Guida alla settimana – 9/7/2016

logo_guida

Com’è andata la settimana?
Breve percorso ragionato
tra fede, valori, morale

Interessante riflessione di Susanna Tamaro sul Corriere della Sera in relazione alla “gestazione per altri”. A partire dai termini usati: «dire “gestazione per altri” – rileva la scrittrice – è tutt’altra cosa che dire “utero in affitto”. Il concetto di affitto porta con sé l’idea, infatti, dell’oggetto e del commercio… mentre la definizione “per altri” ci indirizza verso una positività buonista». Entrando poi nel merito, Tamaro sfata il mito odierno dell’amore come pilastro della famiglia: «io sono quella che sono perché ho avuto quei genitori. Genitori a loro volta generati da altri genitori. Il fondamento della vita umana dunque è la genealogia, non l’amore… Ciò che fa di un essere umano una persona è prima di ogni altra cosa la storia di chi ci ha preceduto».

«Turatevi il naso e votate il meno peggio»: quarant’anni dopo Montanelli, Franklin Graham ripesca e aggiorna il celebre slogan per invitare l’ampia comunità evangelica americana a optare per il candidato “che darà più voce a noi cristiani”. Le strategie elettorali non inventano niente di nuovo. Tra l’altro anche otto anni fa Obama, proprio questi tempi, si lanciava “alla conquista degli evangelici”.

Torniamo, purtroppo, a parlare di Medioriente. Spesso un’immagine rende l’idea meglio di qualsiasi commento. Il Guardian a suo tempo ha rilanciato una mappa di arricchita con un servizio di geolocalizzazione (grazie a Joshua E. per la segnalazione) con una prospettiva decisamente particolare.
Se si trattasse del centro di Milano, i punti taggati – sono migliaia, così tanti da coprire la mappa – potrebbero essere i locali pubblici. E invece si tratta di Baghdad, e i punti che la crivellano rappresentano i luoghi dove, dal 2003 al 2009, è avvenuto un attentato dinamitardo con vittime. Una rappresentazione grafica che, nella sua semplicità, mette i brividi. Se fino a ieri le notizie delle esplosioni nella capitale irachena ci scorrevano addosso, forse da oggi, ripensando a questa mappa, leggeremo le notizie in maniera diversa.

È il terrorismo, è l’integralismo, è l’Isis. È una violenza che, per venire affrontata e debellata, richiede in primo luogo idee chiare, e i commenti buonisti di questi mesi – “non parlate di violenza religiosa”, “è semplice terrorismo”, “si tratta del frutto della mancata integrazione” – non hanno aiutato molto. Forse è il caso di mettere qualche punto fermo. Per esempio partendo proprio dalla matrice: «Taluni si ostinano a dire che non bisogna definire questo terrorismo come islamico perché colpisce i musulmani… Il terrorismo non si definisce in base a chi colpisce, ma in base all’ideologia che ispira gli assassini», come ha riassunto qualche giorno fa l’assessore alla cultura della comunità ebraica di Milano, Davide R. Romano.

Dalla cruda realtà al mondo parallelo del digitale. Applicare la realtà virtuale alla Bibbia è la nuova proposta di un’azienda che la sfida del futuro l’ha presa davvero sul serio (e forse è solo in anticipo sui tempi: a breve, secondo gli esperti, gireremo con un visore che integrerà la realtà con immagini virtuali o informazioni aggiuntive). Come rivivere al meglio le vicende bibliche? Detto con parole loro, il progetto ricreerà «simulazioni e percezioni tridimensionali realistiche del testo biblico, sugli scenari dove le vicende sono avvenute». Volendo essere più concreti, probabilmente sarà un prodotto che starà a metà strada tra documentario paesaggistico, ricostruzione storica (docufiction) e animazione. Insomma, uno spettacolo. Servirà, o sarà solo l’ennesima distrazione digitale? Dubbio amletico che ha attanagliato generazioni di cristiani man mano che si passava dal rotolo al libro, dal teatro al cinema, dai cartoons ai videogiochi. Vale la pena di ricordare che la tecnologia, di per sé, non è un bene né un male. Conta l’uso che se ne fa, ma soprattutto conta l’approccio di chi la usa.

“Libera chiesa in libero Stato”: finora si era creduto che la frase fosse stata ispirata a Cavour dal predicatore calvinista ginevrino Alexandre Vinet (la storiografia è concorde, e tra l’altro qualche anno fa è uscito in italiano un libro sul tema). Secondo l’illustre giurista e storico Francesco Margiotta Broglio, però, in realtà la frase arriva da più lontano: «da Ottato di Milevi nel IV secolo, al conte di Cavour nel XIX la formula famosa… dipana la sua lunga strada che è passata sicuramente da Port-Royal prima che dalla Ginevra di Vinet e dalla Parigi di Montalembert». Insomma, nulla di nuovo sotto il sole.

