Antifascismo o democrazia

Se l’antifascismo è libertà, è lecito, in nome dell’antifascismo, sopprimere con la forza (o, peggio, con la violenza) la libertà di parola? L’antifascismo è una bandiera che ha coperto e copre un po’ tutto, terrorismo rosso e antagonismi anarcoidi, contestazioni ai sostenitori provita e manifestazioni di boicottaggio contro Israele, offrendo un’impunità e una connivenza difficili da trovare altrove. Per questo, ragiona Ernesto Galli della Loggia sul Corriere, l’antifascismo suona come un equivoco storico: «se il fascismo è violenza, illegalità e soppressione delle libertà, ebbene, allora la sua antitesi non è l’antifascismo, è la democrazia. La storia del resto conta pure qualcosa: mentre non è mai esistita una democrazia o un democratico che non fosse antifascista, più e più volte, all’opposto, persone, movimenti e regimi che si identificavano con l’antifascismo hanno mostrato che con la democrazia non avevano molto a che fare». Se è vero che siamo tutti – o quasi – autentici antifascisti, faremmo tuttavia meglio a impegnarci per difendere la democrazia, che di quell’antifascismo è frutto legittimo e da cui l’antifascismo non può prescindere.

Pubblicato il 26 febbraio, 2018 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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