Guida alla settimana – 16/7/2016

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Com’è andata la settimana?
Breve percorso ragionato
tra fede, valori, morale

Mentre preparavamo questa newsletter sono arrivate le notizie e le immagini da Nizza: oltre 80 morti e cento feriti in seguito a un attentato incredibile per le sue dinamiche: un camion che percorre ad alta velocità per due chilometri il lungomare gremito dalla folla che si gode i fuochi d’artificio del 14 luglio. Un satanico gioco al massacro che rivela per l’ennesima volta una chiara matrice. Qualcuno, per non ammetterlo, ha parlato di un modus operandi completamente nuovo: in realtà era già successo a Digione e a Nantes, dopo essere stato ben sperimentato, purtroppo, in Israele, dove gli investimenti di pedoni inermi a scopo terroristico proseguono da tempo. L’invito dei leader integralisti ai loro seguaci è di colpire gli occidentali – colpevoli per la loro libertà di credere – «con tutto quello che avete sotto mano». Dopo Nizza non mancheranno fastidiose strumentalizzazioni di sapore populista, e i pensosi distinguo politicamente corretti suoneranno ancora più vuoti. Banalizzare non aiuta a trovare una soluzione, ma  ostinarsi a ignorare il problema non è la risposta.

La strage di Nizza mette in secondo piano altri, drammatici fatti successi durante la settimana, di cui uno a casa nostra: l’incidente ferroviario in Puglia, dove due treni locali si sono scontrati a velocità elevata provocando decine di morti tra pendolari e studenti. Sono ancora troppe le domande senza risposta, le responsabilità da accertare, le colpe da individuare. Il tempo della giustizia verrà (questo, almeno, speriamo tutti), ma ora è il momento di esprimere vicinanza a vittime e familiari. Il presidente del Consiglio Renzi, in visita sul luogo del disastro, lo ha fatto citando la Bibbia: «Dice l’Ecclesiaste c’è un tempo per ogni cosa: questo è il tempo per piangere, per essere vicini alle famiglie, per mostrare l’umanità del dolore».

Anche negli USA la settimana è stata costellata da fatti di sangue: a due omicidi di cittadini di colore da parte delle forze dell’ordine è seguita una strage che ha lasciato sul campo cinque agenti, e il cerchio sembra non volersi chiudere: violenza chiama violenza, in un vortice infinito di azioni e reazioni. Come superarlo? «Serve qualcosa – scrive Silvia Baldi sull’Osservatore Romano citando il regista Peter Brook – che sia capace di disinnescare dall’interno ogni conflitto e bloccare la catena delle contrapposizioni automatiche; una parola che non avrebbe diritto di cittadinanza in nessun vocabolario umano, come Mercy, misericordia. Concreta, capace di cambiare la storia, ma misteriosa, divinoumana perché composta da due diverse nature: il perdono raramente è frutto di uno sforzo etico dell’uomo, ma può essere regalato da Dio come dono gratuito in risposta alla preghiera. E per accadere ha bisogno di un “sì” umano, deve incarnarsi nella vita e nell’esperienza presente».

Nota a margine: ai funerali degli agenti uccisi c’è stato chi è riuscito a deridere il povero George W. Bush. Stando ai suoi detrattori, durante la cerimonia si sarebbe permesso di “ballare” sulle note di The Battle Hymn of the Republic (meglio noto, alle nostre latitudini, come “Gloria, gloria alleluia”). In realtà pare che Bush si sia limitato a seguire il ritmo marciando sul posto, ma tanto è bastato a creare l’ennesimo tormentone su di lui.
E dire che, un anno fa, al funerale del pastore e senatore Clementa Pinckney – ucciso nella strage alla chiesa evangelica di Charleston – Obama ebbe invece un momento di gloriaintonando a sorpresa (e nemmeno troppo male) Amazing Grace.
Comunque, alle esequie di Dallas, sia Obama che Bush jr. hanno detto anche cose interessanti, passate in secondo piano. Obama nel suo intervento ha citato ben quattro passi biblici, Bush ha rievocato l’apostolo Paolo quando afferma che Dio «non ci ha dato uno spirito di paura, ma di forza e autocontrollo».

