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Il percorso di Eli Stone

Tra i nuovi serial tv di cui i critici televisivi hanno parlato in questi mesi, ha avuto poco spazio un telefilm la cui prima serie si è conclusa ieri, Eli Stone.

Si tratta di un serial che si poteva scoprire solo per caso – da un po’ di tempo le emittenti non brillano per la capacità di promozione delle serialità e per il rispetto degli appassionati che le seguono – ma che man mano mi ha incuriosito, e non solo per la trama.

Trasmesso da Italia Uno al martedì sera, racconta le vicende di un rampante avvocato trentacinquenne, Eli Stone appunto, socio di un autorevole studio legale di San Francisco.

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Bibite e Bibbie

A volte non è tanto la notizia a fare la differenza, ma l’accostamento. Leggo oggi su booksblog.it che è disponibile un gadget decisamente curioso, una custodia per alcolici cammuffato da Bibbia. «Pur avendo l’aspetto dall’esterno di una copia della Bibbia – spiega l’articolo -, con tanto di titolo in inglese e decorazioni in oro, l’interno nasconde una fiaschetta classica da liquore, che dovrete semplicemente riempire con il vostro alcolico preferito».

Non è la prima volta che qualcuno usa una Bibbia per travisare contenuti meno nobili: dal detenuto che ci nasconde un martelletto da geologo al sindaco Peppone che, andando negli USA, ci inserisce il Capitale di Marx (in risposta a Don Camillo che, a sua volta, aveva inserito il breviario in una copertina più adatta al viaggio in URSS).

Va peraltro rilevato che l’azienda produttrice, nel realizzare la custodia per liquori, ha esercitato un minimo di pudore: il titolo sulla copertina non è “The Holy Bible” ma semplicemente “The good book”, il buon libro.

In ogni caso la notizia suona anche più curiosa se si tiene conto del fatto che, a tutt’altra latitudine e forse senza alcun contatto tra le due realtà, una nota libreria cristiana italiana ha pubblicizzato di recente una Bibbia con la custodia in latta, che nelle cromature e decorazioni richiama inequivocabilmente (e volutamente) una lattina di bibita: “la Bibbia, l’unico libro che toglie la sete” è stato lo slogan scelto per la promozione.

Che nostalgia dei tempi in cui si diceva “ogni cosa al suo posto”…