Letterine desolanti

La sezione Unicef di Monza e Brianza ha voluto sensibilizzare i bambini invitandoli a depositare in una apposita cassetta, in piazza, le loro lettere per Babbo Natale. La speranza era di premiare le più significative, ma alla fine non se n’è fatto nulla: tutte le lettere ricevute – ben novanta – erano “semplici, aridi elenchi di giocattoli da ricevere”. Nemmeno un pensiero rivolto a genitori e nonni, nessun proposito per l’anno nuovo: solo richieste (alcune lettere, penosamente, «portavano incollati i modelli dei giocattoli ritagliati dai depliant»).

Se, di primo acchito, la vicenda porta a interrogarsi sui valori dei più piccoli, a mente fredda non si può non tenere conto che a qualcuno quei bambini devono pur essersi ispirati. E se il modello è il genitore che blocca un’intera via per lasciare il figlio davanti al cancello della scuola, che non si stacca mai dal cellulare, che misura tutto in termini di dare/avere (soprattutto avere), non ci possiamo stupire: i frutti non possono cadere lontani dall’albero.

Pubblicato il 19 gennaio, 2018 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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