Invece, dopo decenni di studi, i rotoli di Qumran continuano a riservare sorprese: fotografandoli con le nuove tecniche disponibili, spiega l’Osservatore Romano, sono ricomparse «lettere che il tempo aveva cancellato e che erano illeggibili perché la parte del frammento era bruciata». Una novità che permetterà di «allargare l’interpretazione di testi biblici, soprattutto della Genesi». Si comincia da due dettagli: scopriamo ora che «la copertura dell’arca di Noè viene descritta a forma di piramide», e che «il ptil che Giuda dà a Tamar [il riferimento è alla vicenda narrata in Genesi 38, ndr] è identificato con la sua cintura». Peccato che il titolo dell’Osservatore – con una scelta probabilmente non casuale – si concentri piuttosto sulla scoperta, a margine, di alcune credenze confinate alla comunità di Qumran, secondo le quali attraverso «il versamento di somme di denaro si sarebbe potuto ottenere il perdono per i propri peccati». Che non giustifica le pratiche medievali, ma in parte, se non altro, le spiega.

Qumran sarà comunque pane per i denti di chi si cimenterà nei corsi del nuovo diploma universitario triennale in studi ebraici, ufficializzato in questi giorni. Il nuovo corso di studi – spiega il Corriere – aprirà «nuovi orizzonti di cultura e di formazione e spazierà tra materie come architettura sinagogale, filologia semitica, Bibbia, filosofia e diritto ebraici, letteratura rabbinica».

A proposito, non avete notato un ritorno delle bufale? Facebook che diventa a pagamento, rivendicazioni della privacy sui social in base a normative inesistenti, gesta mirabolanti attribuite a politici ignari… be’, forse è il caso di ricordare a tutti che diffondere una notizia falsa – o anche solo non verificata – può essere un reato, oltre che un peccato.

Angolo vintage. Luglio dev’essere un mese che incoraggia alla spiritualità, a giudicare dai personaggi noti che, negli anni scorsi, hanno parlato del loro rapporto con la fede: Al Jarreau, Kelly Rowland delle Destiny’s Child, il rapper Lil’ Wayne.
Tra l’altro ricorre anche la scomparsa di Michael Jackson (al suo funerale di fede si è parlato un bel po’). E, a proposito di lutti, sei anni fa moriva anche Walter Hawkins, autore del celeberrimo brano pseudonatalizio “Oh happy day”.

D’accordo, parlare di Europei è più doloroso ora che l’Italia è uscita di scena; magari però vi consolerà sapere che una comunità evangelica, qualche anno fa, di fronte ai Mondiali si è distinta per aver preso una posizione decisamente radicale, snobbando tout court la Nazionale (olandese).

E mentre anche questi Europei di calcio volgono al termine (domani la finale; probabilmente non finirà come ai Mondiali del 2002, però), fa parlare la biografia di Totò Schillaci, stella di Italia ’90 (per chi non era nato: Mondiali di calcio organizzati in Italia, dove la nostra Nazionale si fermò in semifinale e Schillaci, con i suoi gol di rapina, regalò al Paese un sogno di mezza estate sulle note ormai classiche di “Notti magiche”, cantata da Bennato e Nannini). Schillaci, nella biografia realizzata insieme al noto autore evangelico Andrea Mercurio, dimostra un approccio sobrio alla vita (anche se dalla presentazione televisiva di Barbara D’Urso poteva sembrare l’esatto contrario) e non manca di gratitudine verso Dio, come rivela in un’intervista ad Avvenire: «Dio unisce tutti i puntini per creare il nostro disegno e io mi sono sempre trovato nei puntini giusti. Unendoli, uno dopo l’altro, è venuto fuori lo splendido disegno che sto vivendo: altri giorni e notti magiche, e questo lo considero un dono divino».

Spazio libri: questa settimana riscopriamo Perché il Vangelo può salvare l’Italia, di Bruno Forte.

Buona settimana con l’estratto di Riflessi etici (abbiamo pensato che la Tamaro meritasse una lettura più approfondita).


Gli arretrati della newsletter sono qui. Il senso di questa guida, invece, è spiegato qui.

Per ricevere la newsletter ogni fine settimana è sufficiente inviare una mail a notizie@evangelici.net con oggetto “Iscrizione Guida alla settimana”.

Annunci

Pubblicato il 9 luglio, 2016 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: