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Distrazione fatale

Due temi diversi, oggi, hanno stimolato due commenti molto simili nella sostanza da parte della Stampa e di Repubblica.

Sul quotidiano torinese Gramellini commentava l’allusione del senatore Ciarrapico sull’equazione ebreo=traditore, espressa nel suo intervento a Palazzo Madama: «Fino a quando – si chiede Gramellini – si continuerà a considerare un esercizio di folklore lo scempio dei valori con i quali siamo cresciuti, che credevamo condivisi? […] Non so voi, ma io non lo trovo divertente. E neppure innocuo. Qualcuno dirà che certa gente ha sempre pensato certe cose, senza trovare il coraggio di dirle. Ecco, vorrei tanto sapere chi glielo ha dato, adesso, quel coraggio. Forse ci siamo distratti un attimo. Per favore, non distraiamoci più».

In sintonia Michele Serra nella sua rubrica quotidiana su Repubblica: in merito alle parole del docente milanese che inneggiava alla Rupe Tarpea, fa il punto della situazione-volgarità: «Il punto è che,negli anni, sono saltati come vecchi tappi tutti o quasi gli argini che impedivano o sconsigliavano di scavalcare alcuni – almeno alcuni – argini. Convenzioni rispettate, forse ipocrite, forse solo ragionevoli, suggerivano di non varcare certe soglie verbali… Ha poi prevalso, lentamente ma inesorabilmente, l’idea che niente possa o debba essere rimosso e occultato. Schiodati dalle loro prigioni di profondità, sono emersi uno a uno gli istinti più asociali e aggressivi e “scorretti”» Con l’abbandono del buonismo (o, forse, anche della buona educazione?), «ogni fanatico ma anche ogni debole, e ogni rancoroso, si sente in diritto di esternare il suo male. Il “cattivismo” fa molte più vittime del “buonismo”».

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La legge dell’amore

Europa quotidiano riprende la notizia sul sostegno, promesso dai leader evangelici americani, alla riforma dell’immigrazione lanciata dal presidente Obama.

La prospettiva della testata è critica: dal favore degli evangelici alla nuova legge desume che «Gli ispanici diventano territorio di conquista per le chiese evangeliche americane. A giustificare la richiesta – concede Europa quotidiano – ci sono argomenti morali – la difesa dei diritti dell’immigrato, legale o clandestino – ma anche la volontà esplicità di fare proselitismo tra i latinoamericani».
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Ventiquattr’ore prima

2 agosto 1980: alla stazione di Bologna esplode una valigia che contiene duecento chili di esplosivo. 85 i morti, centinaia i feriti che porteranno per sempre, nel corpo e nell’anima, i segni di quella drammatica esperienza.

Sono passati trent’anni da quel due agosto. Era sabato, e la stazione di Bologna – centro ferroviario nevralgico per il nostro Paese – pullulava di viaggiatori: turisti stranieri, emigranti pronti a trascorrere al paese le agognate ferie, famiglie dirette al mare, ragazzi alle prese con le loro prime esperienze vacanziere senza i genitori.
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Benedizioni 2.0

Secoli fa era abbastanza normale imbattersi in funzioni religiose per la “benedizione” del lavoro: nei periodi strategici per la campagna i contadini confluivano nelle chiese, dove veniva elevata una invocazione a Dio per un raccolto benedetto.

Il fatto che la benedizione comprendesse gli strumenti di lavoro era in fondo una metafora – – o una sineddoche, se preferite -, identificando il mezzo con il fine, l’attrezzo con il suo uso.

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Dieci anni dopo

Risulta sempre un po’ retorico, e piuttosto pericoloso, parlare di decenni: come esseri umani facciamo difficoltà a ricordare i fatti dell’ultima settimana, e con fatica mettiamo insieme gli avvenimenti dell’anno, figurarsi il senso di inadeguatezza e l’angoscia nell’affrontare un periodo dieci volte più ampio.

Eppure, con il 31 dicembre 2009, si chiude il primo decennio del nuovo secolo, o – absit iniuria verbis – del terzo millennio. Un decennio è già un lasso di tempo che perde di vista la quotidianità per tendere alle unità di misura adottate dalla storia: in un decennio – specie in un decennio di un’epoca come questa – il mondo cambia significativamente.

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Rick Warren è sbarcato in Europa

Ieri, giovedì 3 dicembre, sul Foglio è uscito un mio articolo di analisi sul fenomeno Warren; il contributo inaugura la mia collaborazione con il quotidiano di Giuliano Ferrara. Ve lo ripropongo qui, e resto in attesa dei vostri commenti.

IL PASTORE CHE HA BENEDETTO LA PRESIDENZA OBAMA È SBARCATO IN EUROPA

Il grande pubblico ha scoperto Rick Warren il 20 gennaio scorso, quando davanti a Capitol Hill ha innalzato la tradizionale preghiera di benedizione per l’insediamento di Barack Obama: la paciosa e rassicurante sagoma del pastore che trent’anni fa ha fondato in California la Saddleback Church di Lake Forest rappresenta un cambiamento di forma e di sostanza che non è sfuggito agli esperti.

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I diritti degli invisibili

L’Alta Corte tedesca ha deciso che, dal 2010, di domenica i negozi dovranno restare chiusi: i giudici hanno dato ragione alle chiese cattolica ed evangelica che avevano proposto un ricorso contro una legge secondo la quale gli esercizi commerciali possono aprire per dieci domeniche all’anno.

La Corte, richiamando un articolo contenuto nella Costituzione del 1919, hanno sancito il principio che le feste debbano essere «giorni di riposo dal lavoro e di miglioramento spirituale».
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Se Sarah Palin convince Graham

Mentre Rick Warren sbarca in Europa per promuovere il suo “Purpose & peace plan” dedicato alle chiese, negli USA un redivivo Billy Graham incontra Sarah Palin.

Vista la sua età – 91 anni – le uscite pubbliche del predicatore più noto del Novecento si sono giocoforza rarefatte, e per questo la presenza della ex governatrice dell’Alaska, nonché ex candidata alla vicepresidenza USA insieme a John McCain, fa ancora più rumore.

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Cuore e denari

L’Istat conta un presidente, un direttore generale, 18 direttori centrali, 60 capi servizio: praticamente ottanta persone. E allora – si chiede Raphael Zanotti sulla Stampa – com’è che solo tre contribuenti hanno destinato il loro 5×1000 all’istituto? «A sottoscrivere sarebbero dovuti essere almeno in 80, per spirito di corpo. Forse la credibilità dell’istituto è bassissima anche tra i suoi vertici

Domanda forse un po’ ficcante, ma interessante. Fino a quando possiamo dividere equamente energie e risorse il problema non si pone; ma quando dobbiamo fare una scelta di campo si vede qual è il nostro vero interesse. Probabilmente i dirigenti dell’Istat non tengono particolarmente all’istituto per cui lavorano. O, banalmente, hanno pensato che i contributi sarebbero stati spesi meglio in altre sedi.
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La Casa degli altri

Sabato pomeriggio è stata inaugurata la nuova sede torinese di Casa della Bibbia: la nota libreria cristiana – nonché casa editrice e agenzia editoriale – lascia i locali di via Botticelli per spostarsi in via Massari.

Una posizione più decentrata, ma dove la struttura può avvalersi di 1300 metri quadri di cui 100 di esposizione libraria aperta al pubblico, cui si aggiungono due sale conferenze, uffici, un ampio deposito: una scelta di comodità per gli utenti, anche perché – come spiegavano i responsabili – nella zona sono presenti una decina di chiese evangeliche.
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