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Benedizioni 2.0

Secoli fa era abbastanza normale imbattersi in funzioni religiose per la “benedizione” del lavoro: nei periodi strategici per la campagna i contadini confluivano nelle chiese, dove veniva elevata una invocazione a Dio per un raccolto benedetto.

Il fatto che la benedizione comprendesse gli strumenti di lavoro era in fondo una metafora – – o una sineddoche, se preferite -, identificando il mezzo con il fine, l’attrezzo con il suo uso.

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Pazienza tecnologica

Arriva l’iPhone, ed è subito frenesia collettiva: «Coloro che volevano essere i primi a mettere le mani su questo manufatto-icona – spiega Alicenews -, già nel pomeriggio di ieri [giovedì 10/7, ndr] hanno iniziato a mettersi in coda presso quei rivenditori che hanno deciso di tenere orari straordinari per sfruttare l’apertura ufficiale delle vendite, scattata a mezzanotte». Ore in fila, fin dalla sera prima, e una mattinata di paziente attesa tra problemi tecnici e burocratici, prima di stringere l’agognato gioiello tecnologico.

Dalle foto che si vedono in rete, in fila davanti ai negozi ci sono centinaia di persone, soprattutto giovani, di cui sorprende la capacità di aspettare per ore e ore senza battere ciglio, anzi, con il sorriso soddisfatto di chi si sente “cool”, al passo con i tempi.

Bestie rare, questi giovani. Vorremmo incontrarli più spesso sulla nostra strada. Pazienti, cordiali, perfino simpatici in una situazione che, invece, rende nervosi quasi tutti i loro coetanei.

Sarà un caso, ma i giovani che incontriamo normalmente non sono molto pazienti: sorpassano con arroganza dove non si potrebbe e senza particolari motivi, fanno rombare il loro macchinone al semaforo sbuffando per l’attesa di pochi secondi, strombazzano a distesa quando chi sta davanti a loro si permette un riflesso meno che pronto. Non sono nemmeno cordiali: tentano abili manovre per guadagnare posti al supermercato, e davanti al distributore dei numeretti segnaposto non si guardano attorno, non sia mai che debbano provare pietà per una donna incinta o una vecchietta malferma. E non sono neanche simpatici: danno in escandescenze in posta, in banca, spingono e sgomitano in metropolitana, ridono e irridono sguaiati.

Che differenza, rispetto a questi pazienti seguaci delle tecnologie. Speriamo che, dopo la fila di ieri notte, non spariscano dalla faccia della terra, smaterializzati da qualche opzione del loro nuovo cellulare, lasciando campo libero agli impazienti e ai maleducati che, a quanto pare, l’iPhone non sanno nemmeno cosa sia.