Guida alla settimana – 25/6/2016

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Com’è andata la settimana?
Breve percorso ragionato
tra fede, valori, morale

E alla fine, contro le previsioni degli exit poll, ha vinto la Brexit. Ed è subito day after: giornali con i titoli sbagliati, borse in fibrillazione, Europa incredula, Inghilterra composta ma determinata, Scozia e Irlanda del Nord in fermento per un risultato non condiviso. In realtà è troppo presto per sapere se si potrà parlare di catastrofe o conquista; comunque sia andata, la Gran Bretagna resta un Paese diviso a metà. Il pericolo è che da domani sia sempre meno disponibile ad accogliere chi soffre: non a caso Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, raccomanda che «si costruisca il futuro sulle tradizioni più belle di generosità e accoglienza». Un appello che, a ben guardare, arriva dalla Bibbia stessa, e che proprio per questo non dovrebbe lasciare indifferenti i cristiani d’Oltremanica.

Grande successo, martedì a New York, per l’incontro tra Donald Trump e una rappresentanza di pastori evangelici: erano un migliaio – rispetto ai trecento previsti inizialmente – ad ascoltare il suo intervento, svoltosi a porte chiuse in un hotel di Times Square. A dargli fiducia, Franklin Graham: il figlio e successore del più noto Billy Graham ha sostenuto che Donald Trump è un’opzione migliore rispetto a Hillary Clinton; anticipando i detrattori ha poi aggiunto che perfino i personaggi biblici più stimati, come Mosè o il re Davide, avevano difetti. “La mia non è una dichiarazione di voto”, ha sottolineato comunque Graham: «non sostengo nessun candidato, la nostra unica speranza è in Dio».

Dal canto suo Trump si è definito “a tremendous believer”, profondamente credente, e ha promesso di “restituire alla fede il mantello che le spetta”; forse per dare maggior credito a questa sua posizione ha comunicato la creazione di un gruppo di consiglieri spirituali  – non per forza suoi sostenitori, ha precisato – che rappresenta il suo desiderio di avere indicazioni sagge nel momento del bisogno. Tra i prescelti James Dobson di Focus on the family, Kenneth Copeland e Jerry Falwell junior.

Nonostante tutto, però, il rapporto di Trump con gli evangelici rimane complicato: Darren Patrick Guerra, professore di Scienze politiche alla Biola University, ha calcolato che alle primarie, negli Stati del sud, ben il 64% degli evangelici ha votato per altri candidati (Cruz o Kasich, in particolare). E nel conto, ovviamente, non rientrano gli evangelici che votano democratico o gli indipendenti.

Appunto, e i democratici? Su quel fronte nessuna novità. Però, curiosando in archivio, un articolo ci può aiutare a scoprire qualcosa di più sulla fede di Hillary Clinton.

In Italia esplode nuovamente la questione della stepchild adoption per le coppie dello stesso sesso: la nuova legge – in seguito alle note vicende politiche – non la prevede, ma la magistratura ha aggirato di fatto la normativa, applicando l’articolo che regola le adozioni in casi particolari («lo stesso istituto – ricorda il Corriere – che è stato eliminato dalla legge Cirinnà sulle unioni civili») e sollevando così comprensibili polemiche. «Un colpo di mano in Cassazioneriassume il senatore Lucio Malan– dove è stata contraddetta la procedura indicata dal Procuratore generale. Ora, gli esponenti del PD e di Area Popolare che hanno votato la legge Cirinnà, mostrando di credere che escludesse la stepchild adoption, sono clamorosamente smentiti e dovrebbero loro stessi chiedere di intervenire con una legge».

Sempre a proposito di leggi, perplessità sulla nuova normativa che introduce il reato di negazionismo. A criticarla, sull’Osservatore romano di mercoledì, è Anna Foa, chiedendosi «Quando è che abbiamo cominciato ad avere bisogno di leggi e tribunali per difendere la memoria e la realtà storica». Il rischio è di avere «una legge contro la libertà di espressione», naturalmente “a fin di bene”, con il paradosso che «né la verità storica… né la loro memoria sono davvero garantiti da una norma di questo genere. Si penserà che se sono necessari i tribunali, è perché non bastano le prove storiche», e con il complottismo sempre in agguato non è detto che sia un bene. Tanto più che, rileva l’autrice, nei Paesi dove già esiste, il reato non ha portato “risultati così significativi”.
«Abbiamo bisogno – conclude Foa – di studiare e di trasmettere, di fare ricerca e di insegnare. È l’unica strada, non ce n’è un’altra. Puoi e devi punire la violenza, gli atti di razzismo e di antisemitismo, ma le opinioni, anche assurde e totalmente errate, si combattono con la conoscenza». Non con le leggi (né con le scomuniche).

