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Cristiani a Terra

Le recenti vicende dei cristiani in Marocco, contro i quali si è registrato un rinnovato rigore da parte delle autorità, continua a far parlare l’Occidente: non quanto altre vicende, ma è sempre meglio di niente.

La scorsa settimana se n’è occupato anche Terra, settimanale di approfondimento di Canale 5, che ha dedicato una puntata agli “Infelici come una pasqua”, i cristiani perseguitati. Dopo un servizio dalla Nigeria – fronte sempre caldo, purtroppo – e dal Kosovo delle intolleranze serbe, è toccato appunto ai fatti marocchini.

Ed è emersa una situazione difficile, dove la libertà di culto è di fatto limitata nei confronti dei cristiani a una tolleranza, che devono muoversi con costante cautela per evitare l’accusa di proselitismo.

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Successi condivisi

Sembra una di quelle storie da sogno americano: una chiesetta di campagna (la Sherwood Baptist Church di Albany, in Georgia) decide di impegnarsi a produrre film capaci di enfatizzare i valori cristiani.

Il primo lavoro della Sherwood Pictures, Flywheel, costa ventimila dollari, un’inezia, e parla di un venditore di auto poco corretto, che trova la fede e abbandona i maneggi poco trasparenti. Il secondo prodotto, Facing the giants, racconta la classica vicenda della squadra giovanile poco quotata che arriva in finale grazie a un allenatore con pochi trofei in bacheca ma molta fede. Il film viene adocchiato dalla Sony, grazie anche a una polemica che offre una visibilità notevole alla pellicola: la censura statunitense decide che il film non è adatto ai minori non accompagnati (una sorta di V.M. 14 in salsa USA), facendo parlare i media della vicenda.

L’ultimo film, per ora, è Fireproof, ed è il primo girato con un budget ragionevolmente vicino a quello di un film “vero”: 500 mila dollari, tirati fuori dalla Sony, che ha tra l’altro messo in contatto la casa di produzione di Albany con Kirk Cameron, già noto per la serie tv “Genitori in blue jeans”, e da tempo ormai impegnato in pellicole cristiane (basti ricordare la serie Gli Esclusi). La pellicola racconta di un pompiere e della sua relazione matrimoniale in crisi, che viene salvata grazie a un percorso di coppia basato sui principi biblici.

Fireproof, in un paio di settimane di proiezione, ha superato i 12 milioni di dollari al botteghino. Naturalmente il successo è frutto anche di un impegno capillare delle chiese, che – contrariamente a quanto avviene ad altre latitudini – hanno saputo cogliere il messaggio positivo del film senza formalizzarsi sulla denominazione dei produttori, e hanno portato al cinema amici e colleghi, specie quelli – e, a quanto pare, non sono pochi nemmeno negli USA – con matrimoni a rischio.

Non sappiamo se Fireproof arriverà in Italia, dopo la fugace apparizione nel 2004 al Sabaoth Festival del cinema cristiano; certo sarebbe utile. Sarebbe però significativo se, quantomeno, la vicenda potesse insegnare un paio di cose.

Primo, che non servono grandi mezzi per arrivare a grandi risultati: bastano grandi competenze e una buona costanza.

Secondo, che la disponibilità a riconoscere l’impegno e la riuscita dell’altro può diventare un successo anche per noi, se non ci ostiniamo a guardare dall’altra parte ogni volta che sentiamo l’odore di una parrocchia diversa.

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AGGIORNAMENTO – la solerte Chiara Giacomini mi segnala che Affrontando i giganti è da
tempo disponibile in  italiano, distribuito dalla Sony Pictures: «un film a tutti gli effetti trattato come “cinema normale”: si trova anche da Blockbuster ed è acquistabile via internet».

Bibbia a colori

«La natura attraversa la Bibbia come una vite. Ci sono il giardino dell’Eden e il ramoscello d’olivo di Noè. Le querce presso cui Abramo si è incontrato con gli angeli e l’albero piantato presso i rivi d’acqua citato nei Salmi».

Adesso questa presenza verde ha avuto un suo riconoscimento con una nuova versione della Bibbia che verrà lanciata negli USA il prossimo 7 ottobre da Harper Collins. A caratterizzarla non è solo la carta riciclata e l’inchiostro ecologico (a base di soia), ma il testo stesso: «una versione della Scrittura – scrive Time – che richiama l’attenzione su più di mille versetti relativi alla natura e li sottolinea stampandoli in un piacevole colore verde foresta, come la “red letter edition” della Bibbia enfatizza le parole di Gesù».

Una versione che coglie la sensibilità sempre maggiore degli evangelici USA nei confronti della salvaguardia del creato, ma che probabilmente incontrerà qualche resistenza. E non perché usa la New Revised Standard Version, traduzione non amata dai conservatori: è il senso stesso del progetto a lasciare perplessi i battisti del sud, la corrente più conservatrice nel contesto evangelico. Rileva infatti Richard Land che l’ecologia «certo è importante, ma quando è stato chiesto a Gesù quale sia la cosa più importante, lui ha risposto “Ama il tuo Dio, e ama il tuo prossimo come te stesso”. Non ha detto nulla riguardo la creazione”».

Iniziativa interessante sotto vari punti di vista.
Intanto, ben venga una nuova versione della Bibbia che sia in grado di allargarne ulteriormente la diffusione e la lettura, purché la traduzione sia leggibile, fedele, accurata.
Tanto meglio se, come pare, la versione di cui parliamo potrà riuscire raggiungere un target appassionato ai temi sociali più che alla lettura delle Sacre Scritture.

In merito all’interesse dei cristiani per la salvaguardia del creato, va ricordato che non è una moda né un concetto nuovo. Apprezzare ciò che Dio ha creato, scoprire la perfezione di ciò che ci circonda, sorprenderci di fronte alle meraviglie della natura spinge il cristiano ad amare e a ringraziare con maggiore intensità il suo Salvatore.

Nello specifico, la salvaguardia del creato è un tema affascinante. E dei temi affascinanti non bisogna avere paura, anche se bisogna riconoscerne la pericolosità. Bene, quindi, l’attenzione alla tutela della natura, all’aiuto del prossimo, all’impegno sociale e magari anche all’azione politica.

Ma l’ecologia, come gli altri temi, non deve diventare una nuova ragione di vita, una nuova denominazione o un tema prevalente nella predicazione. Non va persa di vista la prospettiva: il centro della Bibbia è il rapporto di Dio con l’uomo, il suo scopo è raccontare che esiste per ogni essere umano la possibilità di ottenere la salvezza – quella salvezza che sfugge ai tentativi di raggiungerla con le nostre forze – attraverso l’azione di Gesù Cristo. Il resto è corollario.

Non comprendere la centralità di Cristo porta a considerare sullo stesso piano la “red letter edition”, che pone enfasi posta sulle parole di Cristo, con la nuova “green letter edition”, che sottolinea i temi ecologici contenuti nella Bibbia. E, magari, domani porterà a una nuova edizione che proclamerà con altri colori l’importanza di una dieta alimentare specifica, o dell’impegno sociale, politico, e chissà cos’altro ancora.

Insomma: mentre la Bibbia diventa multicolore, giorno dopo giorno rischiamo di leggerla guardando sempre più alle nostre mode, ai nostri interessi, alle nostre passioni, e smarrendo così il senso più profondo del messaggio di Cristo.