Intanto in Russia, con un’azione spontanea, migliaia di chiese cristiane (settemila, secondo una fonte) hanno deciso di indire un periodo di digiuno e preghiera in seguito all’approvazione della nuova legge antiterrorismo, firmata nei giorni scorsi dal presidente Putin, che prevede il divieto di diffondere la fede fuori dai locali di culto riconosciuti dalle autorità; la disciplina si applicherebbe perfino alle abitazioni private. Una normativa che alcuni osservatori hanno definito “la più restrittiva dopo la caduta del regime sovietico”. La legge prevede anche il divieto di far predicare missionari stranieri senza un permesso di lavoro.

E anche il Nepal, nel suo piccolo, purtroppo non scherza: da quelle parti basta distribuire copie della Bibbia per finire sotto processo con l’accusa di proselitismo.

Oltremanica c’è un nuovo inquilino a Downing Street: si chiama Theresa May e sarà la prima donna a ricoprire l’incarico di premier dai tempi di Margaret Thatcher. Figlia di un ministro di culto anglicano, il nuovo Primo Ministro ama la discrezione e non sbandiera il suo credo; ma, se a parole si limita a dire «la mia fede è parte di me, parte di ciò che sono»,per lei parlano i fatti: in passato May ha lavorato per una restrizione dei termini per le interruzioni di gravidanza (portando il limite per l’intervento da 24 a 20 settimane) e votato contro il suicidio assistito.

Tornando in Italia, a Fermo si indaga ancora sui dettagli della vicenda che ha portato al coma, e poi alla morte, un cittadino nigeriano in attesa di asilo politico. Non è ancora chiaro chi abbia colpito per primo, comunque dopo un insulto che non dovrebbe lasciare indifferenti. Come ha commentato Enrico Mentana, «spetta agli inquirenti stabilire come sono davvero andate le cose a Fermo. Ma dal punto di vista morale urlare “scimmia africana” a una ragazza nera che cammina col suo compagno è raccapricciante, un impasto di ignoranza e razzismo che fa vergognare».

Le parole sono pietre, ricorda Dacia Maraini sul Corriere, contestando l’allergia italica per le norme: «Come se le regole fossero solo un modo di porre pesanti limiti alla libertà personale. Non considerando che le regole sono la nostra salvezza, sono la pace, la meritocrazia, la parità, sono il rispetto dell’altro su cui si basa ogni forma di giustizia… Abbiamo bisogno di regole, quindi anche di censure. Non c’è norma che non porti con sé un impedimento, un controllo e una sanzione. Una delle più severe dovrebbe riguardare proprio il linguaggio, che non è solo codice, cifra, segno, ma pensiero e comunicazione».

Tre chiese USA come scenari di gioco per i Pokémon: il videogioco dell’estate, che abbina interattività, geolocalizzazione e realtà aumentata per proporre sfide (virtuali) in spazi pubblici, ha utilizzato come ambientazioni anche alcuni locali di culto. Una delle chiese, nell’Indiana, ha reagito particolarmente bene, accogliendo con simpatia i giocatori. Chissà se, per eterogenesi dei fini, nascerà qualcosa di più.

A proposito di tecnologie, siete pronti per l’emoji day? Domenica 17 luglio, giorno dedicato alle icone che nei social stanno sostituendo le parole, Bible Gateway permetterà ai suoi utenti di utilizzare oltre 330 emoji nella ricerca dei passi biblici. Saremo grati se qualche millennial vorrà illuminarci sull’utilità dell’operazione.

Parlando di cose serie, invece, Porte Aperte richiama l’attenzione sulla Cina e sul dramma dei cristiani uiguri attraverso la vicenda di Gulnur, moglie di un pastore evangelico condannato a 15 anni di reclusione in base all’improbabile accusa di “aver rivelato segreti di stato a organizzazioni straniere”.

Novità di un certo peso nel campo dell’archeologia biblica: il National Geographic annuncia il ritrovamento, accanto alle mura dell’antica Ashkelon, di un ampio cimitero che potrebbe fare finalmente luce sui Filistei, popolazione ampiamente citata nella Bibbia, ma su cui i riscontri archeologici finora sono sempre stati scarsi. Dopo oltre trent’anni di prospezioni nell’area, sono stati ora ritrovati 211 scheletri che risalgono a un periodo tra il XII e il VII secolo avanti Cristo; attraverso questi resti gli esperti sperano di scoprire preziose informazioni su alimentazione, malattie e vicende del gruppo etnico.

