Archivi categoria: editoriali

La commedia del burkini

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Il sindaco francese che ha vietato il burkini sulle spiagge ha dato vita a un dibattito decisamente vario in cui le posizioni si sono rivelate fluide e gli estremi, plasticamente, si sono incontrati. Leggi il resto di questa voce

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Vergarolla, la strage dimenticata

Vergarolla.jpgIl 18 agosto di settant’anni fa, su una spiaggia di Pola, un boato squarciò l’allegro pomeriggio di sole, mare e gare di nuoto: l’esplosione a catena di ordigni bellici ufficialmente disinnescati, che ignoti avevano riattivato, provocò oltre ottanta vittime. Il numero esatto non si saprà mai: decine di corpi vennero letteralmente polverizzati da uno scoppio impressionante, percepito a distanza come un terremoto. Leggi il resto di questa voce

Una resurrezione che dona speranza

La resurrezione di Gesù è il migliore messaggio di speranza che l’umanità potesse ricevere. Ricordiamolo sempre con gratitudine.

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Sono solo parole

Sanremo2016Sanremo ha sempre vissuto di polemiche ed è sempre stato usato come palcoscenico per campagne mediatiche parallele (rivendicazioni sindacali, istanze pacifiste, casi umani disperati), ma la strumentalizzazione politica che lo caratterizza quest’anno suona davvero forzata: pare che ogni gesto, ogni parola, ogni espressione visti sul palco dell’Ariston debbano essere interpretati pro o contro una battaglia che, con Sanremo, c’entra davvero poco, e che peraltro – comunque la si pensi – meriterebbe qualcosa di più di quattro slogan da talk show.

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A Natale (ma non solo)

Quella nascita ha cambiato la storia (e può cambiare la vita). Ricordiamolo a Natale, ma non solo.

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Il valore di uno Zecchino

Bambini che fanno i bambini: lo Zecchino d’oro, in onda fino a sabato su Rai Uno, da 58 anni fa di questa semplice parola d’ordine il suo marchio di fabbrica e il suo elemento più caratteristico: cambiano i conduttori (quest’anno Cristel Carrisi e Flavio Montrucchio), cambiano (moderatamente) la scenografia, il taglio della divisa del Piccolo Coro, i ritmi delle canzoni, ma resta immutata quella cifra di spontaneità, di solidarietà, di simpatia che pervade il palco dell’Antoniano di Bologna e fa passare in secondo piano qualche approssimazione (rare, quest’anno).

Resta, soprattutto, ciò che conta di più: la capacità di offrire, attraverso dodici canzoni, una tavolozza di sentimenti e di valori, di impressioni, idee, spunti di riflessione. Che, passando per i bambini, arrivano anche agli adulti. Sarà demodé e poco sensazionale per un’epoca adrenalinica come la nostra, ma questa parentesi in via di estinzione (oggi è difficile trovare in televisione un programma di bambini per bambini) rimane un momento che vale la pena di conservare. E, magari, valorizzare.

Veramente

Opportunità da cogliere

La visita di papa Francesco alla chiesa della Riconciliazione di Caserta continua a far discutere l’ambiente evangelico sul proprio rapporto con il mondo cattolico. Forse, però, la questione andrebbe vista anche sotto un’altra prospettiva. [continua la lettura]

Eppure è nato

Eppure è nato. Non è successo il 25 dicembre, come sanno anche i bambini. Non è successo nell’anno zero, come ci hanno insegnato a scuola. Non è avvenuto in un contesto idilliaco come quello che i presepi della tradizione mediterranea rappresentano. Però è successo: duemila anni fa – anno più, anno meno – il Dio dell’impossibile e dell’incredibile, il Creatore dell’universo, il Consolatore di Giobbe, l’Amico di Mosè, l’Ispiratore dei Salmisti, la Forza di Davide, la Sapienza di Salomone, il Padre degli orfani scelse deliberatamente di farsi uomo. Uomo, come noi. Di nascere da una donna. Di crescere come un ragazzo qualsiasi. Di lavorare come chiunque altro, per vivere. Fino a quando, vero Uomo, si manifestò come vero Dio. E come tale venne implorato, osannato, adorato. Ma anche contestato, criticato, abbandonato. E, infine, umiliato, straziato, giustiziato.
Finché resuscitò e tornò in Cielo lasciandoci un Consolatore e una promessa: non vi lascerò soli. Anzi due: non vi lascerò soli e presto tornerò. Leggi il resto di questa voce

Fino alla fine del mondo

A margine dell’elezione di papa Francesco i quotidiani non potevano non affrontare l’ascesa del movimento evangelico nell’America del Sud. E l’hanno fatto con risultati alterni.

Ha adottato un approccio corretto Maurizio Molinari che sulla Stampa, nel ragionare sui numeri cattolici in Sudamerica, riferendosi agli evangelici parla di “altre chiese cristiane” e non di “sette” (anche se poi cita, testualmente, “protestanti e battisti”, dimostrando una certa confusione).

Meno lineare, invece, l’intervento di Vittorio Messori sul Corriere: dopo aver annunciato di aver previsto l’elezione di un papa dal sud del mondo come segnale di attenzione della chiesa cattolica verso un’area particolarmente sensibile sul fronte spirituale, non trova di meglio che ripescare un luogo comune che speravamo superato: Leggi il resto di questa voce