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Mediamente male

Nella sua semplicità è geniale il sistema messo a punto da due studiosi – un matematico e un informatico – per “misurare la felicità” degli americani.

Hanno creato un sistema di algoritmi capace di prendere in considerazione oltre due milioni di blog e utenti twitter, pescando di volta in volta gli interventi che si aprono con “mi sento…” (“I feel…”).

Poi hanno dato ai vocaboli più comuni un punteggio da 1 a 10: “paradiso” o “trionfo”, per esempio, sfiorano il 9, suicidio è sotto il 2.

In base a questo schema i due studiosi sono stati in grado di misurare l’umore degli utenti, e – visti i numeri – fare una media più o meno verosimile del sentimento comune nella pubblica opinione, almeno quella che naviga in rete.

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Il valore di una prospettiva

«Tutto può avere un prezzo, persino il sentirsi dire “ti amo”», spiegano gli autori di “Sei molto ricco, ma ancora non sai di esserlo”, volume uscito in questi giorni nel Regno Unito.

Come si calcola il valore della felicità? I due hanno preso in considerazione un migliaio di persone cui è stato chiesto di dare un punteggio a un particolare aspetto della vita (l’amore, la stabilità, i figli etc). Hanno poi agganciato questo calcolo “alla sensazione che si proverebbe nel vincere alla lotteria”, e hanno quindi trovato il presumibile valore di un momento piacevole, di una sensazione, di un rapporto.

Sul podio tre evergreen: salute, amore, stabilità. Infatti «Al primo posto, con un valore economico di circa 207mila euro, c’è la sensazione che proviamo quando ci viene detto che godiamo di buona salute e che non soffriamo di nessuna malattia. L’amore, in particolare il sentirsi dire “ti amo”, ha un valore stimabile in circa 188mila euro, e si piazza al secondo posto. Segue, a circa diecimila euro di distanza, la sensazione che si prova nel vivere una relazione stabile: poco più di 178mila euro».
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