Guida alla settimana – 2/7/2016

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Com’è andata la settimana?
Breve percorso ragionato
tra fede, valori, morale

«Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate: era un riformatore.
Forse alcuni metodi non erano giusti, ma in quel tempo… vediamo che la Chiesa non era proprio un modello da imitare: c’era corruzione nella Chiesa, c’era mondanità, c’era attaccamento ai soldi e al potere. E per questo lui ha protestato. Poi era intelligente, e ha fatto un passo avanti giustificando il perché faceva questo. E oggi luterani e cattolici, con tutti i protestanti, siamo d’accordo sulla dottrina della giustificazione: su questo punto tanto importante lui non aveva sbagliato. Lui ha fatto una “medicina” per la Chiesa». Sono le parole, piuttosto impegnative, di papa Bergoglio in risposta alla domanda di un giornalista, sul volo di ritorno dal viaggio in Armenia. Ora naturalmente qualcuno obietterà che si tratta solo di una mossa astuta, altri diranno che non è una dichiarazione risolutiva, altri ancora sosterranno che, qualunque cosa dica, deve essere usata contro di lui. Certo, quelle di Francesco restano parole. Ma hanno un vantaggio non da poco: vengono ascoltate da milioni di persone.

Non c’è pace per Trump: questa settimana è girata la notizia, clamorosa, che si sia davvero convertito. A garantire per lui è James Dobson, personaggio di un certo peso nel panorama evangelico USA. «Di recente Trump ha accettato Dio nella sua vita», ha detto Dobson in un’intervista; tuttavia, ha aggiunto quasi per giustificare le azioni e dichiarazioni bohémienne del candidato, «è ancora un neonato nella fede».

E sempre negli USA ha sollevato interesse – ma anche qualche (oziosa) polemica -l’iniziativa, squisitamente americana, di un costruttore-missionario australiano, che nel Kentucky ha rievocato le gesta di Noè costruendo un’arca, pezzo forte di una sorta di Disneyland a tema biblico. Se l’imbarcazione sia stata davvero realizzata secondo parametri biblici (e ingegneristici) adeguati probabilmente non lo sapremo mai: il Kentucky è spesso soggetto ad alluvioni, ma non così gravi. E il mare è a 500 chilometri di distanza.

In Germania, invece, si festeggiano i 60 anni dell’assistenza spirituale telefonica, servizio garantito dal 1956 grazie a un impegno giunto a contare «oltre un milione 800 mila consulenze telefoniche, una rete composta da 105 stazioni locali, circa 7.500 volontari addestrati a gestire le emergenze».

In Italia ci si prepara a garantire l’obiezione di coscienza ai sindaci che non intendono dare seguito alla legge Cirinnà. A muoversi è ProVita onlus, confortata tra l’altro da un parere del presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre, secondo il quale «la sentenza n. 467 del 1991 della Consulta afferma una tutela della coscienza individuale quando sono in gioco valori morali importanti. La legge Cirinnà ha un carattere sostanziale per la nostra società. Pertanto – spiega Baldassarre – ritengo che l’obiezione di coscienza possa essere esercitata da un pubblico ufficiale quando a questi sia richiesto di celebrare unioni civili tra due persone dello stesso sesso».

Agli Europei di calcio ha fatto scalpore l’impresa dell’Islanda, che al suo esordio in una competizione di questo livello non solo ha superato la prima fase, ma agli ottavi di finale ha eliminato l’Inghilterra (fresca di Brexit: immaginate la festa per i titolisti).
A chi ha seguito la partita non sarà sfuggito che, sugli spalti, diversi tifosi islandesi seguivano l’inno nazionale con gli occhi chiusi e le mani alzate. Non è un caso: da una rapida ricerca abbiamo scoperto che la prima strofa inizia dicendo
O Dio della nostra terra! Dio della nostra terra!
Noi adoriamo il Tuo nome nella sua sublime bellezza.
I soli dei cieli sono posti sulla Sua corona
dalle legioni, dagli anni del tempo.
Con Te ogni giorno è come mille anni,
mille anni, non più d’un giorno che,
fiore dell’eternità, con il suo omaggio di lacrime
con delicatezza muore.

Sempre a proposito di calcio, la Gazzetta dello Sport rivela che il francese Giroud rivendica la sua fede «con letture della Bibbia e versetti del testo sacro tatuati sul corpo». Evidentemente con la lettura procede a rilento: se i tatuaggi sono un gesto pensato per onorare Dio, a giudicare dalle indicazioni presenti nel Pentateuco suona un po’ come regalare un chilo di pane a un celiaco.

Non resta che consolarsi con un buon whisky, direte voi. E invece anche su quel fronte crolla un mito. Fino a oggi la leggenda narrava che a insegnare a Jack Daniel la ricetta per preparare un buon brandy era stato il reverendo Dan Call, un pastore evangelico del Tennessee, ma ora scopriamo che forse non è andata davvero così: a fornire la ricetta per ottenere un distillato di qualità sarebbe stato Nearis Green, uno schiavo di colore. La notizia a quanto pare non è nuova, ma oggi evidentemente si può dire (o, forse, conviene dirlo).

Momento di riflessione con José Tolentino Mendonça che ripropone un dubbio interessante: come mai tra i termini informatici compaiono così tanti riferimenti alla fede? «“Salvare”, “convertire”, “giustificare” sono verbi di chiarissima estrazione teologica… Un involontario rigurgito della memoria? Oppure si tratta di un’apertura, per quanto fragile, a un altro livello di senso, una sorta di nostalgia, tenue ma insopprimibile, di Dio?».

Se poi con la tecnologia avete esagerato, provate a fare come Li Yinming, che per curare la dipendenza da web ha deciso di copiare a mano tutta la Bibbia in tre anni.
Non è soltanto un gesto “cristiano” – ha spiegato in rete, prima di staccare la spina – ma anche un modo per riflettere sul suo stile di vita e sull’organizzazione del suo tempo.

Momento amarcord: dieci anni fa, in questi giorni, usciva l’album di Brian Littrell, che segnava il ritorno alla fede dell’ex Backstreet Boy; nel 2007, grazie a Magdi Allam, si svolgeva a Roma una delle prime iniziative di piazza per sensibilizzare sulla sorte dei cristiani perseguitati; nel 2011 il noto pastore valdese Paolo Ricca esprimeva in maniera piuttosto forte la sua perplessità sulla benedizione delle unioni omosessuali, approvata dal sinodo l’anno prima  (chi ama i misteri si chiederà come mai il link al suo intervento non sia più disponibile sul sito della Chiesa valdese).

Nel 2015 la Bibbia è stata tradotta in 50 lingue, rendendola disponibile ad altri 160 milioni di persone. Il totale degli idiomi coperti sale a 563, per un totale di 5 miliardi e 100 milioni di persone che, ora, possono leggere le Sacre Scritture nella loro lingua.

Consigli televisivi: domenica 3 luglio TV2000 ripropone il film tv sulla vita di San Paolo diretto da Roger Young (vicenda peraltro riassunta simpaticamente all’ultimo Festival di Sanremo da Elio e le Storie tese con un breve ma efficace inciso, tanto per dire quanto sia trasversale e duttile la cultura cristiana).

Per l’angolo cultura vi suggeriamo invece di riscoprire Cuor di veneto di Stefano Lorenzetto, un’analisi sociologica sospesa tra geografia e nostalgia.

E, se siete a Roma, fino al 22 luglio presso la Biblioteca dell’Accademia nazionale dei Lincei potete ancora ammirare “I libri che hanno fatto l’Europa”; tra i capolavori c’è anche la grande Bibbia Atlantica, un volume di 18 chili.

Chiudiamo questo numero salutando un personaggio che tutti abbiamo amato per la sua simpatia e la sua integrità: stiamo parlando di Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer. Nei giorni successivi alla sua scomparsa è emerso che nelle ultime interviste l’attore ha parlato in più occasioni di tematiche legate alla fede: «Nella mia vecchiaia avanzata ho bisogno della religione – ha detto a un giornale tedesco –, ho bisogno della fede. Credo in Dio, è ciò che mi salva. Invece mi sono reso conto che è il nulla ciò a cui prima attribuivo un grande valore: lo sport, dove volevo affermarmi, la popolarità. Chi si inorgoglisce per queste cose, chi insegue solo il successo, la fama, è un idiota».

Buona settimana con l’estratto di Riflessi etici (si parla di solidarietà virtuale).



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Pubblicato il 2 luglio, 2016 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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