Religioni improvvisate

Quali sono le caratteristiche in grado di distinguere, almeno sul piano legale, una religione vera da una fede inventata di sana pianta? Una domanda che ci si è posti a lungo quando esordì Scientology, e che è tornata in evidenza in tempi di pastafarianesimo, una dottrina piuttosto bizzarra creata nel 2005 a tavolino – non senza una certa dose di ironia – da un pensatore che, evidentemente, voleva minare la credibilità delle religioni rivelate. Nel tempo il pastafarianesimo ha ottenuto un parziale riconoscimento in diversi Paesi, ancorché limitato alla possibilità di sfoggiare un certo abbigliamento nelle foto inserite sui documenti d’identità o di ricevere l’autorizzazione alla celebrazione di matrimoni naif.

Ora però il gioco pare finito, almeno nei Paesi Bassi: «una corte olandese – segnala Antonio Gurrado sul Foglio – ha sancito che il pastafarianesimo manca di serietà e coerenza sufficienti ad annoverarlo fra le fedi», ponendo nel contempo alcuni punti fermi che, forse, faranno scuola anche nei Paesi che si erano lasciati abbindolare dalla pretesa della sacralità prêt-à-porter.


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Pubblicato il 18 agosto, 2018 su guida alla settimana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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