Guida alla settimana – 3/9/2016

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Com’è andata la settimana?
Breve percorso ragionato
tra fede, valori, morale

«Le acque escono tumultuose dal letto del fiume e tutto travolgono: ma un giorno esse torneranno placate nel loro alveo e ritornerà a splendere il sole. E se, alla fine, voi avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete perso la fede in Dio. Ma chi avrà dubitato della bontà e della giustizia di Dio sarà povero e miserabile anche se avrà salvato ogni sua cosa»: le celebri parole messe in bocca a Don Camillo da Giovanni Guareschi hanno risuonato durante i funerali di Stato per le vittime del sisma. A farle proprie il vescovo D’Ercole, che le ha citate nel suo intervento (per gli estimatori: l’originale, dal film Il ritorno di don Camillo, è qui).

Oltre ai funerali delle vittime, durante la settimana sono proseguite le iniziative di sostegno per le popolazioni colpite dal sisma, tra invii di alimenti (che, tra l’altro, a questo punto non sono più essenziali) e raccolte di fondi per organizzare aiuti a medio e lungo termine. Su evangelici.net abbiamo aperto una sezione apposita dedicata al post terremoto, aggiornata quotidianamente, per fare il punto sulle principali notizie del giorno e sulle iniziative lanciate dalle chiese evangeliche a favore degli sfollati (e, si sa, sarà un lavoro lungo). La trovate qui.

Quella che si chiude è stata anche la settimana della stangata a Apple da parte della Commissione europea: evidentemente il trattamento di favore nei confronti del colosso informatico – pare pagasse 50 euro di tasse ogni milione guadagnato – è sembrato eccessivo perfino ai burocrati di Bruxelles. A intervenire la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, danese e – ricorda il Corriere – cresciuta in una famiglia di pastori luterani. Con tutto il rigore che ne consegue.

Torna sul tema burkini Angelo Panebianco sul Corriere: «Ci sono usi – scrive l’editorialista – che vanno proibiti e basta. Ci sono poi usi che vanno permessi e anche rispettati. Ci sono, infine, usi che vanno permessi ma pubblicamente censurati» Alla prima categoria «appartengono cose come il burka… quanto di più antitetico si possa concepire rispetto al mondo occidentale contemporaneo».
Poi ci sono gli usi, «né offensivi né dannosi, che vanno senz’altro permessi, usi che non sono in conflitto con i nostri principi: riti religiosi, tipi di abbigliamento che hanno un legittimo valore identitario, certe abitudini alimentari (anche se non tutte). Vanno accettati con il rispetto che si deve a chi, semplicemente, è stato allevato sotto un diverso cielo culturale».
In una terza categoria, secondo Panebianco, ci sono i comportamenti che «dovrebbero essere consentiti ma anche pubblicamente disapprovati», tra cui il costume integrale: «devo accettare che il burkini sia legale – rileva Panebianco – ma non devo solo per questo manifestare un rispetto che non provo per un’usanza che non mi piace».

Nemmeno il tempo di archiviare una polemica, e ne spunta subito un’altra. Il ministero della salute si inventa il Fertility day, pubblica una serie di cartoline per promuovere la natalità, e fa scoppiare il putiferio sui social. I media sono cauti: Antonella Baccaro sul Corriere rileva che «l’intento è lodevolissimo» ma «lo slogan nella sua estrema semplicità rischia di suonare beffardo» per «il linguaggio scelto e la decontestualizzazione del messaggio», Francesco Ognibene su Avvenire osserva che «un’opinione pubblica aperta… dovrebbe trovare quantomeno singolare che d’improvviso gli stessi cantori della libertà e dei diritti si scandalizzino se qualcuno parla di fertilità…», nota che tutti si dolgono del calo delle nascite, ma «poi però se qualcuno si azzarda a indicare il cuore del problema, apriti cielo: attentato alla libertà di scelta, colpevolizzazione della donna, intrusione dello Stato in faccende privatissime, fondamentalismo religioso, retorica da Ventennio».
Sul fronte politico il premier Renzi a sorpresa si smarca dalla campagna del suo ministro («Non ne sapevo niente, non l’ho neanche vista») e implicitamente fa autocritica («se vuoi creare una società che scommetta sul futuro e torni a fare figli devi intervenire sulle cose strutturali»), la sinistra insorge, il centrodestra attacca il Governo («È ormai chiaro che la parte maggioritaria del partito democratico è allergica a qualunque cosa che ricordi la famiglia e la procreazione del mondo reale, cioè quella di una donna e un uomo», ricorda Lucio Malan).
Forse la polemica è un po’ gonfiata, ma è vero che la campagna ministeriale porta con séimbarazzo, fastidio e un problema di fondo, come abbiamo provato a riassumere qui.

