Guida alla settimana – 18/6/2016

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Com’è andata la settimana?
Breve percorso ragionato
tra fede, valori, morale

In Italia ha fatto discutere, questa settimana, la distribuzione in edicola del Mein Kampf di Hitler a cura del Giornale. Si è trattato di “un fatto squallido”, secondo la dura definizione del presidente UCEI Renzo Gattegna, o di un’operazione necessaria a “capire com’è nato il male”, come replica il direttore del quotidiano, Alessandro Sallusti? Probabilmente la risposta, rileva Edoardo Castagna su Avvenire, sta in una parola: contesto. «Un conto è studiare e approfondire, un altro è distribuire a pioggia».

Scelta in controtendenza della chiesa luterana lettone: no alle donne pastore. La decisione è stata presa dal sinodo nazionale con una maggioranza più che qualificata (77%). La scelta è stata fortemente voluta dall’arcivescovo di Riga Janis Vanags che dal 1993 guida la chiesa lettone non senza provocare qualche imbarazzo nella famiglia protestante europea: Vanags persegue una linea conservatrice in base alla quale si oppone all’aborto e all’eutanasia, mentre incoraggia alla castità gli omosessuali. Una linea controcorrente rispetto al consesso protestante europeo, storicamente di tendenza liberale (che anche in Italia non ha celato la sua irritazione per questo sviluppo), e nel contempo lo avvicina alle posizioni delle più diffuse chiese evangeliche del pianeta.

Si torna a parlare delle vessazioni che i cristiani subiscono nei campi profughi tedeschi da parte di rifugiati musulmani: dagli oltre duecento questionari compilati nei campi nel corso di un’indagine portata avanti da Porte Aperte, otto rifugiati su dieci hanno dichiarato di aver subito violenze o intimidazioni. Se sia la punta di un iceberg (la paura di subire ritorsioni di certo non agevola le denunce) o meno, sta alle autorità stabilirlo; al momento il ministro degli interni tedesco si limita a esprimere “riserve” sulla vicenda, ma – rileva Porte Aperte – si tratta se non altro di «un’anomalia che andrebbe verificata».
Piccola nota a margine: nei campi profughi non risultano, al momento, maltrattamenti in senso opposto.

Christina Grimmie, ex concorrente di The Voice of USA e voce emergente del panorama statunitense, è stata uccisa al termine di un concerto da uno squilibrato.
Grimmie era pienamente inserita nello star system e si stava facendo strada nel mondo della discografia, ma viene ricordata da colleghi e amici anche come una cristiana praticante, che pare non avesse smarrito la sua fede nemmeno dopo essersi trasferita a Los Angeles. Allo stato attuale delle indagini non sembra ci siano elementi per considerarlo un delitto a sfondo religioso.

A proposito di delitti: il 17 giugno di un anno fa un giovane armato faceva irruzione in una chiesa evangelica di Charleston, nella Carolina del Sud, uccidendo nove persone, tra cui il pastore della comunità.

Restiamo nel nuovo continente. A margine del terremoto politico che ha scosso il Brasile, Repubblica riscopre Edir Macedo, pastore evangelico a capo di un movimento che conta migliaia di chiese (e milioni di credenti) e un gruppo multimediale di grande impatto. Macedo viene descritto dal quotidiano come uno «tra gli uomini più potenti del Brasile. Amico di Lula e Dilma Roussef». “Ci siamo infiltrati”, ammicca nel titolo la giornalista, per raccontare poi quel che ha visto a un ordinario culto domenicale dove si entra senza troppe formalità. Certo, se alcune esasperazioni liturgiche e dottrinali non possono non imbarazzare l’evangelico medio, sull’altro fronte va detto che l’approccio del reportage – giocato sempre sul filo dello scoop-non scoop – non è dei più sobri.

Sempre in Brasile, a San Paolo un edificio di culto in ristrutturazione è crollato durante una riunione, provocando alcuni feriti; lo riferisce anche ADN Kronos, purtroppo con la consueta terminologia imprecisa: evidentemente, quando si parla di evangelici, i media non avvertono un grande bisogno di documentarsi.

Tornando in Italia, parliamo di premi: Ghapios Garas, brillante imprenditore evangelico di origine egiziana – ma ormai milanese a tutti gli effetti – ha vinto il MoneyGram Award 2016 per la categoria “crescita del profitto”. Attivo dal 2000 nel settore dell’elettronica con la sua Simpatico Network, Garas è stato tra i primi a lanciarsi nel mercato dei computer ricondizionati, diventando fornitore privilegiato di enti pubblici e aziende private. Una mossa lungimirante che gli ha permesso di trasformare la crisi in un’opportunità.

E veniamo alla cultura. Di certo ricorderete ancora “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. Dopo dodici anni – sì, correva l’anno 2004 – la storia pare destinata a ripartire: è in cantiere un sequel su cui pare Gibson stia già lavorando con lo sceneggiatore Randall Wallace, incoraggiati dai riscontri positivi delle comunità evangeliche USA. Il tema del nuovo film, va da sé, dovrebbe essere la resurrezione.

Dai film alle letture. Per il noto linguista Gian Luigi Beccaria la lingua italiana è una metafora della società: «L’italiano come gli italiani. Con tutti i loro pregi e difetti». Una prospettiva affascinante che vi invitiamo a riscoprire nel suo Il mare in un imbuto.

Chiudiamo con un (doppio) appuntamento. Il 19 e il 26 giugno sono le due date individuate quest’anno per celebrare la Domenica mondiale del rifugiato: un’occasione patrocinata dall’Alleanza evangelica mondiale per pregare per i rifugiati, i richiedenti asilo e gli sfollati interni. Sono 59 milioni, in tutto il mondo, e non possiamo – come cristiani, come esseri umani – ignorare il loro dramma.

Buona settimana con l’estratto di Riflessi etici (dedicato, stavolta, all’uso delle nuove tecnologie).


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Pubblicato il 18 giugno, 2016 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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