Archivi categoria: media&fede

scopriamo come i mezzi di comunicazione raccontano, giorno dopo giorno, la spiritualità

Vecchioni e Salomone

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Roberto Vecchioni, ospite a Sanremo 2018, racconta la storia del re Salomone, dei suoi due amici e dell’appuntamento con l’angelo della morte – episodio che ha ispirato la sua celebre “Samarcanda” – e chiosa: «È nella Bibbia, eh!», accolto dall’immancabile, ammirato applauso.

Il racconto in questione, per quanto suggestivo, nella Bibbia non c’è, nemmeno negli apocrifi; pare che sia ispirato a una parabola contenuta nel Talmud babilonese.

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Il vero protagonista

Claudio Magris alla vigilia di Natale si è cimentato in una riflessione sulla nascita di Gesù. «A Betlemme – scrive sul Corriere – non c’è posto per le renne di un rubizzo, allegrone e svampito Babbo Natale; non ci sono preparativi affannati e iracondi per le feste, né pranzi grevi che pesano sullo stomaco e sul cuore. Ci sono semplicemente una famiglia e alcuni nuovi improvvisi amici. Anche lui, il bambino, alcuni anni dopo, parlando con sua madre, chiamerà fratelli e sorelle i suoi amici, uniti a lui da un legame più forte del sangue viscoso. Non è venuto a fondare una nuova religione, ce n’erano già troppe, ma a cambiare la vita».

Scherza con i pacchi

In Germania un noto settimanale fa satira perfino sul Natale, accostando la mania degli acquisti online alla nascita di Gesù: in una vignetta Giuseppe, di fronte alla consegna, dice a Maria: “Io non l’ho ordinato”, e Maria risponde: “Possiamo cambiarlo?”.

Magari farà ridere i tedeschi; di certo, ha notato qualcuno, è meno rischioso delle battute su altre religioni.

Il sonno del Corriere

20170210-Corriere-sonno.jpgDopo l’indimenticabile intervento di Sergio Romano a fine dicembre sui “popoli del libro”, il Corriere incorre in un nuovo svarione teologico. Parlando di riposo notturno, Elvira Serra cita papa Bergoglio e il suo sonno sereno. «Certo, nella serenità di Bergoglio – scrive Elvira Serra – conta l’effetto Spirito Santo, che un non cattolico può essere piuttosto restio ad accogliere». Leggi il resto di questa voce

Il valore della moderazione

L’ultima polemica sul sindaco di Roma, che un giornale ha omaggiato con un titolo ritenuto da molti offensivo, ha dato l’opportunità di riflettere sullo stato dell’arte nel dibattito pubblico. Perché «se questi sono i titoli – spiega l’avvocato Giulia Bongiorno – e se la tv è fatta spesso di risse, dove la moderazione non è un valore, non ci possiamo meravigliare che espressioni volgari e violente si diffondano sui social con effetti, appunto, pericolosi». Leggi il resto di questa voce

Benedetto Sanremo

Sanremo2017-logo.jpgSi conclude stasera la 67.ma edizione del Festival di Sanremo: finora abbiamo assistito a un festival garbato, condotto da Carlo Conti e Maria De Filippi senza scossoni o scandali particolari. Si è discusso, questo sì, della giornalista Diletta Leotta che ha parlato di privacy violata con un abito forse poco appropriato rispetto al messaggio. Polemiche maschiliste, si è detto; forse però, al netto dei soliti luoghi comuni sui fronti opposti (a chi, come Caterina Balivo, si è chiesta in un tweet se sia efficace parlare di violazione della privacy allargando lo spacco della gonna, in molti hanno giustamente obiettato che non si possono mettere sullo stesso piano una foto rubata e un vestito scelto liberamente), la questione non riguarda la buoncostume ma solo il buonsenso: «se una giornalista – rilevano due colleghe, donne, sul Corriere – andasse a moderare un convegno con addosso un elmo da vichingo si dovrebbe stupire se il pubblico più che ascoltarla fosse concentrato sulle corna che ha in testa?». Leggi il resto di questa voce