Intanto, in Canton Ticino, una chiesa evangelica si trova ad affrontare altri problemi, meno complessi ma non per questo meno imbarazzanti. Se avete problemi con i vicini della vostra sala di culto, sappiate che c’è chi sta peggio.
In Spagna, invece, buone notizie per i non udenti, che grazie a un nuovo sistema di amplificazione a induzione magnetica potranno seguire con maggiore facilità i culti nelle principali chiese evangeliche del Paese.

E veniamo al calcio. Gli Europei in corso non sono solo una questione di pallone (e di affari). Parlano di Dio, leggono e citano la Bibbia, rivendicano la loro fede e ringraziano Dio per il loro talento (e per i gol) i calciatori credenti che, in queste settimane, partecipano con le loro nazionali alla competizione. Evangelical Focus ha dato uno sguardo alle testimonianze di fede più significative, che arrivano da Inghilterra, Irlanda del Nord, Belgio, Austria, Germania. Italiani? Non pervenuti.

«E per uno che ci arriva/ quanti sono i fallimenti», cantava una volta Marco Masini. Non tutti sono destinati a diventare campioni: l’importante è saper riconoscere i propri limiti, anche nel calcio. Ma esistono calciatori modesti? A quanto pare sono così rari che il Corriere, dopo averne scoperto uno, si è sentito in dovere di dedicargli una pagina intera. Si tratta di Simone Padoin, che nel lasciare la Juventus ha salutato i tifosi con queste parole: «Grazie a quanti personalmente mi hanno apprezzato nonostante le mie qualità mediocri per il livello Juventus, ma che hanno capito che in ogni occasione ho cercato di onorare la maglia dando tutto me stesso: i vostri complimenti mi fanno provare sinceramente un po’ di vergogna perché penso di non meritarmeli e per questo vi sarò eternamente grato». Non sappiamo come se la cavi davvero in campo Simone Padoin, ma dimostrare una tale consapevolezza dei propri limiti gli fa decisamente onore; del resto «in una società che ci spinge a diventare “qualcuno” – commenta la professoressa Claudia Baracchi, e non a portare a piena fioritura le nostre qualità individuali, le parole di Padoin suonano rivoluzionarie e stupende».

A scuola vi facevano studiare le poesie a memoria? Be’, pare non si usi più, ed è un peccato. E non solo la pratica perché allena il cervello, come a suo tempo sosteneva anche Umberto Eco. «Memorizzare i versi – spiega su Avvenire Roberto Carnero – è un’operazione culturale, ma soprattutto estetica ed esistenziale: estetica nel senso che consente di interiorizzare le parole e il ritmo di una certa lirica; esistenziale in quanto determina una loro meditazione, una ruminatio destinata ad accompagnarci a lungo». Varrebbe quasi la pena di ricominciare.

L’importante è non studiare a memoria i testi sbagliati. Ricordate, nel 2012, quei mille titoloni strillati sulla scoperta di una presunta “moglie di Gesù”? Breve riassunto delle puntate precedenti: quattro anni fa una professoressa universitaria di Harvard aveva reso pubblico il ritrovamento di un frammento di papiro dei primi secoli, in base al quale aveva imbastito l’ipotesi che Gesù avesse una moglie. Con sobrietà tutta accademica aveva presentato la scoperta come “il Vangelo della moglie di Gesù”. I giornali avevano allestito un circo mediatico sulla faccenda, ed è un peccato che ora pochi abbiano l’onestà di aggiornare i propri lettori sugli sviluppi. Ossia sull’indagine, riassunta con gusto dall’Osservatore romano, di un giornalista che si è messo sulle tracce del frammento, scoprendo più di qualche incongruenza. Tanto che la temeraria studiosa, ora, ammette imbarazzata che sì, “probabilmente si era trattato di un falso”.

A proposito di media: ha conquistato ampi titoli l’ultima installazione dell’artista bulgaro Christo. Si tratta di una semplice passerella gialla posata sul lago d’Iseo, ma i titolisti esausti non hanno perso l’occasione per un frusto gioco di parole tra il nome dell’autore e l’illusione di camminare sulle acque. Senza nulla togliere al progetto, le migliaia di persone che sono accorse sul lago – mandando in tilt strade, ferrovie e paesi limitrofi – per provare l’ebbrezza di una passeggiata a pelo d’acqua e hanno speso parole entusiaste nel descrivere l’esperienza, viene il dubbio che non abbiano mai fatto quattro passi su un semplice pontile.

Avvenne questa settimana: nel 2005 l’ultimo sermone pubblico di Billy Graham, nel 2013 il primo, clamoroso incontro tra il pastore Traettino e papa Bergoglio.

Chiudiamo suggerendovi un libro da riscoprire in questa estate finalmente calda, Le dieci parole di Haim Baharier, e richiamando le parole di Isocrate, sottoposte giovedì ai maturandi: Quelli che vivono nel rispetto di pietà e giustizia trascorrono una vita tranquilla nel presente e hanno dolci speranze per l’avvenire.

Buona settimana con l’estratto di Riflessi etici (si parla di felicità).


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Pubblicato il 25 giugno, 2016 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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