioriente, ad Aleppo, nemmeno le scuole sono rifugi sicuri, e questo ci ricorda l’accorato appello lanciato un anno fa alla nostra testata (e a tutti i cristiani occidentali) da Pastore Seraphim.

Invece in Sudamerica, allo zoo di Santiago del Cile pare che un ventenne sia entrato nella gabbia dei leoni sostenendo di essere un profeta. Forse lo è davvero, ma di certo non ha la chiamata di Daniele: al momento versa in gravi condizioni all’ospedale della capitale cilena. Anche i leoni se la sono passata peggio dei loro predecessori: sono stati abbattuti dalla sicurezza dello zoo per salvare il giovane.

Fino a oggi la Bibbia è stata tradotta praticamente in tutte le lingue, braille e alfabeto morse inclusi. Perché non adattarla ai geroglifici moderni, gli emoji? Se l’è chiesto un gruppo di sviluppatori anglosassoni, e il risultato è stata una curiosa versione a metà tra il rebus e il libro per bambini. Entusiasta la Scripture Union, che ne loda la creatività e vede il progetto come una idea per per avvicinare alla Bibbia le nuove generazioni.

Parlando di ecologia e nuove tecnologie, invece, giovedì è stato inaugurato a Venezia il padiglione di Israele alla Biennale dell’architettura: come ricorda Edipi, una vetrina dell’innovazione tra «facciate viventi, autopulenti, biosensori per monitorare gli inquinamenti ambientali, nanomateriali innovativi e prospettive sulla bioluminescenza».

Avete visto Settanta volte sette-The drama musical? La pièce teatrale ideata da Maurizio Desinan e Marisa della Pasqua, in scena per una settimana a Milano, è stata commentata positivamente da Avvenire, che parla di «uno spettacolo che diventa pretesto per una riflessione su se stessi e sui rapporti con gli altri, un invito a pentirsi dopo l’incontro con la Parola».

Chiudiamo, come si conviene, con il meteo. Se siete tentati di lamentarvi a causa del tempo incerto, sappiate che duecento anni fa ce la siamo passata pure peggio: una spaventosa eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, ebbe conseguenze catastrofiche in tutto il mondo, tanto che il 1816 venne definito “l’anno senza estate”. Per capirci: piogge, inondazioni, sole oscurato, campi devastati, raccolti perduti (con le conseguenti carestie ed epidemie) e perfino nevicate in piena estate. Vista da questa prospettiva, un po’ di pioggia a maggio risulta tutto sommato un po’ meno drammatica.

Buona settimana con l’estratto settimanale di Riflessi etici.

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Pubblicato il 28 maggio, 2016 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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