Archivi Blog

Benedizioni 2.0

Secoli fa era abbastanza normale imbattersi in funzioni religiose per la “benedizione” del lavoro: nei periodi strategici per la campagna i contadini confluivano nelle chiese, dove veniva elevata una invocazione a Dio per un raccolto benedetto.

Il fatto che la benedizione comprendesse gli strumenti di lavoro era in fondo una metafora – – o una sineddoche, se preferite -, identificando il mezzo con il fine, l’attrezzo con il suo uso.

Leggi il resto di questa voce

Annunci

Verità di troppo

150 ore di registrazioni e 30 mila pagine di documenti inediti, recentemente resi pubblici dalla Biblioteca presidenziale americana di Yorba Linda, in California, gettano nuove ombre su Richard Nixon.

Se il presidente, sul piano pubblico, viene già ricordato per lo scandalo Watergate che lo costrinse a dimettersi, ora si trova a fare i conti anche con rivelazioni su conversazioni private che, certo, non migliorano la sua immagine.

Scrive La Stampa che «Se c’è un filo comune nei documenti declassificati è aggressività e disprezzo di Nixon, verso gli amici come per gli avversari».

Insomma, nastri e carte rivelano un Nixon cinico, spregiudicato, insofferente verso le obiezioni da qualunque parte venissero. Niente di strano per un politico, a dire il vero.

Quel che lascia perplessi è il senso dell’operazione. Andare a pescare nella posta altrui è sempre pericoloso, e scrutare nell’intimità della vita familiare può provocare forti delusioni anche quando si tratta di grandi uomini: figurarsi quando lo si fa con un uomo pubblico che, per arrivare dove è arrivato, deve aver ceduto a una pioggia di compromessi.

È vero che, biblicamente parlando, “nulla è destinato a rimanere segreto”, ma forse dovremmo chiederci se la luce alla quale vogliamo portare il comportamento delle persone sia la luce cristiana o una luce guardona.

Certo, la verità deve emergere. Ma dovremmo chiederci a cosa facciamo riferimento quando parliamo di verità e, soprattutto, quale sia lo scopo della presunta verità di cui ci ergiamo paladini.

Anche chi spettegola, di solito, si difende esclamando “ma è la verità!”: se nulla deve restare segreto, allora il gossip è attività benemerita, e i ficcanaso sono i nuovi moralizzatori.

Nel valutare le persone è certo necessario il buonsenso di una valutazione su larga scala, ma capace di distinguere il grano dal loglio e di dare la giusta priorità alle informazioni raccolte.

Proprio come i sondaggisti che, in attesa dei risultati elettorali definitivi, non si basano acriticamente su tutti i dati, ma organizzano le proiezioni per dare un senso a quei dati.

Non tutte le sezioni elettorali sono ugualmente rappresentative e permettono di farsi un quadro attendibile della realtà generale. Proprio come le parole, le azioni, i comportamenti delle persone.

Le scelte e il rispetto

Non so a voi, ma a me ieri l’annuncio degli scienziati britannici è sembrato un po’ sospetto.

La notizia era delle migliori: pare che tra tre anni sarà possibile creare sangue “artificiale” per sopperire alla carenza di donazioni e venire incontro alle necessità degli ospedali, specie in periodi e in situazioni di emergenza.

Un dettaglio che non sarà sfuggito ai più era un discreto “partendo dalle cellule staminali embrionali“. Il dato, di suo, mi ha ricordato gli annunci dei magistrati al termine di certe indagini, quando si rileva che per il successo “è risultato essenziale l’uso delle intercettazioni telefoniche“. Succede spesso, soprattutto nei periodi in cui il parlamento tenta di regolamentare l’ascolto delle conversazioni da parte degli inquirenti.

Forse è solo un’impressione, ma quel “partendo dalle cellule staminali embrionali” suona subliminale, e sembra voler polemizzare con i dubbi di chi non accetta, sul piano etico, gli interventi sulle cellule fecondate. «Vedete? – sembrano dire gli scienziati – Con le staminali embrionali possiamo salvare la vita a tante persone e migliorare la qualità dell’esistenza a molte altre, ma voi vi opponete».

Per questo offrono un certo sollievo le dichiarazioni di oggi da parte di un esponente del governo, il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio: ha annunciato che anche l’Italia sta lavorando su un progetto simile, e tra tre anni potremmo produrre sangue dalle staminali. Precisando però che, per noi, si tratta di una scelta diversa: i globuli rossi verranno prodotti a partire da cellule staminali adulte.

Un sistema che, precisa il Corriere, supera «già in partenza eventuali problemi etici legati all’impiego degli embrioni».

Scopriamo peraltro che il metodo delle staminali adulte è quello scelto anche dalla Darpa, l’agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa americana: quindi un sistema conosciuto e praticabile.

Viene allora da chiedersi come mai i sudditi della Regina non abbiano preso in considerazione questa opzione, ignorando bellamente le polemiche che potrebbero seguire sul piano etico.

Speriamo ci siano ragionevoli motivi scientifici che hanno portato il team britannico a usare nonostante tutto le staminali embrionali: altrimenti significherebbe che la scienza, per alcuni, è ciò che per altri è la religione o l’ideologia: un fine che giustifica la mancanza di rispetto.

Quando succede agli altri, lo chiamano fanatismo.