Religioni e svarioni

Sergio_Romano_2016.jpgIl premio per lo svarione dell’anno, con un guizzo sul filo di lana, se lo aggiudica nientemeno che l’ambasciatore Sergio Romano, opinionista di punta del Corriere, che martedì scorso, nella pagina delle lettere, alla domanda di una lettrice sull’espressione “religioni del libro” da lui utilizzata, spiega la questione in una maniera così spiazzante che merita di venire riproposta integralmente. Romano – o chi per lui, beninteso – risponde così:

Il tratto comune delle tre grandi religioni monoteiste è l’esistenza, per ciascuna di esse, di un libro che contiene le verità rivelate e i precetti del Signore. Per gli ebrei è la Bibbia con particolare riferimento all’Antico Testamento; per i cristiani è il Nuovo Testamento (ma molti protestanti leggono anche l’Antico Testamento); per i musulmani è il Corano. Esistono anche altri libri fra cui la Torah per gli ebrei, gli Atti deli apostoli per i cristiani, gli Hadith (detti autentici del Profeta) per i musulmani.

Nemmeno Brunello Robertetti, con le sue esilaranti liriche, era mai arrivato a tanto.

La festa non è qui

I 70 anni della Repubblica italiana sono stati festeggiati in grande stile, giovedì 2 giugno. Pochi, però, i commenti cristiani intercettati sui media e i social: qualche preghiera – che vira al J’accuse – e un paio di interventi piuttosto ordinari. Leggi il resto di questa voce

Polemiche prenatalizie

Melegatti lancia un messaggio pubblicitario e, dopo una pioggia di critiche, lo ritira e si scusa pubblicamente.

Nelle ultime 48 ore in rete ci si è confrontati ampiamente sul tema, come sempre senza arrivare a una conclusione convincente: i pensatori social si sono divisi tra le accuse di omofobia alla casa del pandoro e un’infornata di obiezioni da parte di chi invece non digerisce un’indignazione pret-a-porter che ormai individua ovunque il lievito della discriminazione.

In realtà, nella vicenda, sorprende un altro dettaglio: la discussione si è concentrata esclusivamente sull’approccio “non inclusivo” del messaggio, mentre nessuno ha avuto da ridire sul ben più evidente sapore blasfemo dello spot, che tenta di completare con una battuta piuttosto triste e nemmeno troppo originale (risale almeno all’inizio degli anni Novanta) il concetto base del cristianesimo. Quello, per intenderci, che duemila anni fa ha cambiato la prospettiva sulla religione e sul rapporto con gli altri, ha disarmato gli estremisti del formalismo religioso e dato un’indicazione universale agli uomini di buona volontà attraverso un elemento, semplice e allo stesso tempo rivoluzionario, in grado di  dare vita a una convivenza rispettosa.

Oggi un copywriter senza troppa fantasia decide di deridere la regola d’oro della civiltà occidentale, e i benpensanti si indignano perché lo spot non rispetta il manuale Cencelli del buonismo. Con tanti saluti alle potenzialità di un caposaldo della civiltà che, se solo venisse rispettato, risulterebbe la migliore garanzia per la sopravvivenza dell’umanità.

 

Fede a Sanremo

famiglia_Anania«Quando mai si è sentito parlare al Festival dello Spirito Santo e della Provvidenza?», si chiedeva oggi Angela Calvini su Avvenire.
A colmare la lacuna ha pensato ieri sera la famiglia Anania di Catanzaro – Aurelio, Rita e i loro sedici figli – con un intervento che comunicava in modo semplice (ma non superficiale, come qualcuno vorrebbe far credere) un incontenibile amore per Dio.
Una testimonianza di vita e di fede così solare da far apparire tristi le facili ironie di chi non ha nulla in cui credere e vorrebbe che anche gli altri contenessero la loro speranza entro le mura di casa.