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Il decennio senza prospettive

Cosa resterà di questo primo decennio di XXI secolo? Se lo chiede, con qualche tocco di lirismo, Vittorio Macioce sul Giornale.

Sembravano anni già visti, detti, profetizzati: «sono stati lì a scrivere, immaginare, sognare, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, viaggi nel tempo, teletrasporti, telelavori, cibernauti, argonauti, terre promesse, visitors e ufo robot. Poi il 2000 è arrivato e sono passati dieci anni. Non è che non è successo nulla, solo che il futuro, quando ci cammini sopra, non è questa cosa straordinaria».
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Cause perse

Povero Pato. Giovane calciatore del Milan, erede di quel Ricardo Kakà che se n’è andato (al Real Madrid) troppo presto, Alexandre Pato dà la scossa alla sua squadra in vista della partita-clou con i cugini dell’Inter.

E lo fa con un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. «Che cosa darebbe per segnare all’Inter?», gli viene chiesto a un certo punto. Pato risponde secco: «La mia vita».

Perplessità del giornalista che replica: «Mamma mia, non le sembra un po’ troppo?» E Pato, di rimando: «No, perchè il calcio per me è la vita, è tutto».

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