Il coraggio del docente

Il numero di episodi che vedono i docenti succubi del bullismo degli studenti sta assumendo dimensioni decisamente preoccupanti; prima che diventi un’emergenza sociale sarà il caso di interrogarsi seriamente sulla questione che vede gli insegnanti vessati con insulti, offese e gesti violenti mentre vengono immortalati in video che raccontano di sopraffazioni impensabili fino ad appena qualche anno fa.
«Perché il professore non esercita la sua autorità?», si chiede Antonio Polito sul Corriere. Il problema, riflette, non è il coraggio: «no, la domanda che dobbiamo farci è come sia potuto accadere che un insegnante si possa sentire così solo, così indifeso, così deprezzato e abbandonato, dalla scuola, dai genitori, dal resto della società, da preferire di lasciar correre». È una questione politica: bisogna chiedersi «se non esista oggi in Italia un’emergenza educativa che dovrebbe costringerci tutti a riflettere e ad agire per ripristinare un principio di autorità nelle nostre scuole», ritrovando un equilibrio tra «un’idea di libertà che non sia licenza e di autorità che non sia imperio». Per farlo è necessario muoversi compatti, insegnanti, Stato, genitori, «contro questo demone del giustificazionismo, questa paura della responsabilità etica, normativa e talvolta perfino punitiva»; gli esiti di questa battaglia, conclude Polito, non sono meno importanti delle questioni politiche di cui i media, in questo periodo, traboccano.

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Pubblicato il 21 aprile, 2018 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Pacatamente

    Non esprimo solidarietà, per un insegnante, di sesso maschile, grande e grosso, che si fa offendere, umiliare, e minacciare, da dei ragazzini.
    Non esprimo solidarietà ad uno smidollato che si limita ad accennare qualche timida e goffa reazione, della quale i delinquentelli si fanno beffe.
    I delinquentelli dovrebbero essere espulsi, per sempre, dall’istituto, dovrebbero perdere l’anno scolastico; se ne avessero voglia, potrebbero provare a continuare gli studi da qualche altra parte.
    L’insegnante andrebbe licenziato in tronco per manifesta incapacità.

  2. Personalmente sono restio a giudicare senza appello chi esercita un ruolo delicato (anche sul piano legale) in un momento storico oggettivamente difficile. Per proseguire il discorso sarebbe interessante ascoltare il parere di chi vive quotidianamente esperienze simili; se qualche insegnante vuole raccontare la sua esperienza in merito si faccia avanti.

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