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Oltre i luoghi comuni

L’ultima Fiera internazionale del turismo, a Milano, oltre a vedere un record di partecipazioni (130 paesi presenti con un loro stand, che si aggiungono agli spazi riservati alle regioni italiane), ha posto l’attenzione su una interessante tendenza: in un’epoca di crisi di valori (economici e spirituali), il vacanziero sceglie il turismo religioso.

«I luoghi delle religioni – riflette il Giornale – saranno le nuove mete turistiche, gli “itinera” spirituali evolvono dalla tradizione alla modernità e coinvolgeranno, nei prossimi mesi, oltre 300 milioni di persone nel mondo», dando vita a un giro d’affari enorme: stando ai dati del Wto-World Tourism Organization, le “forme di turismo motivazionale fondate su valori” spostano 18 miliardi di dollari.

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Tolleranza a tempo

Al mondo un umano su quattro è di religione islamica: lo rivela una indagine del Pew Forum in Religion & Public Life, istituto che propone spesso indagini e sondaggi su tematiche legate alla spiritualità.

I cristiani – almeno quelli nominali – hanno ancora la maggioranza (2 miliardi e 250 milioni, contro un miliardo e 570 milioni di islamici), ma la stima sui seguaci di Maometto ha stupito lo stesso istituto di ricerca: «Ovunque il numero è più alto di quanto non ci aspettassimo».
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Dall'Eden al Caucaso

“In principio fu il Caucaso”, titolava nei giorni scorsi La Stampa presentando i risultati di una scoperta che potrebbe cambiare i libri di storia (o, meglio, di paleontologia): in un remoto sito della Georgia (già URSS) sono stati scoperti cinque teschi di un milione e ottocentomila anni fa.

La portata del ritrovamento è presto detta: se la datazione fosse confermata, potrebbe significare che i primi esseri umani vissero nell’Asia centrale e non, come si era ipotizzato in base ai precedenti riscontri, in Africa.
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Dall’Eden al Caucaso

“In principio fu il Caucaso”, titolava nei giorni scorsi La Stampa presentando i risultati di una scoperta che potrebbe cambiare i libri di storia (o, meglio, di paleontologia): in un remoto sito della Georgia (già URSS) sono stati scoperti cinque teschi di un milione e ottocentomila anni fa.

La portata del ritrovamento è presto detta: se la datazione fosse confermata, potrebbe significare che i primi esseri umani vissero nell’Asia centrale e non, come si era ipotizzato in base ai precedenti riscontri, in Africa.
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