Il valore della moderazione

L’ultima polemica sul sindaco di Roma, che un giornale ha omaggiato con un titolo ritenuto da molti offensivo, ha dato l’opportunità di riflettere sullo stato dell’arte nel dibattito pubblico. Perché «se questi sono i titoli – spiega l’avvocato Giulia Bongiorno – e se la tv è fatta spesso di risse, dove la moderazione non è un valore, non ci possiamo meravigliare che espressioni volgari e violente si diffondano sui social con effetti, appunto, pericolosi».

Il problema, conferma Marco Imarisio, è che «sono saltate regole elementari di convivenza, tolleranza, persino di educazione minima. E non da ieri. Ormai il pensiero di pancia, la battuta greve, sono diventati consuetudine. Non c’è più alcuna intermediazione tra stomaco e polpastrelli, buona la prima, come se fossimo in un gigantesco bar sport virtuale. Anche per i titoli di giornale». Il problema arriva in alto e da lì riparte: «L’ansia di essere vicini alla gente ha prodotto un avvicinamento al peggio della gente, spesso tollerato con molta indulgenza», che non possiamo più permetterci «perché stiamo perdendo qualcosa, tutti. C’è tanta gente sempre più cattiva in giro». Forse, conclude Imarisio, «è arrivato il momento di metterci più attenzione. E di tornare ai fondamentali  della nostra convivenza».

Annunci

Pubblicato il 13 febbraio, 2017 su media&fede. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: