Spot lituani

La Lituania multa una casa di moda che, per pubblicizzare i suoi prodotti, aveva giocato su temi sacri, e la Corte europea dei diritti dell’uomo multa la Lituania. È questa la conclusione di una vicenda iniziata nel 2012, quando una linea di abbigliamento era stata lanciata con slogan e immagini che potevano urtare la sensibilità dei credenti (i riferimenti erano a Gesù e Maria). Multata per “offesa alla pubblica morale”, l’azienda si è rivolta a Strasburgo, che – sei anni dopo – le ha dato ragione: secondo la Corte si tratterebbe di libertà di espressione, perché scritte e immagini “non appaiono gratuitamente offensive o profane”.

Una sentenza che riporta a un tema sempre attuale: è possibile trovare un equilibrio tra libertà e rispetto in un mondo dai parametri etici sempre più labili? Una soluzione, scrive Umberto Folena, c’è, «ma è racchiusa in una parola tanto urgente quanto ignorata: educazione. Al buon senso e al rispetto ci si educa. Allora il limite risalta evidente». Forse però il commento più acuto e lapidario è contenuto in una vignetta di Graz, su Avvenire.

Pubblicato il 31 gennaio, 2018 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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