Fin qui i dati; niente a che vedere con la notizia diffusa negli stessi giorni da giornali e siti italiani, secondo i quali sarebbe stata invece scoperta “la città di Golia”. Sarebbe bastato leggere che «per il 21/mo anno consecutivo una squadra di archeologi riporta alla luce… i resti di una località abitata per cinquemila anni consecutivi» per provocare qualche sospetto perfino al più sprovveduto dei lettori.

La storia dell’arca di Noè ricostruita nel Kentucky ha affascinato i media italiani: ne hanno parlato siti svizzeri, siti di viaggio, di tecnologia, quotidiani generalisti.

C’è chi tenta di far rivivere la Bibbia ricostruendo l’arca, e chi a suon di ricette: è lo chef Moshe Basson, titolare di uno dei ristoranti più noti di Gerusalemme. Basson «cucina utilizzando ingredienti citati nella Bibbia che lui stesso raccoglie sulle colline che circondano la città israeliana». «Ci ho messo poco – spiega lo chef in un’intervista – a capire che quello che mi affascinava era di fatto il cibo della Bibbia. Così ho cominciato a sviluppare il legame tra la mia cucina e la Bibbia. Ho iniziato a fare ricerche: all’inizio sono andato dal cibo alla Bibbia, solo successivamente ho iniziato a seguire la direzione opposta, cioè dalla Bibbia al cibo». E, a margine, spiega che gli ebrei dei tempi biblici erano semivegetariani, riservando la carne (come gli italiani fino agli anni Cinquanta, del resto) alle festività più solenni.

Tornando in Italia, sono arrivati i dati dell’Otto per mille relativi al riparto delle scelte operate nel 2012: la Chiesa cattolica si conferma in testa alle preferenze dei contribuenti (15 milioni di contribuenti per un totale di un miliardo di euro, pari all’80% del totale), seguono lo Stato con 2,8 milioni di preferenze (187 milioni di euro), la Chiesa valdese (38 milioni di euro), le Comunità ebraiche (poco meno di cinque milioni di euro), la Chiesa luterana (tre milioni, la Chiesa avventista (due milioni), le Assemblee di Dio (1,3 milioni), la Chiesa battista (un milione 125 mila euro); 287 mila euro infine per la Chiesa apostolica, che proprio quattro anni fa, dopo numerosi rinvii, in questi giorni stipulava la sua Intesa.

Sono terminati gli Europei di calcio – il Portogallo ha vinto e il suo allenatore ha ringraziato Dio – e in attesa delle Olimpiadi arriva dall’Oregon la toccante storia della velocista USA English Gardner, che ottiene la qualificazione a Rio nei 100 metri piani ed esclama ripetutamente, commossa, «Thank you, Jesus! Oh God, I praise your name!» (“Grazie, Gesù! O Dio, lodo il tuo nome!”). C’è un motivo specifico: otto anni fa un incidente le aveva devastato il ginocchio, e i medici le avevano annunciato che non avrebbe più potuto correre a livello agonistico. Un miracolo che giustifica un’esultanza come questa.

Qualche anno fa, di questi tempi, sulla Salerno-Reggio Calabria si poteva fare un simpatico incontro, chissà se qualche vacanziero lo incrocerà anche quest’anno.

Chiudiamo in musica, o quasi, con una breve e simpatica riflessione di Nek sul perdono(grazie a Lilia R. per la segnalazione).

Spazio libri: questa settimana riscopriamo Il Risorgimento della carità, che usciva cinque anni fa per rendere omaggio a chi, in un momento nevralgico per la formazione del nostro Paese, «ha fatto la sua parte prendendosi cura degli “ultimi”»

Buona settimana con l’estratto di Riflessi etici (si riparla di fede e accoglienza).


Gli arretrati della newsletter li trovate qui. Il senso di questo nuovo servizio di evangelici.net, invece,  viene spiegato qui.

PS: per ricevere la newsletter ogni fine settimana è sufficiente inviare una mail a notizie@evangelici.net con oggetto “Iscrizione Guida alla settimana”.

Pubblicato il 16 luglio, 2016 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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