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Quanti muri

9 novembre. Quest’anno è facile ricordarsene, mentre tutti i giornali e le televisioni fanno da cassa di risonanza alle celebrazioni: vent’anni fa, in seguito a un percorso storico e, insieme, per un equivoco, cadeva il muro di Berlino.

Convenzionalmente la caduta del Muro rappresenta la fine di un’ideologia, ma anche di un sistema, di un mondo, di una società.

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La banalità della fede

Un ex vigile urbano siberiano in crisi di mezza età si proclama messia e fonda una chiesa.

Sembra una barzelletta, ma è successo davvero: lui si chiama Sergei Torop, «conosciuto come “Vissarion Cristo” o “Gesù della Siberia“».

Succede anche questo, nella lontana e placida steppa siberiana: Torop è «cresciuto nella città siberiana di Minussinsk», era «pittore di icone nella chiesa locale e, secondo il suo racconto, Sergei cadde in in visioni mistiche per un lungo periodo alla fine del quale realizzò di essere il “Figlio di Dio”. Cambiò nome, indossò una tunica rossa e iniziò a predicare».

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