E al momento di andare in stampa – metaforicamente – esplode anche un’altra polemica, che riporta al centro dell’attenzione Charlie Hebdo. Stavolta il periodico satirico francese si distingue per una vignetta sul terremoto del 24 agosto, e la scia di polemiche è inevitabile. Il commento più sobrio, a caldo, è quello di Enrico Mentana: «Scusate, ma Charlie Hebdo è questo! Quando dicevate “Je suis Charlie” solidarizzavate con chi ha sempre fatto simili vignette, dissacrando tutto e tutti».
Un monito per tutti coloro che je suis senza savoir faire.

In Russia ci sono i primi effetti della nuova legge antiterrorismo entrata in vigore a luglio: Donald Ossewaarde, pastore battista americano attivo nella città di Oryol, è stato fermato e multato (per più di 650 euro) per “attività missionaria contraria alla legge vigente” per aver tenuto riunioni cristiane a casa sua. Ossewaarde, che ha fatto rimpatriare i suoi familiari per motivi di sicurezza, ha deciso di rimanere sul suolo russo e fare ricorso contro la decisione delle autorità.

Soddisfazione invece in Egitto, dove il Parlamento ha approvato la nuova legge sui luoghi di culto, semplificando la precedente normativa: «la legge – scrive l’Osservatore romano – prevede che i governatori delle province debbano rispondere entro quattro mesi a ogni richiesta di costruzione di nuovi luoghi di culto cristiani e che, in caso di rifiuto, debbano motivarlo. Inoltre, le chiese esistenti costruite senza permesso potranno essere sanate con effetto retroattivo». Fino a oggi le autorità locali, spesso ostili alla minoranza cristiana, insabbiavano o respingevano le richieste “per timore di reazioni violente”.

Angolo amarcord: il 5 settembre di 103 anni fa nasceva Gian Nunzio Artini, pioniere evangelico; l’8 settembre di cinque anni fa moriva Charles K. Barrett, pastore metodista e rinomato studioso del Nuovo Testamento; il 3 settembre del 2014 in Ossezia si concludeva nel sangue l’assalto alla scuola di Beslan, causando la morte di 186 persone, in prevalenza bambini.

Pagina culturale: JK Rowling, l’autrice di Harry Potter, sostiene che il cristianesimo è stata “una delle sue principali fonti di ispirazione”; John Grisham, autore di decine di best seller, si chiede se sta usando nel modo migliore la sua fama, e si risponde che «non so perché sia successo a me. Dio ha un piano in merito. Siamo in grado di dare un ampio contributo alla sua opera, e forse è questo lo scopo. Ma sono consapevole che non durerà… tutto è temporaneo». Non sarà abbastanza per definirli “cristiani” tout court, ma se non altro è un buon inizio.

Capitolo arte. Confessate, ve l’eravate perso (grazie a Marina F. per la segnalazione) Sgarbiche riconosce l’esistenza di Dio? È successo a fine luglio, quando il critico d’arte su facebook, a margine di una foto del Giudizio Universale, ha espresso un commento perentorio: «La Cappella Sistina ci dice che Dio esiste».

Per la sezione cinema e tecnologia, invece, segnaliamo che in questi giorni alla 73.ma Mostra del Cinema di Venezia viene presentata un’anteprima del primo lungometraggio al mondo girato in tecnologia 4k 360°: si intitola “Jesus Vr – The story of Christ”, naturalmente racconta la vita di Cristo ed è un film che consente una visione tridimensionale e immersiva, “rivoluzionando il mondo della visione”.

Se per voi è roba troppo moderna, non disperate. A novembre arriva “Hacksaw ridge” un nuovo film di Mel Gibson ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e dedicato a Desmond Doss, medico americano, probabilmente l’unico soldato in prima linea ad aver combattuto senza un’arma per non andare contro le proprie convinzioni di fede.
Per farsi del male, invece, arriva una miniserie dedicata alla setta di Waco del santone David Koresh e alla drammatica fine del gruppo.

Questa settimana nel nostro Spazio libri riscopriamo “Rumor e pettegolezzi. L’importanza della comunicazione informale”, a cura di Marino Livolsi e Ugo Volli.

Buon inizio di settembre (eh sì, ci siamo arrivati) e buona settimana con l’estratto di Riflessi etici (si parla della differenza, importante, tra legalità e moralità).

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Pubblicato il 3 settembre, 2016 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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