Archivi Blog

Un sos da Duisburg

Una manifestazione oceanica. Un milione e mezzo di persone, cinque volte più di quanto le strutture potessero reggere. Un’organizzazione inadeguata, affiancata da forze dell’ordine impreparate. Un momento di panico in un tunnel che fa paura a vederlo vuoto, figurarsi pieno. La strage è scaturita da queste premesse: venti giovani sono rimasti a terra, quattrocento hanno dovuto ricevere cure mediche.

La festa, con cinismo e realismo, è stata fatta continuare per evitare guai peggiori. Solo in seguito la cruda realtà è potuta irrompere nella vita di ragazzi giunti da mezza Europa per dimenticare il resto, ubriacati dal ritmo ossessivo della musica techno. E la festa si è tramutata in smarrimento, sgomento, tragedia.
Leggi il resto di questa voce

Annunci

Cristiani a Terra

Le recenti vicende dei cristiani in Marocco, contro i quali si è registrato un rinnovato rigore da parte delle autorità, continua a far parlare l’Occidente: non quanto altre vicende, ma è sempre meglio di niente.

La scorsa settimana se n’è occupato anche Terra, settimanale di approfondimento di Canale 5, che ha dedicato una puntata agli “Infelici come una pasqua”, i cristiani perseguitati. Dopo un servizio dalla Nigeria – fronte sempre caldo, purtroppo – e dal Kosovo delle intolleranze serbe, è toccato appunto ai fatti marocchini.

Ed è emersa una situazione difficile, dove la libertà di culto è di fatto limitata nei confronti dei cristiani a una tolleranza, che devono muoversi con costante cautela per evitare l’accusa di proselitismo.

Leggi il resto di questa voce

Rapporti alla pari

Per un cristiano c’è sempre da imparare dalla realtà ebraica. Sul piano culturale, certo, ma anche relazionale.

La visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma è stata definita storica. Al di là dei contenuti, da parte della comunità ebraica spiccava un approccio da cui, forse, anche la realtà evangelica dovrebbe prendere esempio.

Leggi il resto di questa voce

Un messaggio frainteso

«Il punto centrale è che il cristianesimo non lo difendi brandendolo come un’ideologia, ma testimoniandolo nella vita quotidiana come risposta ai bisogni dell’uomo. La grande forza del cristianesimo, quella che colpisce e “contagia” il prossimo che incontriamo, è la possibilità per l’uomo di sperimentare una novità di vita»: la constatazione, molto evangelica, è di Giorgio Vittadini.

Nei giorni della polemica leghista contro le esortazioni espresse dal cardinale di Milano, il fondatore della Compagnia delle Opere centra meglio degli altri la questione e la sua frase, da sola, vale quanto un discorso: Cristo non può essere un’ideologia, un mezzo, un alibi per giustificare comportamenti che si scontrano con il suo insegnamento.

Leggi il resto di questa voce

La giusta cornice

Capita, ogni tanto, di registrare un programma sbagliato. In questo caso, al posto di un telefilm, un programma di approfondimento. Capita di dargli un’occhiata, prima di cancellarlo, e di trovarci un servizio che non si sarebbe voluto vedere, se non riguardasse una vicenda vera.

Si parla di Africa e di stregoneria. Si parla di bambini lasciati alla mercè di stregoni: considerati per qualche motivo specioso portatori di maledizioni di ogni genere, molte famiglie affidano a persone di dubbia serietà uno dei figli, nella speranza che serva a liberare la famiglia dal malocchio.
Leggi il resto di questa voce

La grande sfida dell'accoglienza

La Stampa con un servizio alza il velo su una pratica inquietante: a Torino «almeno quattro future mamme sottoposte nell’ultimo anno a fecondazione assistita hanno deciso di selezionare i loro feti, facendo venire al mondo soltanto due dei figli di una gravidanza trigemellare. È successo al Sant’Anna, l’ospedale torinese delle mamme e dei bambini, ma probabilmente è quanto accade anche altrove».

Normalmente nell’ambito della fecondazione assistita è previsto l’impianto di tre embrioni nell’utero della donna, in modo da garantire al concepimento maggiori margini di riuscita. Le percentuali di successo, spiega La Stampa, si posizionano tra il 22 e il 35%, e in alcuni di questi casi la riuscita può essere anche superiore alle aspettative: due, o addirittura tutti e tre gli embrioni possono svilupparsi, portando appunto a un parto gemellare o trigemino.
Leggi il resto di questa voce

La grande sfida dell’accoglienza

La Stampa con un servizio alza il velo su una pratica inquietante: a Torino «almeno quattro future mamme sottoposte nell’ultimo anno a fecondazione assistita hanno deciso di selezionare i loro feti, facendo venire al mondo soltanto due dei figli di una gravidanza trigemellare. È successo al Sant’Anna, l’ospedale torinese delle mamme e dei bambini, ma probabilmente è quanto accade anche altrove».

Normalmente nell’ambito della fecondazione assistita è previsto l’impianto di tre embrioni nell’utero della donna, in modo da garantire al concepimento maggiori margini di riuscita. Le percentuali di successo, spiega La Stampa, si posizionano tra il 22 e il 35%, e in alcuni di questi casi la riuscita può essere anche superiore alle aspettative: due, o addirittura tutti e tre gli embrioni possono svilupparsi, portando appunto a un parto gemellare o trigemino.
Leggi il resto di questa voce

Armi non convenzionali

Finora a indignarsi con Dan Brown, il sopravvalutato autore di “Il codice Da Vinci” e “Angeli e demoni”, era stato soprattutto il mondo cattolico, per quei riferimenti al fantomatico matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena, pesanti soprattutto in un romanzo venduto in milioni di copie, che molti lettori hanno confuso con un manuale di teologia e storia del cristianesimo.

Poi, in “Angeli e demoni”, l’attacco era stato ancora più frontale, stavolta sul piano politico, nei confronti del Vaticano, tanto da meritarsi un bando dal territorio della Santa Sede.
Leggi il resto di questa voce

Buoni o cattivi

«Aggredito e picchiato per sette volte in dodici anni al grido di “colono” e “cane bianco”, impossibilitato a trovare lavoro a causa delle quote riservate ai neri e senza fiducia nelle autorità. E, da pochi giorni, rifugiato politico in Canada perché perseguitato nel Sudafrica multirazziale di oggi».

Una vicenda curiosa che viene raccontata oggi dalla Stampa e che fa scalpore: un bianco che subisce un trattamento razzista, nel nostro immaginario, ricorda il classico esempio dell’uomo che morde il cane.

Leggi il resto di questa voce